25/01/2004, 00.00
vaticano

"Unità dei cristiani, mia ansia costante"

Città del Vaticano (AsiaNews) - A conclusione della Settimana di preghiera per l'unità dei Cristiani (18-25 gennaio), prima della preghiera dell'Angelus a mezzogiorno di oggi, il Papa ha ricordato quanto l'ecumenismo e l'unione dei cristiani sia una delle "esigenti priorità" del suo pontificato. Citando la Lettera apostolica Novo Millennio Ineunte, egli ha mostrato che l'unità è ancora un traguardo per il terzo millennio, anche se rallentato da "pigrizie" e "incertezze". Nel pomeriggio, nella basilica di san Paolo fuori le Mura, si terrà una celebrazione ecumenica di preghiera a cui il Papa, per la prima volta, non potrà parteciparvi personalmente. Alla fine della preghiera mariana Giovanni Paolo II ha anche ricordato la Giornata Mondiale della Lebbra, che si celebra pure oggi. "Il mio pensiero  - ha detto il pontefice - va a quanti ancora soffrono a causa del morbo di Hansen. Mentre invito a pregare per loro e per quanti se ne prendono cura, incoraggio gli sforzi della comunità internazionale per debellare questa malattia". Nel mondo vi sono circa 10 milioni di hanseniani. La Chiesa cattolica, pioniera nella cura e nell'accoglienza dei lebbrosi, gestisce nel mondo circa 700 lebbrosari.

Ecco le  parole del Papa nell'introdurre l'Angelus:

"Carissimi Fratelli e Sorelle!

Quest'oggi, festa della conversione dell'apostolo Paolo, si conclude la "Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani", durante la quale, in ogni angolo della terra, i cristiani hanno pregato insieme perché si realizzi la loro piena comunione secondo la volontà del Signore. "Ut unum sint - che siano una sola cosa" (Gv 17,21). L'ardente invocazione di Gesù nel Cenacolo continua a ricordare alle comunità cristiane che l'unità è un dono da accogliere e sviluppare in modo sempre più profondo.

L'unità dei cristiani è stata ansia costante del mio Pontificato e continua ad essere un'esigente priorità del mio ministero. Nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte, al termine del Giubileo, ho voluto ricordare che l'anelito di Cristo è "imperativo che ci obbliga, forza che ci sostiene, salutare rimprovero per le nostre pigrizie e ristrettezze" (n. 48).Mai, pertanto, venga meno l'impegno di pregare per l'unità e di ricercarla incessantemente! Ostacoli, difficoltà, e persino incomprensioni e insuccessi, non possono e non devono scoraggiarci, perché la "fiducia di raggiungere, anche nella storia, la comunione piena e visibile di tutti i cristiani" poggia non sulle nostre capacità umane, bensì sulla preghiera del nostro comune Signore (cfr ibid.).

Invochiamo ora fiduciosi Maria, Madre di Cristo e della Chiesa, perché sia Lei a sostenerci ed accompagnarci nel cammino ecumenico".

 

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