20 Novembre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 16/02/2005, 00.00

    libano - siria

    Vescovi libanesi: "un regime liberticida" dietro l'assassinio di Hariri



    Celebrati oggi i funerali privati dell'ex premier Hariri, ucciso in un attentato. La famiglia rifiuta le esequie di stato.

    Beirut (AsiaNews) - "Solo dove regna un regime totalitario avvengono questi crimini": è questo il duro commento rilasciato oggi dai vescovi maroniti del Libano, riuniti in assemblea straordinaria, sull'assassinio dell'ex premier Rafic Hariri, avvenuto lunedì pomeriggio. Oggi migliaia di libanesi e di stranieri si sono riuniti a Beirut per l'ultimo omaggio alla salma di Hariri. Molte delegazione arabe, europee ed estere si sono presentate nella capitale dove si è svolto il rito della sepoltura secondo la sharia, la legge islamica, a mezzogiorno preciso prima della preghiera.

    Esponenti di alto grado hanno rappresentato le comunità cristiane, definendo la morte di Hariri "una grande perdita non solo per la comunità musulmana, ma anche per tutto il Libano".

    I vescovi maroniti si sono radunati questa mattina in sessione straordinaria a Bkerke su convocazione del patriarca Sfeir; al termine hanno rilasciato un comunicato intitolato "Messaggio di fraternità e di convivenza".

    In esso i vescovi chiedono "il rispetto dei diritti dei cittadini alla piena libertà" ed esprimono il loro "dolore" per la "ripresa della violenza" in un paese considerato da tutti "specchio" di libertà. I vescovi si dichiarano "dispiaciuti" per la morte "terribile" di un uomo come Hariri. Nel testo viene ricordato il contributo dell'ex premier al sostentamento di molti studenti e malati: sono stati oltre 30 mila gli alunni che hanno potuto continuare loro studi universitari grazie a Hariri.

    "Solo dove regna un regime totalitario avvengono questi crimini" affermano i vescovi nella loro dichiarazione ufficiale. Tali azioni – prosegue il testo - "mirano alla sparizione delle voce dei contestatori che chiedono il ritorno del Libano alla libertà e alla sovranità tramite la cancellazione di ogni tutela contraria alla vocazione storica del Libano". I vescovi concludono il loro comunicato invitando alla prudenza, alla cautela e al rispetto dei valori manifestati in molte occasione dal politico assassinato.

    Tutto il Libano oggi è in lutto per la morte di Hariri. A livello politico il governo tace: alle esequie è stata notata l'assenza quasi totale delle massime autorità politiche, dietro richiesta esplicita dei parenti e dei seguaci di Hariri, che hanno rifiutato i funerali di stato.

    Il presidente Lahoud ha convocato per la settimana prossima una riunione dei tutti gli esponenti politici e religiosi, una sorta di conferenza nazionale per esaminare da vicino gli ultimi sviluppi della situazione dopo la morte del ex primo ministro Rafic Hariri. (JH)
    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    31/03/2005 siria - libano
    Le promesse di Assad: ritiro dal Libano, un 2005 "di riforme"


    17/03/2005 LIBANO - USA
    Bush e Sfeir: Libano libero e democratico

    Nel corso del colloquio alla Casa bianca ribadita la necessità del ritiro della Siria. Attese del Patriarca per un sostegno al Paese dei cedri da parte delle istituzioni finanziarie internazionali. Osservatori internazionali per le prossime elezioni.



    14/02/2005 libano
    Autobomba a Beirut, muore ex premier libanese


    02/12/2004 LIBANO
    Vescovi maroniti contro manifestazione filo-siriana


    21/02/2005 libano - siria
    Patriarca maronita: chiedere il ritiro siriano con "calma e dialogo"

    Manifestanti cristiani attorno al card. Sfeir: "Oggi è iniziata la rivolta per l'indipendenza".





    In evidenza

    HONG KONG - CINA - VATICANO
    Messa per un sacerdote sotterraneo defunto. Il card. Zen chiede a Dio la grazia di salvare la Chiesa in Cina e la Santa Sede ‘dal precipizio’

    Li Yuan

    P. Wei Heping, 41 anni, è morto in circostanze misteriose, buttato in un fiume a Taiyuan (Shanxi). Per la polizia egli si è suicidato. Ai familiari non è stato permesso nemmeno di vedere il rapporto dell’autopsia. Per il card. Zen la Santa Sede (che “non è necessariamente il papa”) cerca un compromesso a tutti i costi col governo cinese, rischiando di “svendere la Chiesa fedele”. Giustizia e pace pubblica un libretto su p. Wei, per non dimenticare.


    VATICANO - ITALIA - USA
    Papa: non più la guerra, che ha per frutto la morte, 'la distruzione di noi stessi'



    Francesco nel giorno della Commemorazione dei defunti ha celebrato messa al Cimitero americano di Nettuno. “Quando tante volte nella storia gli uomini pensano di fare una guerra, sono convinti di portare un mondo nuovo, sono convinti di fare una ‘primavera’. E finisce in un inverno, brutto, crudele, con il regno del terrore e la morte”.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®