17/01/2011, 00.00
EGITTO - MEDIO ORIENTE
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Un uomo si dà fuoco al Cairo. Dalla Tunisia la protesta dilaga in Medio Oriente

Manifestazioni anche in Giordania. Applausi alla causa tunisina da migliaia di attivisti e blog. Crisi economica, disoccupazione, rialzo dei prezzi, violazioni ai diritti umani sono gli ingredienti che potrebbero innescare rivolte in tutta la regione.
Il Cairo (AsiaNews/Agenzie) – Un uomo si è dato fuoco stamane nella capitale egiziana per protestare contro la sua miseria. Il gesto ricorda quello dello studente tunisino Mohamed Bouazizi, il cui sacrificio ha scatenato le proteste della popolazione tunisina che hanno portato alla fuga del presidente-dittatore Zine al-Abidine Ben Ali, accolto dal regime saudita.
 
L’egiziano, del quale non si conosce il nome, si è cosparso di benzina davanti al parlamento del Cairo e si è dato fuoco. La polizia ha spento le fiamme e l’uomo – con evidenti ustioni – è stato portato in ospedale. Non si conoscono per ora le sue condizioni.
 
Crisi economica, disoccupazione, rialzo dei prezzi, violazioni ai diritti umani sono le cause delle sommosse in Tunisia. Gli stessi problemi sono sentiti in tutto il Medio oriente, tanto che alcuni analisti si chiedono se ciò che è successo in Tunisia non sia una scintilla che potrebbe infiammare tutta la regione.
 
Tre giorni fa, proprio mentre Ben Alì fuggiva in Arabia saudita, in Giordania almeno 5 mila persone hanno manifestato contro il carovita e la disoccupazione, domandando le dimissioni del primo ministro Samir Rifai. Vi sono state manifestazioni ad Amman, Irbid, Karak, Salt e Maan, ma non vi sono state scene di violenza e scontri come in Tunisia.
 
La scorsa settimana, il re Abdallah II ha fatto abbassare i prezzi e le tasse su benzina e cibi. Per il 2011 il governo ha anche destinato 168 milioni di euro per offrire pane gratis ad almeno 7 milioni di poveri. I fondi dovrebbero essere usati anche per abbassare i prezzi dei carburanti e per creare nuovi posti di lavoro, ma i manifestanti gridano che le misure sono insufficienti per contrastare l’inflazione.
 
Secondo la Fao (Food and Agricoltural Organization) i prezzi mondiali delle derrate alimentari alla fine del 2010 sono cresciuti del 25% rispetto al 2009.
 
 
La fine della dittatura del presidente tunisino – causata da problemi economici e da violazioni ai diritti umani - sta diventando una fonte di ispirazione e di entusiasmo per molti in Medio Oriente. Migliaia di messaggi osannanti al popolo tunisino sono apparsi su siti internet e blog, con la speranza che nel proprio Paese avvenga lo stesso. Attivisti egiziani hanno dimostrato davanti all’ambasciata tunisina gridando: “Ben Alì, dì a Mubarak che un aereo aspetta anche lui!”. I manifestanti in Giordania usavano lo slogan: “La Tunisia ci insegna una lezione”.   
 
Analisti come Rami Khoury del Daily Star, fanno notare che questo della Tunisia è “il primo esempio nell’ultima generazione in cui un leader arabo e il suo sistema vengono eliminati da un’azione popolare”.
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