13/08/2015, 00.00
COREA DEL SUD
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Un anno dopo la visita di papa Francesco, la Corea “colpita al cuore”

Previsti due eventi a Solmoe e Haemi, “luoghi dei martiri” nella diocesi di Daejeon, e lo svelamento di una lapide commemorativa nella piazza Gwanghwamun, cuore di Seoul dove il pontefice ha beatificato i 124 testimoni di Cristo. Cardinal Yeom: “L’effetto Francesco ha preso piede, ci spinge alla memoria e alla speranza”. Presidente di Giustizia e pace: “Il messaggio che ci ha lasciato ha colpito al cuore tante persone, che ora si sentono spinte verso una vita migliore”. Missionario Omi: “L’eredità dei martiri torna in prima linea”.

Seoul (AsiaNews) – Un anno dopo la visita di papa Francesco in Corea “si può dire che il messaggio che ci ha lasciato ha colpito al cuore tante persone, che ora si sentono spinte verso una vita migliore. E il primo a cambiare spero di essere proprio io!”. Con queste parole mons. Lazzaro You Heung-sik, vescovo di Daejeon e presidente della Commissione episcopale Giustizia e pace, ricorda con AsiaNews l’anniversario del pellegrinaggio apostolico del pontefice.

Il viaggio si è svolto dal 13 al 18 agosto 2014. Nei cinque giorni in terra coreana, Francesco ha beatificato 124 martiri (Paolo Yun Ji-chung e compagni, tutti laici, primi testimoni del Vangelo sotto la persecuzione Joseon); ha partecipato alla Giornata asiatica della Gioventù; ha visitato case di cura per malati e anziani. Durante tutto il viaggio, Francesco ha spronato la Chiesa e la popolazione coreana ad andare oltre la cultura della morte e il consumismo, per riscoprire la bellezza dell’impegno verso i più deboli e la grazia della misericordia.

Questi inviti hanno colpito il bersaglio, e gli effetti non sono tardati ad arrivare. L’arcivescovo di Seoul, card. Andrea Yeom Soo-jung, dice ad AsiaNews: “L’anno scorso i battesimi sono aumentati del 5%, e in generale si nota un trend positivo dopo lo stallo del 2010. Siamo concordi nel dire che si tratta del cosiddetto ‘effetto Francesco’. Ma non è solo questioni di numeri: il papa ci ha spinto alla memoria dei martiri, alla speranza e all’impegno per i più poveri. Ed è quello che stiamo cercando di fare”.

Per il presule, grande importanza ha avuto l’incontro di Francesco con i giovani: “La pastorale nei loro confronti è una priorità per la nostra arcidiocesi. Il mondo si trova davanti a una triste realtà che non possiamo ignorare: i giovani si allontanano dalla fede. Ecco perché spero di poter ospitare nel 2019 la Giornata mondiale della Gioventù”.

Proprio per i giovani è pensata la “due giorni” di eventi commemorativi che si svolgeranno nella diocesi di Daejeon: “A Solmoe, uno dei grandi luoghi di martirio della Corea – riprende mons. You – terremo il 15 agosto un grande incontro per i giovani e le famiglie. Già 1.500 persone si sono prenotate. Manderemo in onda dei video con le omelie del papa e insieme rifletteremo sul messaggio che ci ha lasciato”.

La mattina della festività dell’Assunta il vescovo – insieme alle autorità civili e ai leader di altre religioni – farà una marcia di cinque chilometri sui luoghi dei martiri, che terminerà con una lavanda dei piedi reciproca: “Un modo per esprimere la nostra vicinanza e la nostra umiltà davanti a chi ci ha preceduto”.

Quando è stato nella penisola, conclude mons. You, “il pontefice ha chiesto anche alla Chiesa di convertirsi, e noi stiamo cercando di farlo. Il papa ci ha chiesto di essere a favore dei poveri, impegnati nel servizio e nella missione. Questa richiesta sta prendendo piede. Se dici che ti piace Francesco ma non metti in pratica quello che dici non va bene. Ecco perché dobbiamo sforzarci sempre di più, tutti insieme”.

Nella capitale, invece, il prossimo 23 agosto verrà svelata una lapide commemorativa nella piazza Gwanghwamun. Questa, “cuore” di Seoul, ha ospitato la messa di beatificazione dei martiri cui hanno partecipato circa un milione di persone: “In quest’area – spiega il card. Yeom – sono morti tanti cattolici per la loro fede. Ora diviene un luogo in cui i pellegrini potranno imparare la libertà e l’uguaglianza testimoniati da Francesco”.

Secondo p. Maurizio Giorgianni, missionario Oblato di Maria Immacolata giunto in Corea del Sud nel gennaio del 1993, “la visita del papa ha di certo lasciato un grande segno nella popolazione e fra i cattolici. La cosa da sottolineare è che nel corso di quella visita Francesco ha beatificato 124 martiri, che sono un esempio e un punto di grande orgoglio per questa Chiesa. Ed è bello vedere che i fedeli non ricordano soltanto la ‘festa’ del viaggio papale, ma sottolineano anche la spiritualità e l’eredità di questi nostri padri nella fede”.

Dal suo personale punto di vista, p. Maurizio ha un’altra occasione da ricordare: “Proprio un anno fa, il 14 agosto, ho potuto incontrare il pontefice durante il suo dialogo con i vescovi coreani a Seoul. È stato un incontro bellissimo ed emozionante, che ha in qualche modo rinnovato la mia vocazione e la mia missione. Il papa ha chiesto e continua a chiedere a tutti noi sacerdoti di essere vicini ai nostri fedeli, ed è quello che nel mio piccolo – anche grazie al suo esempio – cerco di fare”. 

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