01 Ottobre 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est
  •    - Cina
  •    - Corea del Nord
  •    - Corea del Sud
  •    - Giappone
  •    - Hong Kong
  •    - Macao
  •    - Taiwan

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 05/10/2010, 00.00

    CINA

    Tianjin, conferenza Onu sul clima: la Cina tenta un rilancio di immagine



    L'incontro è l’ultima tappa prima del vertice di Cancun 2010. Christiana Figueres, segretario esecutivo della Convenzione delle Nazioni Unite per i cambiamenti climatici, definisce “positivo” il gesto della Cina di ospitare l’incontro. Ma programmare la riduzione dei gas serra rimane difficile.

    Tianjin (AsiaNews/Agenzie) – Si è aperto ieri nella città portuale di Tianjin in Cina l’ultima sessione di lavoro prima della Conferenza Onu sul clima che si terrà a Cancun dal 29 novembre al 10 dicembre. L’agenda di lavoro è focalizzata su due punti fondamentali: fissare e mantenere degli standard sulle emissioni di gas serra, e ridurre il divario economico tra le maggiori economie e i Paesi in via di sviluppo. L’incontro viene dopo che il meeting di Copenaghen 2009 sulla diminuzione delle emissioni di gas serra si era concluso senza raggiungere un accordo vincolante, con le delegazioni che avevano solo riconosciuto la necessità di limitare l’aumento della temperatura a 2°C entro il 2020 (rispetto al 1990). L’urgenza di trovare un nuovo accordo è altissima, dal momento che il protocollo di Kyoto, stipulato nel 1997, scadrà nel 2012. È la prima volta che il Paese – il più grande produttore mondiale di gas serra – ospita una Conferenza internazionale in 20 anni di negoziati sull’argomento.

    La Cina è considerata uno dei principali responsabili per il fallimento della Conferenza di Copenaghen nel 2009, e l’incontro di Tianjin è visto da molti come il tentativo di Pechino di ripulire la propria immagine dopo la delusione dello scorso anno. Tuttavia Dai Bingguo, il consigliere di Stato, parlando nella sessione di apertura ha ribadito che il Paese non può mettere sul tavolo delle trattative molto di più di quanto già fatto in Danimarca, e che la povertà e il sottosviluppo rimangono le principali sfide della nazione. Il colosso asiatico conta ancora sul carbone per produrre l’80% dell’energia elettrica. Il Paese sta facendo passi in avanti nella grande riconversione ecologico-produttiva iniziata nel 2003, seppur con lentezza e tra molte difficoltà.

    Christiana Figueres, segretario esecutivo della Convenzione delle Nazioni Unite per i cambiamenti climatici, riconosce come positivo l’incontro di Tianjin, ma aggiunge: “È assolutamente indispensabile che la Cina mostri la sua leadership insieme con gli altri Paesi, ma deve dimostrarsi flessibile per raggiungere i compromessi necessari prima di Cancun”.

    Gli analisti sono però pessimisti circa l’effettiva possibilità che Cina e altri negoziatori-chiave – Stati Uniti e Unione europea in primis – cambino le loro posizioni scendendo a compromessi. Asad Rehman, attivista dei Friends of the earth, ha dichiarato: “Il futuro del protocollo di Kyoto è in dubbio perché gli Stati Uniti progettano di indebolire la struttura già esistente, e adesso altri Paesi rifiutano di dare maggiori garanzie. I Paesi ricchi devono accordarsi e porre come nuovi obiettivi di ridurre le emissioni almeno del 40% entro il 2020 (rispetto al 1990). Solo un intervento di tale portata darà al vertice Onu a Cancun lo slancio necessario per concordare un’azione forte e leale sui cambiamenti climatici. Se gli Stati Uniti non sono disposti contribuire in maniera simile, dovrebbero farsi da parte piuttosto che ostacolare i negoziati”.
    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    09/12/2009 CINA - TIBET
    Ong tibetana a Copenhagen: La Cina usa l’emergenza clima per reprimerci
    Arrestati nei giorni scorsi 60 tibetani che chiedevano il rilascio di un leader buddista. Pechino: “Il Dalai Lama continua a fare accuse diffamatorie contro di noi”.

    13/12/2010 ASIA
    Conferenza Onu sul clima: un fragile accordo evita un completo insuccesso
    Alla fine, i circa 200 Paesi approvano accordi di massima, con qualche impegno concreto su questioni secondarie (foreste, aiuti ai Paesi danneggiati). Nessun accordo sul problema centrale: il divario tra Paesi ricchi e poveri. Le posizioni di Cina e Stati Uniti.

    22/10/2009 INDIA – CINA – STATI UNITI
    India, Cina e Usa insieme per preparare Copenhagen
    Delhi e Pechino hanno firmato ieri un accordo per presentare una posizione unica alla Conferenza sui cambiamenti climatici prevista per dicembre. E Barack Obama si schiera con Hu Jintao.

    13/07/2010 CINA
    Frane, alluvioni e piogge: crescono le vittime nel Sichuan e nello Yunnan
    Sei persone sono morte a Luzhou; sette a Garze; tre nello Yunnan, ma vi sono 50 dispersi. Continua il lavoro per svuotare la diga di Mianquan (Qinghai) che rischia di tracimare. A rischio la ferrovia Qinghai-Tibet e le case di 205 mila persone.

    12/07/2010 CINA
    Alluvioni nel sud della Cina. A rischio una diga del Qinghai
    La diga di Wenquan presenta diverse crepe ed è colma al triplo delle sue possibilità. La sua esondazione potrebbe colpire oltre 205 mila persone, insieme a centrali elettriche e alla ferrovia Qinghai – Tibet. Colpite finora almeno sette province; 17 milioni di persone; oltre 600 mila sfollati. Danni all’economia per oltre 1 miliardo di euro. I cambiamenti climatici causati dalla veloce e selvaggia industrializzazione.



    In evidenza

    SIMPOSIO ASIANEWS
    Madre Teresa, la Misericordia per l’Asia e per il mondo (VIDEO)



    Pubblichiamo le registrazioni video degli interventi che si sono susseguiti durante il Simposio internazionale organizzato da AsiaNews il 2 settembre scorso. In ordine intervengono: P. Ferruccio Brambillasca, Superiore Generale del PIME; Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione di Propaganda Fide; Sr. Mary Prema, Superiora Generale delle Missionarie della Carità; P. Brian Kolodiejchuk, postulatore della Causa della Madre; Card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai; P. John A. Worthley, sull'influenza di Madre Teresa in Cina; una testimonianza sull'influenza di Madre Teresa nel mondo islamico; mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale.


    CINA - VATICANO
    Pechino diffonde la nuova bozza di regolamenti sulle attività religiose. Più dura

    Bernardo Cervellera

    Multe fino a 200mila yuan (27mila euro) per “attività religiose illegali” da parte di cattolici o altri membri di comunità sotterranee. Fra le “attività illegali” vi è la “dipendenza dall’estero” (ad esempio il rapporto col Vaticano). Si predica la non discriminazione, ma ai membri del partito è proibito praticare la religione anche in privato. Precisi controlli su edifici, statue, croci. Controlli serrati anche su internet. Forse è la fine delle comunità sotterranee.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®