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  • » 23/02/2005, 00.00

    iran

    Terremoto in Iran, sopravvissuti protestano aspettando gli aiuti



    Le vittime superano i 420 morti e i 900 feriti. La Caritas Iran è pronta ad intervenire in aiuto. Teheran:"gli aiuti dall'estero non sono necessari".

    Teheran (AsiaNews/Agenzie) - Migliaia di persone hanno trascorso la scorsa notte in tende e rifugi improvvisati a causa del terremoto avvenuto ieri nella regione sudorientale dell'Iran, nella zona della città di Zarand (700 km da Teheran). Ieri un terremoto di magnitudo 6,4 della scala Richter ha causato almeno 420 morti e 900 feriti.

    Si sono diffuse notizie di proteste contro la lentezza degli aiuti: nel villaggio di Islamabad un centinaio di uomini ha eretto una barricata sulla strada per intercettare gli aiuti umanitari. Un gruppo di persone ha fermato il convoglio del ministro degli Interni Abdolvahed Moussavi Lari per chiedere più soccorsi. Il capo del servizio nazionale di emergenza, Mohammad Javad Fadaie, ha minimizzato gli incidenti affermando che non ci sono "problemi fondamentali" nei soccorsi, anche se ha riconosciuto che "mancano tende per i senzatetto".

    "La Caritas è pronta ad intervenire e si sta organizzando per portare aiuti e soccorsi alla popolazione" afferma ad AsiaNews mons. Ignazio Bedini, vescovo di Ispahan, la diocesi latina di Iran. "Seguiamo le notizie e stiamo valutando il modo in cui portare aiuto nella misura delle nostre possibilità e di quanto le autorità permetteranno". La Caritas Iran era intervenuta in maniera notevole l'anno scorso, in occasione del terremoto che aveva causato 31 mila morti e decine di migliaia di feriti a Bam.

    Le autorità iraniane hanno fatto sapere che gli aiuti dall'estero non sono necessari: il governatore provinciale Mohammad Ali Karimi ha dichiarato che "abbiamo imparato dall'esperienza di Bam. Non abbiamo bisogno di aiuti dall'estero". Ieri il portavoce del Dipartimento di Stato americano aveva fatto sapere che gli Stati Uniti erano disponibili a mandare aiuti in Iran. La stessa disponibilità era arrivata dal Pakistan, dalla Turchia e dall'Onu.

    Secondo Karimi il terremoto ha interessato 40 villaggi, per un totale di 30 mila persone. La responsabile locale dell'Unicef, Kari Egge, ha però dichiarato che "le persone interessate dal disastro sono 80 mila". "La gente non ha nessun posto dove andare: il terremoto è avvenuto in zone montuose (1800 mt), è freddo e sta piovendo". (LF)

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