12/11/2014, 00.00
GIAPPONE
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Tokyo, un uomo si dà fuoco "per protestare contro la cultura della guerra"

Lo sconosciuto si è ucciso in un parco di Tokyo. Ha lasciato, secondo i media locali, un atto pubblico di accusa contro il governo di Shinzo Abe, colpevole di aver cambiato la Costituzione, e permettendo al Paese di tornare a essere un attore bellico sulla scena mondiale. Una fonte di AsiaNews: "Prudenza, non si sa ancora molto del caso".

Tokyo (AsiaNews) - Un giapponese di cui ancora non si conosce l'identità si è dato fuoco nella serata di ieri in un parco di Tokyo. Il gesto potrebbe essere una protesta pubblica contro la decisione del governo Abe di modificare la Costituzione per far tornare il Giappone un Paese belligerante. Tuttavia le notizie sono ancora incerte, e una fonte locale di AsiaNews invita alla prudenza.

Secondo la ricostruzione della polizia, verso le sette di sera le autorità hanno ricevuto una chiamata che denunciava "un rogo" nel paco Hibiya. Giunti sul luogo, i soccorritori hanno trovato un uomo agonizzante in una vasta area bruciata di prato. La vittima è morta appena arrivata in ospedale.

Gli agenti coinvolti hanno definito il caso "un suicidio", e i media locali sostengono che l'uomo abbia lasciato un biglietto e una videocamera per spiegare il gesto.  La polizia non ha confermato questi dettagli. Secondo alcuni giornali, la nota del suicida sarebbe indirizzata al premier Shinzo Abe e ai maggiori politici del Paese: nel testo, l'uomo li accusa di voler trasformare il Sol Levante "nel mostro che era in passato".

Il riferimento è al periodo precedente la II Guerra mondiale, quando il Giappone - con una politica di annessioni aggressive - prese il controllo della penisola coreana e di una parte della Cina. Il suicida sarebbe il nipote di alcuni militari, poi condannati a morte per le atrocità commesse nel periodo bellico. Il video mostrerebbe la sua casa e il suo album dei ricordi, e sarebbe una spiegazione della "vergogna nazionale" per i fatti dell'epoca.

La causa scatenante sarebbe dunque la modifica costituzionale approvata dal governo attuale. Dopo decenni di pacifismo iscritto nel diritto nazionale, infatti, Abe è riuscito a emendare l'art. 9 della Costituzione che imponeva a Tokyo di non armare un esercito se non per motivi di auto-difesa. La revisione ha scatenato polemiche e perplessità in tutto il Paese.

Una fonte locale di AsiaNews spiega: "I fatti sono ancora oscuri, e fino a che non si conosce almeno l'identità dell'uomo non è possibile fare commenti. Di certo la modifica costituzionale ha sconvolto molte persone, e dal canto suo la Chiesa cattolica vi si è opposta con forza. Ma potrebbe essere anche il gesto di uno squilibrato, strumentalizzato da media di parte". 

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