22/03/2007, 00.00
INDIA
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Una campagna Caritas: “Salvare i contadini, salvare l’India”

di Nirmala Carvalho
La Caritas indiana ad aprile lancerà, con lo slogan “Salvare i contadini, salvare l’India”, la campagna nazionale per cercare di arginare il triste fenomeno che si sta diffondendo nel Paese: il suicidio degli agricoltori. La perdita dei raccolti e l’indebitamento ha gettato nella povertà e disperazione i contadini che vedono nel suicidio l’unica via di salvezza.
Mumbai (AsiaNews) – “Salvare i contadini, salvare l’India” è lo slogan della campagna nazionale che la Caritas indiana lancerà a partire dall’inizio del prossimo aprile nel tentativo di alleviare la piaga dei suicidi tra i contadini indebitati.
 
Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai e presidente della conferenza dei vescovi cattolici dell’India, ha detto: “Il provvedimento del primo ministro Manmohan Singh non ha risolto la situazione dei contadini in difficoltà del Paese. L’incremento dei suicidi è diventato una piaga nazionale. Abbiamo quindi deciso di lanciare una campagna per cercare di salvarli”. I suicidi dei poveri e sfortunati contadini, ha aggiunto, non dovrebbero diventare “fredde statistiche nazionali”.  “Faremo pressioni sul governo centrale – ha concluso - e lavoreremo per catalizzare e mobilitare risorse da dare alle famiglie dei contadini che si sono suicidati”.
 
Sfortunatamente questa campagna arriva troppo tardi per i sei contadini dell’est della regione Vidarbha che si sono uccisi negli ultimi tre giorni a causa di indebitamenti molto gravi.
La polizia ha detto che sabato si è avvelenato Ambadas Morkar, 65 anni, del villaggio Shivagi Nagar Dhamni al confine con il distretto di Washim. Nello stesso distretto si è suicidato anche un altro contadino oppresso dai debiti, Barbarao Motiram Mhatarmare del villaggio Mohi. Il 19 marzo si è ucciso sempre con del veleno Dnyaneshwar Baliram Khadke, 45 anni, del villaggio Yelgaon, al confine con il distretto di Buldana. Il presidente della regione Vidarbha ha reso noto che, oltre a questi, domenica 18 marzo altri tre contadini si sono suicidati: G A Kale Magurla Khed e Kapil Yadav Bhavre Tadsawli di Yavatmail e R G Navate di Wardha.
 
Data la tragica situazione dei contadini l’arcivescovo di Mumbai ha spinto la gente della diocesi a celebrare la quaresima con preghiere, penitenze e opere per un’effettiva e significativa carità.
Il settimanale dell’arcidiocesi di Mumbai ha riportato l’appello quaresimale dell’arcivescovo che invita tutti i fedeli e le persone di buona volontà a rivolgere un pensiero particolare per quei contadini del Vidarbha che sono stati duramente colpiti dalla siccità negli ultimi anni e che per questo si sono tolti la vita.
 
Questo il messaggio dell’arcivescovo: “In questi anni la perdita dei raccolti ha determinato una terribile situazione per i nostri contadini nel Vidarbha. Chi ha chiesto prestiti alle banche ora si trova nell’impossibilità di ripagarli. Afflitti dalla povertà e dalla disperazione trovano nel suicidio l’unica via d’uscita. Secondo i dati disponibili, negli ultimi sei anni 1.864 contadini si sono suicidati in questa regione e 5mila in India. Non possiamo rimanere indifferenti davanti a questa situazione che colpisce le intere famiglie. Non avendo più un guadagno, mangiano meno, si indeboliscono e si ammalano. I bambini abbandonano la scuola e con essa l’unica possibilità di una vita migliore. Non possiamo essere insensibili davanti all’angoscia delle donne che senza dubbio vengono più duramente colpite da questa situazione. Una moglie che perde il marito rimane senza reddito e con tante bocche da sfamare a casa. E, dal momento che è l’intera comunità di contadini a trovarsi in questa situazione di indigenza, non può ricevere alcun aiuto dai vicini o dai parenti: se la sua famiglia le dà del cibo sarà questa a trovarsi in difficoltà e affamata.
 
Spinto da un sentimento di solidarietà per i nostri fratelli e sorelle sofferenti sto inviando un gruppo guidato dal direttore del Centro per l’azione sociale dell’arcidiocesi affinché renda nota questa situazione. Mediante le strutture della nostra Chiesa nelle diverse diocesi colpite speriamo di riuscire a dare assistenza a queste famiglie. Incoraggio la nostra gente affinché, con spirito quaresimale, sia generosa nelle donazioni a favore di questa causa”.
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