24 Agosto 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  •    - Arabia Saudita
  •    - Bahrain
  •    - Emirati Arabi Uniti
  •    - Giordania
  •    - Iran
  •    - Iraq
  •    - Israele
  •    - Kuwait
  •    - Libano
  •    - Oman
  •    - Palestina
  •    - Qatar
  •    - Siria
  •    - Turchia
  •    - Yemen
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 30/08/2011, 00.00

    LIBIA

    Tripoli, per combattere la guerra contro Gheddafi si usano bambini e adolescenti



    Imprenditrice italiana racconta che per la città si aggirano bambini di 9 anni armati fino ai denti dai ribelli. Necessarie forze di polizia per riportare la sicurezza per le strade e impedire le vendette fra lealisti e ribelli. Gheddafi scappa con i figli maggiori a sud-est di Tripoli e manda la moglie e la figlia in Algeria.
    Tripoli (AsiaNews) – “Alla Nato non importa nulla dei civili. Nella battaglia per Tripoli è stata decimata una generazione. Al fianco dei ribelli hanno combattuto ragazzini e giovani dai 9 ai 25 anni, che ora si aggirano per la città armati fino ai denti, credendo di avere in mano dei giocattoli”. È quanto afferma ad AsiaNews Tiziana Gamannossi, imprenditrice italiana residente a Tripoli. “Occorre subito una forza di polizia per riportare la sicurezza nelle strade – spiega la donna – ed evitare vendette fra lealisti e ribelli”.

    Intanto, ribelli e forze Nato continuano a stringere la morsa militare da est e da ovest su Sirte, citta' natale del rais. Essi si trovano a soli 30 km dalla sua roccaforte e starebbero trattando con le tribù locali per una resa pacifica della città. La possibile caduta di Sirte avrebbe però spinto Gheddafi a trovare rifugio con i figli Saif al-Islam e Saadi a Bani Walid, a circa 100 km a sud–est di Tripoli. Egli starebbe tentando di raggiungere il Fezzan, la regione al confine con il Ciad ancora in mano alle tribù beduine, da sempre alleate del rais. La moglie Safia e la figlia Aisha, che ha partorito una figlia, avrebbero invece varcato il confine con l’Algeria.

    Tiziana Gamannossi spiega che con la fuga di Gheddafi da Tripoli la situazione sta migliorando. "dopo giorni di feroci combattimenti e il rischio di una catastrofe umanitaria - afferma la donna - i ribelli hanno ormai il controllo della città e da ieri ci sono check-point ogni 100 metri. Da qualche giorno hanno iniziato a distribuire viveri gratis, acqua e si stanno impegnando per aiutare la popolazione”. La donna dice che anche alcuni negozi hanno riaperto, ma i prezzi sono aumentati di almeno dieci volte. “Prima della guerra - spiega – un chilo di mele costava 1,5 dinar ora più di 10. Fra cittadini ci si aiuta, si mangia insieme, ci si protegge, chi ha la macchina accompagna in giro chi è piedi”.

    Tuttavia, il clima resta teso. La donna racconta che le strade sono ancora piene di barricate, auto in fiamme, case distrutte e fra la popolazione si parla di caccia all’uomo contro gli ex del regime. “Qualcuno mi dice che li prendono e li mettono in case trasformate in prigioni per processarli – spiega l’imprenditrice - ma secondo altri li catturano e li uccidono”. La paura di vendette ha spinto molti immigrati africani a fuggire, temendo di essere scambiati per mercenari. “I neri sub-sahariani sono spariti dalla circolazione, sono tutti terrorizzati, andati via – dice – i ribelli come li trovano li prendono e li portano via. Non si sa cosa facciano di questa gente”. Tuttavia la donna spiega che è impossibile schierarsi. Vendette e azioni criminali contro i civili avvengono da entrambe le parti, perché questa è nata come una guerra fra due fazioni politiche.

    Per la Gamannossi, contro l’esercito di Gheddafi hanno combattuto dei professionisti addestrati alla guerra, non dei semplici civili. Una volta entrati a Tripoli, essi hanno armato adolescenti fra i 9 e 25 anni, mandandoli allo sbaraglio e lasciandoli trucidare dalle truppe lealiste. “Solo ora che sono finiti i combattimenti – spiega la donna – si vedono alcuni adulti al fianco di questi giovani combattenti”.

