14/06/2007, 00.00
THAILANDIA
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Tredici scuole incendiate nel meridione, accuse agli estremisti islamici

Nelle zone a maggioranza islamica, la violenza si concentra contro scuole e insegnanti. Uccisi insegnanti sia buddisti che islamici. Mentre la situazione peggiora, gli esperti temono attentati nel nord del Paese contro i turisti.

Bangkok (AsiaNews/Agenzie) – La violenza nella Thailandia meridionale si concentra di nuovo su scuole e insegnanti. Ieri sera 13 scuole sono state incendiate nelle province di Yala e Pattani in una serie di attacchi simultanei e più tardi una bomba è esplosa avanti a una scuola nella provincia di Narathiwat ferendo una guardia privata.

Non ci sono rivendicazioni ma le autorità accusano i ribelli islamici, che vedono nelle scuole una presenza dello Stato e un modo per far vivere insieme bambini musulmani e buddisti.

Nel Narathiwat, l’11 giugno due maestre elementari buddiste sono state uccise davanti agli scolari; una di loro aveva presentato domanda di trasferimento, temendo per la sua vita. Un’altra insegnante è stata uccisa in un agguato durante la pausa pranzo. Per protesta molte scuole sono state chiuse per l’intera settimana, mentre gli insegnanti chiedono maggiore sicurezza. Molti di loro vanno in giro armati per difendersi o con la scorta e lo Stato organizza corsi per insegnar loro a sparare.

Il 12 giugno a Yala è stato ucciso un insegnante religioso islamico. Il giorno dopo 200 giovani islamici con il volto coperto hanno fatto una marcia di protesta davanti a una moschea chiedendo alle autorità di trovare gli assassini.

Secondo dati ufficiali, dal 2004 sono state incendiate oltre 200 scuole e uccisi 77 insegnanti, sia buddisti che islamici. Nelle province meridionali di Yala, Pattani e Narathiwat, ex sultanati musulmani, la violenza è aumentata negli ultimi mesi e ormai gli attentati sono quotidiani. L’esercito - presente con oltre 30mila uomini – e la polizia non riescono a controllare la situazione e raccomandano ai buddisti di evitare specifiche zone. I ribelli chiedono di separarsi da Bangkok. Islamici e gruppi per la tutela dei diritti accusano le Forze dell’Ordine di esecuzioni sommarie e violenze contro la popolazione islamica. Ieri in tre separati attacchi sono stati uccisi 4 buddisti e feriti 8 soldati. Dall'inizio delle violenze ci sono stati oltre 2.200 morti.

Analisti commentano che prima o poi i ribelli faranno attentati nel nord contro i turisti, in zone come Phuket, Koh Samui o Bangkok. Il turismo è una risorsa essenziale per il Paese. (PB)

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