21 Aprile 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 05/10/2010
CINA
Tianjin, conferenza Onu sul clima: la Cina tenta un rilancio di immagine
L'incontro è l’ultima tappa prima del vertice di Cancun 2010. Christiana Figueres, segretario esecutivo della Convenzione delle Nazioni Unite per i cambiamenti climatici, definisce “positivo” il gesto della Cina di ospitare l’incontro. Ma programmare la riduzione dei gas serra rimane difficile.

Tianjin (AsiaNews/Agenzie) – Si è aperto ieri nella città portuale di Tianjin in Cina l’ultima sessione di lavoro prima della Conferenza Onu sul clima che si terrà a Cancun dal 29 novembre al 10 dicembre. L’agenda di lavoro è focalizzata su due punti fondamentali: fissare e mantenere degli standard sulle emissioni di gas serra, e ridurre il divario economico tra le maggiori economie e i Paesi in via di sviluppo. L’incontro viene dopo che il meeting di Copenaghen 2009 sulla diminuzione delle emissioni di gas serra si era concluso senza raggiungere un accordo vincolante, con le delegazioni che avevano solo riconosciuto la necessità di limitare l’aumento della temperatura a 2°C entro il 2020 (rispetto al 1990). L’urgenza di trovare un nuovo accordo è altissima, dal momento che il protocollo di Kyoto, stipulato nel 1997, scadrà nel 2012. È la prima volta che il Paese – il più grande produttore mondiale di gas serra – ospita una Conferenza internazionale in 20 anni di negoziati sull’argomento.

La Cina è considerata uno dei principali responsabili per il fallimento della Conferenza di Copenaghen nel 2009, e l’incontro di Tianjin è visto da molti come il tentativo di Pechino di ripulire la propria immagine dopo la delusione dello scorso anno. Tuttavia Dai Bingguo, il consigliere di Stato, parlando nella sessione di apertura ha ribadito che il Paese non può mettere sul tavolo delle trattative molto di più di quanto già fatto in Danimarca, e che la povertà e il sottosviluppo rimangono le principali sfide della nazione. Il colosso asiatico conta ancora sul carbone per produrre l’80% dell’energia elettrica. Il Paese sta facendo passi in avanti nella grande riconversione ecologico-produttiva iniziata nel 2003, seppur con lentezza e tra molte difficoltà.

Christiana Figueres, segretario esecutivo della Convenzione delle Nazioni Unite per i cambiamenti climatici, riconosce come positivo l’incontro di Tianjin, ma aggiunge: “È assolutamente indispensabile che la Cina mostri la sua leadership insieme con gli altri Paesi, ma deve dimostrarsi flessibile per raggiungere i compromessi necessari prima di Cancun”.

Gli analisti sono però pessimisti circa l’effettiva possibilità che Cina e altri negoziatori-chiave – Stati Uniti e Unione europea in primis – cambino le loro posizioni scendendo a compromessi. Asad Rehman, attivista dei Friends of the earth, ha dichiarato: “Il futuro del protocollo di Kyoto è in dubbio perché gli Stati Uniti progettano di indebolire la struttura già esistente, e adesso altri Paesi rifiutano di dare maggiori garanzie. I Paesi ricchi devono accordarsi e porre come nuovi obiettivi di ridurre le emissioni almeno del 40% entro il 2020 (rispetto al 1990). Solo un intervento di tale portata darà al vertice Onu a Cancun lo slancio necessario per concordare un’azione forte e leale sui cambiamenti climatici. Se gli Stati Uniti non sono disposti contribuire in maniera simile, dovrebbero farsi da parte piuttosto che ostacolare i negoziati”.

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
09/12/2009 CINA - TIBET
Ong tibetana a Copenhagen: La Cina usa l’emergenza clima per reprimerci
13/12/2010 ASIA
Conferenza Onu sul clima: un fragile accordo evita un completo insuccesso
22/10/2009 INDIA – CINA – STATI UNITI
India, Cina e Usa insieme per preparare Copenhagen
13/07/2010 CINA
Frane, alluvioni e piogge: crescono le vittime nel Sichuan e nello Yunnan
12/07/2010 CINA
Alluvioni nel sud della Cina. A rischio una diga del Qinghai

In evidenza
VATICANO
Papa: Il ricordo e la preghiera per una “nuova tragedia” dei migranti, “fratelli nostri” che “cercavano la felicità”Al Regina Caeli, papa Francesco fa pregare per le centinaia di vittime del barcone affondato al largo della Libia. Un appello alla comunità internazionale perché “agisca con decisione e prontezza”. “Ogni battezzato è chiamato a testimoniare, con le parole e con la vita, che Gesù è risorto, che è vivo e presente in mezzo a noi”. Il messaggio cristiano “non è una teoria, un’ideologia o un complesso sistema di precetti e divieti, oppure un moralismo, ma un messaggio di salvezza, un evento concreto, anzi una Persona: è Cristo risorto, vivente e unico Salvatore di tutti”. Il papa sarà a Torino il 21 giugno per onorare la Sindone, la cui ostensione comincia oggi.
ARABIA SAUDITA - YEMEN
Con la guerra in Yemen, l’Arabia Saudita maschera le tensioni interne
di Afshin ShahiIl conflitto in Yemen serve all’Arabia Saudita per coprire i suoi problemi interni, primo tra tutti la disuguaglianza tra le classi e il settarismo religioso. La famiglia reale ostenta lo sfarzo più assoluto mentre il 20% della popolazione vive in povertà. Molti giovani sauditi scontenti alimentano l’esercito dei “foreign fighters” dello Stato islamico (IS). Il 15% della popolazione è di religione sciita e subisce pesanti restrizioni dallo Stato sunnita. La lucida analisi di Afshin Shahi, Direttore del Centro di studi di politica islamica e Professore di Relazioni Internazionali e di Politica del Medio Oriente all’università di Bradford.
VATICANO
Papa: Sulle persecuzioni dei cristiani, la comunità internazionale “non assista muta e inerte”, non “rivolga il suo sguardo da un’altra parte”Al Regina Caeli (la preghiera mariana nel tempo di Pasqua), per la sesta volta in una settimana, papa Francesco ricorda il martirio dei cristiani e denuncia l’indifferenza della comunità internazionale verso questa “preoccupante deriva dei diritti umani più elementari”. I martiri di oggi “sono tanti e possiamo dire che siano più numerosi che nei primi secoli”. “La fede nella risurrezione di Gesù - ha continuato - e la speranza che Egli ci ha portato è il dono più bello che il cristiano può e deve offrire ai fratelli. A tutti e a ciascuno, dunque, non stanchiamoci di ripetere: Cristo è risorto!”

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate