29/08/2016, 13.50
NEPAL
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Un nuovo sacerdote indiano per la Chiesa nepalese: Ho scelto di servire Dio qui

di Christopher Sharma

P. B. Rajasekaran è un gesuita che lavora da 14 anni nel Paese himalayano. È stato ordinato alla presenza di tantissimi fedeli, tra cui anche più di 200 indù. Questi ultimi si sono messi in fila per ricevere la benedizione del nuovo sacerdote. Vicario apostolico: “Nutro la speranza che in Nepal crescano le vocazioni”.

Kathmandu (AsiaNews) – “Ho scelto il Nepal perché qui la popolazione ha davvero bisogno di Dio”. Lo dice ad AsiaNews p. B. Rajasekaran, gesuita di orgine indiana, appena ordinato sacerdote nella cattedrale dell’Assunzione di Kathmandu. Da 14 anni in Nepal, p. Rajasekaran ha deciso di rimanere nel Paese himalayano perché ha sentito “la voce delle persone, che vogliono cambiare la propria vita attraverso Dio. Io mi impegnerò a rendere la presenza del Signore visibile nella loro vita”.

L’ordinazione sacerdotale è avvenuta il 27 agosto scorso alla presenza di tantissimi fedeli cristiani e non. Oltre 200 persone di religione indù hanno accolto con gioia il nuovo sacerdote e si sono messi in fila per ricevere la sua benedizione (v. foto 2). Tutti loro hanno fatto il segno della croce e hanno dimostrato di conoscere bene i gesti cristiani.

Mana Tamang, un ragazzo indù presente alla cerimonia, dice: “Vivevo nella superstizione e nelle tenebre fino a quando ho iniziato a leggere la Bibbia e a frequentare la chiesa. Milioni di nepalesi vivono nello stesso modo. Possano Gesù e il messaggio di Dio portare gioia e pace alla piccola comunità nepalese”. Il giovane aggiunge che “non importa se ero indù, prima non conoscevo i veri valori della vita. Ora decine di giovani nepalesi seguiranno gli insegnamenti del nuovo sacerdote e faranno qualsiasi cosa per rendere il suo sogno un grande successo”.

P. Rajasekaran ha spiegato che ha scelto la Compagnia di Gesù “perché non c’è cosa più facile dell’educazione per cambiare le persone. La conoscenza e l’insegnamento porterà le persone al cambiamento ed è in questo modo che posso diffondere il messaggio di Dio”.

Mons. Paul Simick, vicario apostolico del Nepal, ha incoraggiato il nuovo sacerdote a “raggiungere ogni persona, diffondere gli insegnamenti cattolici, servire Gesù e la comunità”. Poi ha concluso con un auspicio: “L’interesse sempre maggiore per la vita sacerdotale mi incoraggia a sperare che un giorno il Nepal potrà avere abbastanza sacerdoti per svolgere le attività missionarie ed evangeliche”.

In Nepal vivono circa 150mila cristiani, di cui 8mila sono cattolici. Prima della caduta della monarchia (2006) l’induismo era religione di Stato e influenzava la vita di ogni cittadino. Nel settembre 2015 è stata approvata la prima Costituzione democratica e laica del Paese, che garantisce la libertà di religione. Di recente però otto cristiani sono stati mandati a processo per proselitismo, un’iniziativa che fa temere nuove restrizioni alla libertà di culto.

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