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  • » 15/12/2016, 11.21

    CINA - VATICANO

    Vescovi leciti e illeciti: il riso mescolato a sabbia è difficile da ingoiare

    P. Peter (Bo Duo Shen Fu)

    In Cina si rischia di considerare come un fatto ovvio la “profanazione” delle ordinazioni episcopali con la presenza di vescovi scomunicati. Contro il servilismo creato da 5mila anni di cultura imperiale. L’intervento di un sacerdote-blogger della Cina del nord-est.

    Pechino (AsiaNews) – Non si può accettare come una “tradizione” ormai assodata, che non fa più scandalo, il fatto che vescovi illeciti e scomunicati partecipino a ordinazioni episcopali lecite; non si può accettare di mangiare “riso mescolato a sabbia” e dire che è buono da ingoiare. Con gustosa ironia, un sacerdote della Cina del nord-est, un blogger molto noto, condanna la “psicologia servile” di chi fra i cristiani in Cina, accetta il dominio imperiale sulla Chiesa. Il riferimento è alle ordinazioni episcopali di Chengdu e di Xichang (v. foto) dove un vescovo illecito ha potuto partecipare – imposto dalla polizia – nell’acquiescenza degli altri vescovi presenti. P. Peter mette in guardia dal pretendere che a causa della difficile storia della Chiesa in Cina si possa compromettere la fede: come se una ragazza violentata potesse ringraziare il suo violentatore per “misericordia e per “amore”. Traduzione dal cinese a cura di AsiaNews.

     

    La prima volta che ho sentito dire l’espressione “riso mescolato con la sabbia” era dal mio padre spirituale, p. Yan Wenda. A causa della circostanza sociale in ci trovavamo in quel momento, negare il primato del papa era la linea-guida dell’autorità di allora. Così, il “Nuovo Testamento” che usavamo era pubblicato con una “nota” di modifica da parte degli “esperti” teologi cinesi. D’altra parte eravamo impotenti, i libri religiosi erano così carenti, i sacerdoti dovevano pure promuoverli fra i fedeli. P. Yan mi ha detto: “Noi siamo dei medicanti. Sappiamo bene che questo è riso mescolato con la sabbia. Ma dobbiamo ingoiarlo lo stesso, altrimenti, moriamo di fame”.

    Dopo la spiegazione di p. Yan, ho accettato quel “Nuovo Testamento”. In seguito, gli ecclesiastici fedeli alla fede hanno pubblicato una “errata corrige” di quel “Nuovo Testamento”, mettendoci in guardia per una corretta lettura, senza cadere nella confusione [creata] dalla nota eretica.

    In questi ultimi anni, alcuni hanno definito la partecipazione di vescovi illegittimi ad una ordinazione episcopale legittima come “mescolare riso con la sabbia”. In realtà, nell’ambito della sacra fede cattolica, la partecipazione di vescovi illegittimi ad una ordinazione episcopale legittima è una grave profanazione. Forse perché la gente è abituata alla “profanazione”, ormai non ci fa più caso, né si scandalizza. Ma ciò che ci dispiace molto è che quelli che sono abituati a mangiare “il riso mescolato con la sabbia”, dicono pure che è buono, anzi delizioso. Non conosciamo la loro particolare passione per la “sabbia”, ma forse lo fanno per leccare il loro padrone che ha dato loro “il riso mescolato con la sabbia”, tradendo perfino la propria coscienza.

    Sono profondamente influenzato dal pensiero confuciano, [che dice] “i veri signori pieni di dignità non bevono l’acqua dalla sorgente rubata; le persone non corrotte non mangiano i cibi [che provengono] da chi ci disprezza”. Questo motto continua a rimanere nel profondo della mia testa. L’acqua dalla sorgente rubata non disseta la nostra sete? Oppure, i cibi ricevuti da chi ci disprezza non ci possono sfamare? E, ancora più inaccettabile: se una fanciulla violentata, arriva perfino ad apprezzare il suo violentatore perché è bello, forte, robusto, si può dire che questo gesto è “misericordia” e “amore”? Se un rapinatore mi ha spogliato facendomi rimanere nudo con le sole mutande per coprire le vergogne, devo pure ringraziarlo come un “fratello maggiore rapinatore”?

    Nonostante la sua amara storia e uno schiacciante passato, la Chiesa in Cina (cioè: noi) non può considerare che tutto le è dovuto ed è normale, facendo diventare “tradizione” il fatto che siamo sempre stati “profanati” e “mescolati con la sabbia”.

    La cultura imperiale della Cina ha causato la psicologia servile, per cui tutti devono esultare gridando “Evviva!”. Se qualcuno dice qualcosa secondo la propria coscienza, viene bastonato pubblicamente, calunniato come un “talebano religioso”.

    Però, come tutti sanno, la cultura imperiale della Cina che ha influenzato i cinesi per ben 5 mila anni è difficile da conciliare con l’idea di fraternità cristiana. Nella cultura confuciana, l’imperatore è imperatore; i cortigiani sono cortigiani; il padre è padre; il figlio è figlio. L’imperatore domina i cortigiani; il padre domina il figlio: è la base della teoria del sistema delle classi, che ha svolto un ruolo decisivo nel mantenere il dominio della dinastia feudale. L’incarnazione del Figlio di Dio ci ha rivelato che siamo tutti figli del Padre, che dobbiamo amarci l’un l’altro. Non importa chi è imperatore, o funzionario, o semplice cittadino, siamo tutti uguali davanti a Dio. Questo è un valore cristiano ed anche universale. E messo davanti al “riso mescolato con la sabbia”, posso almeno sussurrare che “non riesco a ingoiarlo”.  Mi dovete pure condannare per questa frase?

     

    p. Peter (Bo Duo Shen Fu)

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