07/02/2019, 09.04
INDIA - NEPAL
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Uttar Pradesh, pastore arrestato con false accuse: ‘In carcere ho testimoniato il Vangelo’

Il rev. Dharmendra Singh ha trascorso tre giorni in prigione, dove ha potuto incontrare e consolare 1.300 detenuti. Era stato denunciato per conversioni forzate da un fedele, che ha ammesso di aver ricevuto pressioni da gruppi radicali indù per presentare false accuse.

Lucknow (AsiaNews/AsiaNews) – Un pastore cristiano è stato arrestato dalla polizia dell’Uttar Pradesh dopo essere stato denunciato per “conversioni forzate”. In seguito però l’uomo che aveva sporto denuncia contro di lui ha ammesso di essere stato costretto ad accusare il pastore da alcuni gruppi di estremisti indù. Dal canto suo, dopo il rilascio il reverendo ha dichiarato che la sua detenzione “è stata una benedizione”, perché in carcere “ho potuto incontrare 1.300 detenuti, tra i quali diversi arrestati per omicidio, e tra di loro ho potuto testimoniare il Vangelo”.

La vicenda del pastore è raccontata dal giornale cristiano protestante Morning Star News. Il rev. Dharmendra Singh (foto 2), 40 anni, è originario di Delhi e cinque anni fa si è trasferito con la famiglia in Nepal, dove guida la chiesa di Nepalganj, al confine con l’India, nella quale ha aperto anche un centro per il cucito. Egli inoltre amministra le preghiere nella Prem Sewa Clinic, l’ospedale del villaggio di Rupaidiha, nel distretto di Bahraich (Uttar Pradesh), dove è stato arrestato. In questo villaggio il pastore conduce visite regolari anche per seguire una comunità cristiana di recente formazione. A questa comunità appartiene Ramesh Gautam, l’uomo che l’ha accusato di essere stato convertito “tramite allettamento”.

Il rev. Singh è stato arrestato il 28 gennaio. Su di lui, la polizia aveva avviato un’indagine per oltraggio al sentimento religioso e promozione dell’inimicizia. In seguito il fedele ha rivelato di aver ricevuto pressioni da esponenti del gruppo ultra-nazionalista Vishwa Hindu Parishad e dalla sua ala giovanile Bajrang Dal, che gli hanno chiesto di presentare una falsa denuncia. Il pastore è stato quindi rilasciato su cauzione il 31 gennaio.

Il rev. Singh non nutre rancore nei confronti di Gautam. “Egli ha testimoniato – afferma – che la sua fede è una scelta autonoma e che nessuno ha forzato lui o la sua famiglia a credere in Gesù Cristo”. Il fedele infatti si è convertito circa sei mesi fa, dopo la guarigione della moglie che egli attribuisce alle preghiere del reverendo. Il villaggio non ha accolto con favore la sua conversione e ha iniziato a discriminarlo.

Il pastore lancia un messaggio di speranza, nonostante il clima d’insicurezza in cui vivono molte comunità cristiane perseguitate in India. “Per me – afferma – è un privilegio soffrire per Cristo. In carcere ho potuto predicare in maniera potente il messaggio di Cristo tra i prigionieri, e sono lieto che il nome di Cristo sia stato udito da 1.300 detenuti. Il loro spirito è infranto, vivono una profonda solitudine”. Il suo racconto continua: “Alcuni di loro sono rinchiusi per omicidio. Abbiamo pregato insieme e ci siamo abbracciati, avvertendo un senso di benedizione e il potere di Dio [su di noi]”. Il predicatore cristiano si sente “felice di essere andato in prigione, perché in questo modo sono stato usato da Dio. Ora che ho potuto incontrare e ascoltare i prigionieri, posso pregare per loro con più convinzione e impegno”.

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