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    » 14/04/2009, 00.00

    SRI LANKA

    Vescovi dello Sri Lanka: Preghiere a Cristo risorto per la pace e l'unità del Paese

    Melani Manel Perera

    Leader cristiani domandano la fine del conflitto e delle sofferenze della popolazione civile Tamil. Oggi le milizie ribelli hanno chiesto un cessate il fuoco duraturo e la ripresa dei colloqui di pace. Il governo pone come condizione a ogni trattativa la consegna delle armi.
    Colombo (AsiaNews) – La Pasqua ricorda la vittoria di Gesù Cristo, il Dio vivente, sulle forze dell’oscurità e della distruzione. Guardando a Cristo, l’umanità può risorgere a una nuova vita superando la logica della morte, della guerra e delle divisioni. È il messaggio lanciato in occasione delle festività pasquali da mons. Oswald Gomis, arcivescovo di Colombo, dal vescovo anglicano Duleep de Chickera e da padre Sebastian Maria Anthony, superiore generale dei gesuiti dello Sri Lanka, che chiede “la pace nel Paese e la fine delle sofferenze per la popolazione civile”.  
     
    Oggi le milizie ribelli Tamil hanno annunciato di voler negoziare un cessate il fuoco con le forze governative e ripristinare i colloqui di pace, per porre fine a decenni di sanguinosi conflitti sull’isola. Le Tigri Tamil chiedono una tregua a lungo termine, sotto la supervisione della comunità internazionale. Una richiesta rispedita al mittente dal governo cingalese, che pone come condizione la consegna delle armi ,prima di intavolare qualsiasi trattativa.
     
    L’arcivescovo di Colombo ricorda che con la guerra “non si raggiungono risultati duraturi”, perché la pace e la prosperità di una nazione “si possono costruire solo con il dialogo”. “Nell’approssimarsi della Pasqua – sottolinea mons. Gomes – tutti gli abitanti dello Sri Lanka hanno vissuto i pericoli della guerra, i dolori e le afflizioni degli sfollati, la dura realtà della legge anti-conversione”.
     
    Il prelato ribadisce gli sforzi della Chiesa “per sradicare” le sofferenze della popolazione, che non vuole perpetrare “un conflitto etnico”. “Condanniamo con estrema forza – continua – le decisioni di quanti vogliono raggiungere i loro oscuri obiettivi utilizzando la popolazione civile Tamil come scudo umano”. Mons. Gomes chiede inoltre “una soluzione politica” che metta fine alla guerra civile.
     
    Pace e giustizia nel Paese sono al centro del messaggio del vescovo anglicano Duleep De Chickera. “La Pasqua di risurrezione – afferma – è una chiamata alla trasformazione per i nostri leader e per tutta la popolazione cingalese. Ma prima che ciò accada, bisogna fare una profonda analisi di coscienza”. Solo così si potrà “mettere fine alle sofferenze” degli sfollati, dei civili, dei poveri e di quanti non hanno un lavoro. Il vescovo anglicano ricorda quanti sono colpiti dalla crisi economica e i giovani, le cui difficoltà mettono a rischio lo “sviluppo futuro della nazione”. Egli rivendica anche il diritto alla “libertà di espressione” e la possibilità di “manifestare il dissenso” in termini civili e democratici.
     
    Padre Sebastian Maria Anthony, superiore generale dei gesuiti dello Sri Lanka, lancia un monito per l’unità nel Paese: “Non lasciamo – afferma il sacerdote – che differenze di credo religioso, di casta, di etnia o identità linguistica ci impedisca di esercitare la nostra identità di figli di Dio, di fratelli e di sorelle”. “Che il Cristo risorto – aggiunge – ci dia la forza e il coraggio di parlare anche a nome dei fratelli e delle sorelle emarginati e senza voce. Lasciamo che il Cristo risorto ci dia la forza di lavorare per la riconciliazione e la pace”.
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