15/02/2005, 00.00
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Vescovi delle Filippine: Attentati inumani e malvagi

Mons. Capalla condanna i tre attacchi terroristici di ieri: "Sono contro gli insegnamenti di Dio e di Allah".

Manila (AsiaNews) - Atti "inumani" e "malvagi" commessi "senza scrupoli" e "contrari" agli insegnamenti di Dio e di Allah. Con queste parole mons. Fernando Capalla, presidente della Conferenza episcopale filippina, condanna oggi i tre attentati avvenuti ieri a Manila e in altre due città, causando 12 morti e più di 130 feriti.

Mons. Capalla, che è arcivescovo di Davao, una delle città colpite dagli attacchi (l'altra è General Santos), invita la popolazione "a essere attenta e vigilante" e chiede al governo di "rafforzare la vigilanza e la sicurezza dei luoghi pubblici".

"Preghiamo per le vittime e per le loro famiglie" aggiunge il vescovo, il quale chiede anche "una risposta più efficace" da parte del governo contro il terrorismo di marca islamica che nell'ultima settimana ha rialzato la testa nelle Filippine. Oltre agli attentati di ieri, nei giorni scorsi si sono verificati scontri tra l'esercito e i ribelli indipendentisti del Moro Islamic Front Libaration (MILF), che hanno causato oltre 100 morti.

Mons. Capalla invita le autorità governative ad "aumentare la capacità dell'intelligence e delle forze investigative" per arrestare i terroristi.

Ieri il gruppo terroristico Abu Sayyaf, considerato legato ad Al-Qaeda, ha rivendicato i tre attentati avvenuti nella giornata in simultanea a Makati, quartiere finanziario di Manila, a Davao e a General Santos, città poste nell'isola meridionale di Mindanao, a forte maggioranza musulmana e al centro di rivendicazioni separatiste. Gli investigatori filippini, supportati da agenti dell'antiterroismo australiani, stanno compiendo indagini sul triplice attentato per verificare se dietro alla rivendicazione di Abu Sayyaf si nascondano anche uomini della Jemaah Islamiah (JI), noto gruppo terroristico islamico indonesiano. Secondo la polizia filippina, la JI avrebbe fornito l'assistenza tecnica o organizzativa per gli attacchi, portati però a termine da elementi locali. Le autorità temono altri attentati in luoghi aperti e indifesi come parchi, terminal di autobus e parcheggi. (LF)

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