    Secondo la donna sono le nuove generazioni le principali vittime di questa assurda guerra, che poteva essere evitata. “Dopo lo shock di questi mesi – spiega – la popolazione ha iniziato a riflettere sulle ragioni che hanno portato alla distruzione della Libia. Ogni giorno i miei vicini di casa e conoscenti libici mi chiedono perché l’occidente, soprattutto gli amici italiani, non sono intervenuti subito per mediare e trovare una soluzione politica. Loro chiedevano un aiuto per sedare una lotta fra due fazioni, non le bombe e le armi che hanno seminato solo morte e distruzione”. (S.C.)
     
    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    24/08/2011 LIBIA
    Tripoli nel caos. La popolazione vittima di ribelli e lealisti
    Un’imprenditrice italiana denuncia la grave situazione della capitale libica, le bugie dei media e le atrocità dei ribelli. La popolazione ha paura, vive barricata nella case, senza aiuti umanitari e medicine, a causa dell’embargo Nato.

    23/08/2011 LIBIA
    A Tripoli riappare libero Seif al Islam, il figlio di Gheddafi
    Ieri i ribelli rivendicavano la sua cattura e la denuncia davanti al Tribunale internazionale dell’Aia. Gruppi pro-Gheddafi e ribelli rivendicano ognuno di controllare la maggior parte della capitale. Continuano i bombardamenti Nato e l’uccisione di civili. Alcuni media costretti a tacere la presenza di fondamentalisti islamici fra i ribelli.

    02/09/2011 LIBIA
    Tripoli: bambini senza vaccini, sanità nel caos
    Medicinali bloccati dalle sanzioni Onu contro il regime. Per mesi gli ospedali non hanno potuto acquistare medicine per curare feriti e malati. Croce rossa e Medici senza frontiere, unici autorizzati ad operare sul campo, troppo disorganizzati per gestire la situazione.

    02/09/2011 LIBIA
    Gheddafi promette lotta “fino alla fine”. A Parigi si promette tolleranza ed elezioni
    In un messaggio audio il rais avverte che le sue tribù non si arrenderanno mai, che “la battaglia sarà lunga e infiammerà la Libia”. A Parigi, la Nato si impegna a nuovi raid aerei per “proteggere i civili”. Mustafa Abdul Jalil promette una nuova costituzione ed elezioni entro 18 mesi. La Russia riconosce il Consiglio nazionale di transizione. La Cina chiede l’intervento dell’Onu.

    01/09/2011 LIBIA
    Parigi, l’incontro dei leader mondiali “Amici della Libia”. Saif al Islam: Resistere fino alla vittoria
    A tema lo sblocco dei fondi, la ricostruzione dell’industria petrolifera e del Paese, il riconoscimento diplomatico del nuovo governo. Finora solo 40 Paesi riconoscono il Consiglio nazionale di transizione. Il figlio di Gheddafi sprezzante avverte che vi sono 20mil uomini armati a combattere a Sirte. L’altro figlio, Saadi, tratta la sua resa. Arrestato il ministro degli esteri Abdelati al-Obeidi.



    In evidenza

    CINA - VATICANO
    Nei dialoghi Cina-Santa Sede c’è silenzio sul destino dei preti sotterranei

    Zhao Nanxiong

    Entro la fine dell’anno, tutti i sacerdoti devono registrarsi per ricevere un certificato che permetta loro di esercitare il ministero. Ma la richiesta deve passare attraverso l’Associazione patriottica, i cui statuti sono “incompatibili” con la dottrina cattolica. Molti sacerdoti, ufficiali e non ufficiali, sono in un grande dilemma.


    IRAQ
    Alqosh, nonostante l'Isis la Chiesa festeggia la prima comunione di cento bambini



    Nella festa dell’Assunta l’intera comunità ha partecipato alla funzione, celebrata da Mar Sako. Vicario patriarcale: momento storico per una cittadina di frontiera a lungo minacciata dai jihadisti. Il primate caldeo invita i bambini a “contribuire alla vita della comunità”. A Kirkuk sua beatitudine ha inaugurato una grotta dedicata alla Madonna. 


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®