09/10/2010, 00.00
INDONESIA
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Un seminario per promuovere la cura pastorale della gioventù cattolica indonesiana

di Mathias Haryadi
La figura del sacerdote deve essere più vicina ai giovani, per coinvolgerli nelle attività della Chiesa e predicare con loro l’amore di Cristo verso il prossimo. Tutti i preti della diocesi hanno partecipato all’incontro.

Bandung (AsiaNews) – Il vescovo di Bandung Johannes Pujasumarta Pr ha organizzato un seminario dal 4 al 6 ottobre, dove tutti i sacerdoti della diocesi si sono incontrati per discutere della cura pastorale della gioventù cattolica. L’incontro aveva come obiettivo quello di porre l’attenzione sull’aumento crescente di alcuni fenomeni: il matrimonio interreligioso, l’abuso di droga, il sesso prematrimoniale e la tubercolosi. Il seminario si è rivelato uno strumento efficace per stimolare e incoraggiare i sacerdoti nello sviluppo di un settore – quello della cura spirituale dei giovani – che la Chiesa avrebbe trascurato.

Mons. Pujasumarta ha dichiarato: “I giovani si aspettano di vedere i lati più personali dei sacerdoti: devono mostrarsi degni di fiducia, amichevoli, umili, ed essere in grado di riconoscere i propri difetti. Queste cose – continua – sono fondamentali. Il sacerdote deve essere una guida per i giovani, coinvolgerli nelle attività della chiesa, e dedicare tempo e attenzioni ai singoli”.

Il vescovo ha poi condiviso la sua esperienza personale di educatore con i seminaristi dal 1970 al 1983, e dal 1990 al 1998. “Quando sono diventato maestro dei novizi nella diocesi di Semarang – ha raccontato – ho sentito l’urgenza di condividere la mia missione per formare questi giovani al sacerdozio, e insegnare loro a impegnarsi per i poveri e gli emarginati. I giovani cattolici devono esser incoraggiati a praticare l’amore di Cristo dedicandosi agli altri”.

P. Aaron Osc, uno dei partecipanti al seminario, ha mostrato le sue perplessità e difficoltà nell'unire adulti e giovani in un’unica missione pastorale. Una giovane attivista della diocesi di Bandung, ha replicato sottolineando il rigido atteggiamento paternalistico dei sacerdoti, che molto spesso ostacola la creazione di un’atmosfera accogliente nella parrocchia. E la necessità invece di un cambiamento di mentalità da parte dei ministri della Chiesa.

Durante l’incontro, il vescovo ha poi ricordato a tutti i partecipanti che oggi nessuna parrocchia può dirsi “unitaria”: “Migliaia di giovani migranti cattolici, provenienti da tutto il Paese, sono venuti nella nostra diocesi e fanno ora parte della nostra comunità. Cattolici da Java, Sumatra del nord, Borneo, Flores, Papua sono giunti qui a Bandung e hanno bisogno del nostro tocco pastorale”.

Mons. Pujasumarta, a conclusione del seminario, ha detto: “La nostra Chiesa dovrebbe essere più aperta verso l’esterno, piuttosto che ripiegarsi su se stessa nella realizzazione dell’amore di Cristo tra gli uomini, tenendo conto delle differenze di religione, della cultura e della povertà”.
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