09/03/2018, 10.44
CINA
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Tra qualche settimana la stazione spaziale cinese cadrà sulla Terra

La Tiangong-1 è fuori controllo. Precipiterà tra il 27 marzo e l’8 aprile. Pesa circa 8,5 tonnellate, è lunga 10 metri e larga 8. L’attuale orbita della navicella va da 43 ° nord a 43 ° sud, il che comprende vasti tratti del Nord e del Sud America, Cina, Medio Oriente, Africa, Australia, parti dell'Europa  e grandi parti degli oceani Pacifico e Atlantico.

Roma (AsiaNews) – Pesa circa 8,5 tonnellate, è lunga 10 metri e larga 8 e tra il 27 marzo e l’8 aprile precipiterà sulla Terra, non si sa bene dove. E’ la Tiangong-1, la stazione spaziale che la Cina ha messo in orbita nel 2011 e che ora è fuori controllo.

L'agenzia spaziale cinese l’ha infatti “persa” nel 2016, cinque anni dopo che il suo lancio aveva fatto della Cina il terzo Paese, dopo Usa e Russia, ad avere una stazione spaziale in orbita. Ora la navicella è a un’altitudine di 150 miglia e la sua discesa viene monitorata dalle agenzie spaziali di tutto il mondo.

La Tiangong-1, o Heavenly Palace, è molto più piccola della Stazione spaziale internazionale (ISS) che pesa 400 tonnellate, è lunga più di 100 metri e ha lo spazio vitale di una casa con cinque camere da letto. Ciò nonostante sarà uno degli oggetti più grandi che rientrano nell'atmosfera senza essere diretto verso l'oceano, come è normale per i grandi veicoli spaziali. Molte agenzie spaziali, infatti, prevedono un rientro controllato grazie al quale le navicelle spaziali cadano in una zona del Pacifico meridionale, che per questo ha avuto il nome di "cimitero di veicoli spaziali".

Ma non si sa se l'agenzia spaziale cinese abbia effettuato tale previsione. E non si sa neppure quanta parte della Tiangong-1 sopravvivrà all’impatto con l’atmosfera. La Cina infatti non ha reso noti dettagli sul design e sui materiali utilizzati.

L’attuale orbita della Tiangong-1 va da 43 ° nord a 43 ° sud, il che comprende vasti tratti del Nord e del Sud America, Cina, Medio Oriente, Africa, Australia, parti dell'Europa  e grandi parti degli oceani Pacifico e Atlantico.

Il rientro della stazione cinese verrà comunque utilizzato da 13 agenzie spaziali per testare nuovi modelli di tracciamento e attrezzature, tra cui radar, laser e telescopi ottici. E nelle prossime settimane cercheranno di affinare le previsioni su dove e quando l'oggetto cadrà.

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