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    » 23/08/2010, 00.00

    INDIA

    Un tribunale popolare per dare giustizia alle vittime dell’Orissa

    Santosh Digal

    La prima sessione del Tribunale nazionale del popolo (National People’s Tribunal) è iniziata ieri a New Delhi e durerà fino al 24 agosto. Tra i partecipanti ex giudici, attivisti, giornalisti e analisti politici. Essi ascoltano le testimonianze dei sopravissuti ai massacri, per far luce sui pogrom anticristiani scoppiati il 23 agosto 2008 e sollecitare l’arresto degli estremisti indù autori dei massacri a tutt’oggi impuniti.

    New Delhi (AsiaNews) – A due anni dai pogrom anti-cristiani, scoppiati il 24 agosto 2008, la popolazione del distretto di Kandhamal attende ancora giustizia e a tutt’oggi gli estremisti indù autori dei massacri restano impuniti. Per dare voce alle vittime il National Solidarity Forum (Nsf), ha allestito da ieri a New Delhi il Tribunale nazionale del popolo (National People’s Tribunal), che coinvolge ex giudici, attivisti, giornalisti e analisti politici. Fino al 24 agosto essi ascolteranno le testimonianze dei sopravissuti ai massacri, tentando di far luce sui 43 casi di violenza che tra dicembre 2007 e agosto 2008, hanno provocato 93 morti e costretto alla fuga oltre 56mila persone.  

    Dhinarendra Pandha, responsabile dell’Nsf, afferma: “Molto è cambiato in questi due anni, ma la vita dei sopravvissuti di Kandhamal non ha fatto che peggiorare. Essi sono ancora traumatizzati dalle violenze che hanno portato loro via dignità, abitazioni e  mezzi di sussistenza”. “ Il fallimento del sistema giudiziario indiano nel punire gli autori dei pogrom – aggiunge - ha vanificato le speranze di giustizia delle 56mila persone che hanno visto le loro case andare in fiamme”.

    Il processo in corso presso il tribunale distrettuale di Kandhamal vede implicati diversi esponenti del Bharatiya Janata Party (Bjp), principale partito di governo dell’Orissa al tempo del massacro. A tutt’oggi essi impediscono ai testimoni dei massacri di deporre in aula con continue minacce e aggressioni, creando un clima di panico tra la popolazione.   

    Mons. Raphael Cheenath, arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar, afferma ad AsiaNews che “il Forum di tre giorni di solidarietà nazionale è la nostra richiesta di giustizia per la popolazione di Kandhamal”. L’arcivescovo sottolinea che i cristiani “hanno diritto ad esercitare la loro religione e avere accesso a sicurezza, mezzi di sostentamento e istruzione”. “Ma purtroppo – aggiunge – in questi due anni nulla è cambiato e il governo dell’Orissa non è ancora riuscito a fare luce sul caso e ad aiutare le vittime”.

      

     

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