12/09/2018, 10.41
TIBET – INDIA
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Tibetani in festa: intronizzato il nuovo capo della religione Bon

Il culto animista ha preceduto di diversi secoli il buddhismo tibetano, ed è considerato una delle più antiche religioni ancora praticate al mondo. Il 34esimo vertice religioso è stato scelto dopo quasi un anno di pratiche mistiche.

Dharamsala (AsiaNews) – Dopo quasi un anno di pratiche mistiche, la religione Bon ha un nuovo capo: Kyabje Menri Trizin Geshe Dawa Dhargye, intronizzato con una cerimonia solenne nel monastero Pal Shenten Menriling (nord dell’India). La cerimonia è durata due giorni: erano presenti i leader della politica tibetana in esilio, fra cui il presidente dell’Amministrazione centrale tibetana Lobsang Sangay.

Il nuovo “Menri Trizin” – titolo ufficiale del vertice religioso Bon – è stato individuato attraverso un processo noto come “Lha Sung Den Terwa”: si tratta di un rituale gestito dai “protettori” del credo animista, a loro volta scelti per la saggezza del loro insegnamento e per la conoscenza delle pratiche rituali. Il “Lha” è iniziato lo scorso 19 dicembre 2017 e ha coinvolto circa 60 candidati.

Con il termine Bon ci si è riferiti alla tradizione pre-buddhista del Tibet. Le caratteristiche di questo culto erano in origine sciamaniche: il “Bonpo” – titolo con cui si indica un ministro del culto – si occupava in maniera principale di curare il destino dell'anima dopo la morte e il benessere e la prosperità dei viventi tramite gli opportuni riti propiziatori.

Esisteva anche una certa venerazione nei confronti dei re tibetani, che dopo la morte venivano accompagnati nel mondo ultraterreno dagli spiriti degli animali (in modo particolare lo yak e il cavallo), che venivano sacrificati durante il rito funerario. Queste tradizioni sono state in gran parte soppresse durante il dominio buddhista, la cui ascesa è iniziata intorno all’ottavo e al nono secolo.

Dopo un primo periodo di scontro religioso, i due culti si sono modificati a vicenda. La religione Bon attuale si è affermata in concomitanza alla rinascita buddhista ma è separata da quest'ultima. Si tratta del cosiddetto “Yungdrun Bon”, ovvero “Bon Eterno”. Questo è molto simile al buddhismo tibetano, pur conservando una propria identità.

Oggi si conta che circa il 10% dei tibetani segua in qualche misura la religione Bon, e persino in Occidente (anche in Italia) c'è un numero consistente di seguaci (che spesso praticano in contemporanea anche il buddhismo tibetano). In Tibet sono al momento attivi circa 264 monasteri, conventi o eremitaggi di questa tradizione.

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