31/08/2018, 11.12
MALAYSIA
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Terminata l’amnistia, Kuala Lumpur dà la caccia ai clandestini

Tra il 2014 e il 28 agosto di quest'anno, 867.336 immigrati clandestini sono stati cacciati dal Paese grazie al provvedimento. Dall’inizio dell’anno, condotti 9.449 controlli e verificato lo status di 116.270 stranieri. I lavoratori irregolari arrestati sono 29.040. Tra le persone detenute, 9.759 provengono dall'Indonesia, 5.959 dal Bangladesh, 2.830 dalle Filippine e 2.715 dal Myanmar.

Kuala Lumpur (AsiaNews/Agenzie) – Il governo malaysiano lancia oggi, in occasione dell’Hari Merdeka (Giorno dell’Indipendenza), un’operazione su vasca scala contro l’immigrazione clandestina. Solo ieri è terminato un programma quadriennale, che consentiva ai lavoratori stranieri irregolari di beneficiare di un’amnistia.

Datuk Seri Mustafar Ali, direttore generale dell’Ufficio Immigrazione di Kuala Lumpur, dichiara che l'iniziativa, denominata “Ops Mega 3.0”, ha come obiettivo le organizzazioni criminali coinvolte nel fenomeno della “schiavitù moderna”. Alla riuscita dell’operazione collaboreranno anche altre agenzie governative e ministeri, oltre alle ambasciate dei cittadini stranieri che saranno fermati.

Tra il 2014 e il 28 agosto di quest'anno, 867.336 immigrati clandestini hanno lasciato la Malaysia grazie all’indulto terminato ieri. Il provvedimento governativo consentiva ai richiedenti di fare ritorno al proprio Paese, dopo aver pagato una multa di 300 ringgit malesi (62,50 euro) e versato un contributo di 100 ringgit (20,85 euro) per il rilascio di un pass speciale. Kuala Lumpur ha incassato 400 milioni di ringgit (83,27 milioni di euro) solo dalle sanzioni.

“A partire da oggi, in tutto il Paese daremo la caccia agli immigrati clandestini”, afferma Mustafar. Dall’inizio dell’anno, il suo dipartimento ha condotto 9.449 operazioni di controllo e verificato lo status di 116.270 stranieri. Ciò ha portato all’arresto di 29.040 lavoratori irregolari e 879 datori di lavoro. Tra le persone detenute, 9.759 provengono dall'Indonesia, 5.959 dal Bangladesh, 2.830 dalle Filippine e 2.715 dal Myanmar. A giugno 2017, nel Paese vi erano 1,7 milioni di lavoratori stranieri in possesso di regolare documentazione. Secondo le stime del governo, ad essi si aggiungevano circa 1 milione di clandestini. Questo grande gruppo è l'obiettivo di occasionali repressioni da parte del governo.

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