12/10/2005, 00.00
AFGHANISTAN
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Una chiesa "pubblica" in Afghanistan? I precedenti che fanno sperare (Scheda)

Rispetto al passato sembra venuto meno l'impegno dei diplomatici occidentali a garantirsi un'assistenza spirituale.

La cappella all'interno dell'ambasciata italiana a Kabul è l'unica chiesa cristiana presente in Afghanistan, frutto di un deciso impegno diplomatico che risale agli anni '20.

L'Italia ha ottenuto il privilegio di avere l'unica chiesa nel Paese, perché è stata la prima a riconoscerne l'indipendenza nel 1919. Kabul propose all'Italia di scegliere come voler essere ringraziata ed essa, facendosi portavoce dei tecnici internazionali presenti a Kabul, chiese di aver un'assistenza spirituale.

Il governo afghano fu molto ammirato: l'Italia poteva pretendere monopoli molto vantaggiosi economicamente – quello dello sfruttamento di risorse naturali ad esempio – ma scelse il monopolio spirituale. La clausola entrò a far parte del trattato bilaterale italo-afghano del 1921. La vera e propria attività pastorale inizia nel 1933, quando si realizza la cappella che i tecnici internazionali continuavano a chiedere.

La prima proposta per la costruzione di una chiesa pubblica è arrivata al responsabile della missio sui iuris dell'Afghanistan nel 1992. Un rappresentante del governo di Najibullah – l'ultimo filocomunista – si reca da p. Giuseppe Moretti per sottoporre un piano per edificare una chiesa e ne indica anche il luogo. Il progetto prevedeva un piccolo compound, ma con tutte le garanzie di immunità.

I piani cadano con l'involuzione della situazione politica afghana: guerra civile, salita al potere dei talebani, guerra Usa. Oggi la piccola cappella all'interno dell'ambasciata non è più sufficiente a contenere tutti i fedeli, che la domenica arrivano anche a 100; la situazione attuale fa sperare nella realizzazione di una chiesa "pubblica" e la piccola comunità cattolica internazionale in Afghanistan spera in un impegno maggiore da parte della diplomazia europea.
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