20/09/2017, 09.01
USA-COREA-ONU
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Trump minaccia la ‘distruzione totale’ della Corea del Nord. Il silenzio di Seoul e Tokyo

Critiche in modo velato alla Cina, sostenitrice di Pyongyang. L’ironia dei giornali cinesi. Un attacco alla Corea del Nord colpirebbe il Sud, il Giappone, la regione dell’Asia del Nord.

New York (AsiaNews) - Nel suo primo discorso ieri all’assemblea generale dell’Onu, il presidente Usa Donald Trump ha minacciato la “distruzione totale” della Corea del Nord se gli Usa “saranno costretti a difendere se stessi o i suoi alleati”.

Da tempo gli Stati Uniti minacciano “fuoco e furia” contro Pyongyang per il suo disprezzare le indicazioni dell’Onu sul programma nucleare, capace di minacciare in modo diretto Corea del Sud, Giappone e perfino gli Usa.

A quello che molti analisti hanno definite un “discorso dell’odio”, gli alleati più diretti chiamati in causa da Trump sono rimasti in silenzio. Gli osservatori sono stupiti soprattutto dal silenzio del premier giapponese Shinzo Abe che finora aveva espresso il suo appoggio agli Usa anche nelle opzioni militari.  Invece, un portavoce del premier, Motosada Matano, ha declinato ogni commento.

Anche Park Soo-hyun, portavoce del presidente sudcoreano Moon Jae-in ha evitato di commentare la frase sulla “distruzione totale”, dicendo che il discorso di Trump mostra “quanto seriamente il governo Usa prende a cuore il problema” del programma nucleare della Corea del Nord.

Pur senza citarla in modo esplicito, Trump ha criticato la Cina, parlando di “alcune nazioni” che “non solo commerciano con un simile regime”, ma armano e sostengono finanziariamente “una nazione che mette in pericolo il mondo con un conflitto nucleare”.

I giornali cinesi irridono al discorso di Trump, bollandolo come “il pulpito del bullo” (Global Times) e “pieno di suoni e di furia” (China Daily).

Cui Zhiying, specialista sulla Corea all’università Tongji di Shanghai ha dichiarato che “La guerra è un’opzione inimmaginabile…. Farebbe del male a tutte le parti, a ognuno nella penisola coreana e nella regione dell’Asia del Nord”.

Andrei Klimov, del comitato per gli affari esteri del parlamento russo, ha detto ad Interfax che “ogni conflitto militare significa morte di civili. È piuttosto strano perché gli Usa considerano Corea del Sud e Giappone i loro alleati, ed essi potrebbero essere colpiti nel caso di un attacco”.

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