Tre uomini condannati a morte per contatti con le Nazioni Unite
Bangkok (AsiaNews) Tre uomini sono stati dichiarati colpevoli di tradimento e condannati a morte per aver contattato l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), agenzia delle Nazioni Unite, e aver denunciato il lavoro forzato nel Myanmar, ex Birmania. Min Kyi, Aye Myint e Shwe Manh sono tra le nove persone condannate a morte a novembre. Il 19 marzo, funzionari dell'agenzia dell'ONU hanno incontrato Min Kyi e Aye Myint nella prigione Insein di Yangon con la "piena collaborazione" delle autorità carcerarie. Gli uomini hanno detto di essere stati interrogati per alcuni giorni e di essere stati picchiati e privati di cibo, acqua e sonno.
"In nessun caso si dovrebbe perseguire qualcuno per contatti con l'OIL", ha dichiarato l'organizzazione, chiedendo che "il governo del Myanmar risolva immediatamente la questione". L'agenzia opera da anni per eliminare il lavoro forzato dal Myanmar. Nel 1999, il governo ha proibito formalmente il lavoro forzato, ma continua a inviare gli abitanti dei villaggi a lavorare senza salario su progetti statali o come facchini dell'esercito per trasportare rifornimenti, come guide e perfino sminatori, come denuncia un rapporto pubblicato l'anno scorso dall'organizzazione per i diritti umani EarthRights International, con sede a Washington.
Nel novembre 2000, l'OIL ha chiesto ai suoi 175 stati membri di imporre sanzioni al Myanmar, ma ha ritirato la proposta dopo aver raggiunto un accordo con la giunta militare l'anno scorso. Tuttavia, l'accordo è stato sospeso lo scorso maggio, quando il governo ha arrestato Aung San Suu Kyi, leader dell'opposizione e portavoce della democrazia, che attualmente è agli arresti domiciliari.
Il governo del Myanmar subisce la disapprovazione costante della comunità internazionale per le violazioni ai diritti umani e alla democrazia. Durante un congresso svoltosi la scorsa settimana, Lorne Craner, Vice-segretario di Stato americano, ha detto che i generali del Myanmar non sono stati sinceri sul loro impegno a favore della democrazia, come avevano annunciato l'anno scorso.
Il Myanmar è un regime militare con una popolazione di 45 milioni di abitanti a maggioranza buddista.




