15/05/2014, 00.00
PAPUA NUOVA GUINEA
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Vescovi della Papua al governo: Salvate la vita, fermate le sterilizzazioni

In una lettera aperta ai governanti, la Conferenza episcopale ricorda il mutuo rispetto e la collaborazione che vige tra le istituzioni politiche e religiose del Paese. I prelati avvertono le autorità riguardo "nuove e pericolose tendenze", come la "crescente ideologia politica che collega lo sviluppo con il controllo della popolazione". Il testo integrale della missiva.

Port Moresby (AsiaNews) - La Chiesa cattolica tiene in gran conto il buon rapporto che ha con il governo della Papua Nuova Guinea. È un rapporto di mutuo rispetto. Ha il potenziale di portare molte cose buone per il popolo della nostra nazione.

Nei servizi sociali, della sanità e dell'istruzione, relazione è collaborazione. I servizi della Chiesa dedicati alla sanità e all'istruzione sono importanti e diffusi in Papua Nuova Guinea. Crediamo che la collaborazione in questi settori sia buona, ma deve essere ancora rafforzata attraverso una migliore comunicazione e consultazione, a livello nazionale e provinciale.

I vescovi cattolici, che sono pastori e guide della Chiesa, stanno cercando in modo attivo di migliorare la collaborazione con il governo in queste e molte altre aree riguardanti lo sviluppo umano. I segnali ci incoraggiano e [mostrano] che anche il governo desidera rafforzare questa cooperazione, per il bene di tutta la popolazione, soprattutto nelle aree più remote del Paese.

Il ministero più importante della Chiesa cattolica è l'evangelizzazione, proclamare la Buona Novella di Gesù Cristo. La Papua Nuova Guinea, che nella sua Costituzione afferma di essere una nazione cristiana, ha udito e accettato questo messaggio di fede. Con questo in mente, la Chiesa cattolica riconosce la propria responsabilità nel parlare in modo aperto, nell'incoraggiare e nel rimproverare su questioni che colpiscono il benessere spirituale e materiale della nostra società. Lo abbiamo fatto spesso. Di recente abbiamo parlato contro la pena di morte. Qui ricordiamo ai nostri leader che non è troppo tardi per cambiare una decisione che molti ritengono mal consigliata e sbagliata dal punto di vista morale. Abbiamo rimproverato anche pubblicamente i governi di Australia e Papua Nuova Guinea per quello che è diventata una politica vergognosa e fallimentare, il cento di detenzione dell'Isola di Manus, dove i richiedenti asilo - persone innocenti in cerca di libertà e una vita migliore - sono imprigionati.

Oggi ci troviamo di fronte a nuove e pericolose tendenze rispetto alle quali ci sentiamo in dovere di parlare. Per tradizione i papuani sono sempre stati aperti alla nuova vita, ai bambini nati nelle loro famiglie. L'aborto, che la maggior parte dei nostri cittadini considera ripugnante, è illegale in Papua Nuova Guinea. Tuttavia i leader politici ricevono pressioni da dentro e fuori la Papua Nuova Guinea affinché prendano un'altra scelta. Un giorno il governo deciderà che uccidere un bambino non nato è una cosa buna per il Paese, qualcosa che porterà la benedizione di Dio sulla nostra gente? Noi preghiamo affinché non cedano mai a questa tentazione per guadagni politici ed economici.

Questo ci porta a un'altra preoccupazione della Chiesa cattolica, la crescente ideologia politica che collega lo sviluppo con il controllo della popolazione. Il pensiero di molti politici in questi giorni punta in questa direzione. Come mai, si chiedono, i servizi di istruzione e sanitari stanno rapidamente peggiorando in Papua Nuova Guinea, e cosa si può fare al riguardo? E guardate tutti i giovani disoccupati e frustrati che si riuniscono per le strade delle nostre città ogni giorno in cerca di opportunità, laddove non ce ne sono. Questa situazione sta diventando pericolosa. Che cosa possiamo fare?

Purtroppo, invece di cercare soluzioni positive in modo creativo, il governo sembra aver optato per una strategia che non affronta le cause alla base del nostro declino. Molti politici pensano che il colpevole sia la crescita della popolazione, le troppe persone. Mettendo un freno ai nuovi nati tutto tornerà a posto, dicono. Così si apre la porta a organizzazioni come quella di Marie Stopes, facendole entrare per "sterilizzare" a tempo determinato una gran numero di donne, come soluzione per rallentare la crescita della popolazione. Gli impianti ormonali sono promossi e iniettati su vasta scala, senza pensare troppo agli effetti fisici, emotivi e sociali sulle ragazze giovani, le donne e la comunità nel suo insieme.

Cari leader politici, avete davvero riflettuto a fondo? Sapete cosa potrebbe pensare il vostro elettorato di questa strategia? Non vi preoccupate di quali potrebbero essere le conseguenze del manomettere la natura in questo modo? Credete davvero che il controllo della popolazione, in apparenza facile da attuare, funzionerà davvero e risolverà i gravi problemi che continuiamo ad avere? Questa è una nazione così giovane, fiera, indipendente ed energica, e ora alcuni vogliono prendere di mira la fertilità come se fosse la soluzione ai nostri problemi?

Siamo tutti appassionati quando si tratta di parlare delle grandi ricchezze del nostro Paese, della nostra popolazione diversa dal punto di vista culturale e della sua energia. Ci rallegriamo della grande ricchezza custodita nell'abbondanza delle risorse naturali che Dio ha messo qui perché ce ne prendessimo cura. Forse un piano migliore sarebbe quello di collegare queste due cose, la nostra ricchezza e la crescita naturale di una popolazione vivace, mentre cerchiamo di trovare il segreto per diventare una nazione di successo con prosperità, pace e giustizia per tutti.

Ma, è ovvio, questo significa che si deve porre fine alla corruzione che avvantaggia pochi e impoverisce gli altri. Bisogna fermare lo sfruttamento sfrenato dell'ambiente da interessi che hanno ben poco interesse per il bene comune. E ci sono una miriade di altri fattori - che danneggiano lo sviluppo sostenibile - che devono essere affrontati. La Chiesa cattolica è ansiosa, e siamo sicuri che lo sono anche altre Chiese cristiane, di lavorare con il governo per affrontare le sfide della Papua Nuova Guinea di oggi in modo più positivo.

Concludiamo questa lettera indirizzata ai nostri leader politici con alcune parole di Papa Francesco. Egli ha detto: "Chiedo a Dio che cresca il numero di politici capaci di entrare in un autentico dialogo che si orienti efficacemente a sanare le radici profonde e non l'apparenza dei mali del nostro mondo! La politica, tanto denigrata, è una vocazione altissima, è una delle forme più preziose della carità, perché cerca il bene comune". (Evangelii Gaudium, n. 205)

 

 

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