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  • » 16/02/2005, 00.00

    libano - siria

    Vescovi libanesi: "un regime liberticida" dietro l'assassinio di Hariri



    Celebrati oggi i funerali privati dell'ex premier Hariri, ucciso in un attentato. La famiglia rifiuta le esequie di stato.

    Beirut (AsiaNews) - "Solo dove regna un regime totalitario avvengono questi crimini": è questo il duro commento rilasciato oggi dai vescovi maroniti del Libano, riuniti in assemblea straordinaria, sull'assassinio dell'ex premier Rafic Hariri, avvenuto lunedì pomeriggio. Oggi migliaia di libanesi e di stranieri si sono riuniti a Beirut per l'ultimo omaggio alla salma di Hariri. Molte delegazione arabe, europee ed estere si sono presentate nella capitale dove si è svolto il rito della sepoltura secondo la sharia, la legge islamica, a mezzogiorno preciso prima della preghiera.

    Esponenti di alto grado hanno rappresentato le comunità cristiane, definendo la morte di Hariri "una grande perdita non solo per la comunità musulmana, ma anche per tutto il Libano".

    I vescovi maroniti si sono radunati questa mattina in sessione straordinaria a Bkerke su convocazione del patriarca Sfeir; al termine hanno rilasciato un comunicato intitolato "Messaggio di fraternità e di convivenza".

    In esso i vescovi chiedono "il rispetto dei diritti dei cittadini alla piena libertà" ed esprimono il loro "dolore" per la "ripresa della violenza" in un paese considerato da tutti "specchio" di libertà. I vescovi si dichiarano "dispiaciuti" per la morte "terribile" di un uomo come Hariri. Nel testo viene ricordato il contributo dell'ex premier al sostentamento di molti studenti e malati: sono stati oltre 30 mila gli alunni che hanno potuto continuare loro studi universitari grazie a Hariri.

    "Solo dove regna un regime totalitario avvengono questi crimini" affermano i vescovi nella loro dichiarazione ufficiale. Tali azioni – prosegue il testo - "mirano alla sparizione delle voce dei contestatori che chiedono il ritorno del Libano alla libertà e alla sovranità tramite la cancellazione di ogni tutela contraria alla vocazione storica del Libano". I vescovi concludono il loro comunicato invitando alla prudenza, alla cautela e al rispetto dei valori manifestati in molte occasione dal politico assassinato.

    Tutto il Libano oggi è in lutto per la morte di Hariri. A livello politico il governo tace: alle esequie è stata notata l'assenza quasi totale delle massime autorità politiche, dietro richiesta esplicita dei parenti e dei seguaci di Hariri, che hanno rifiutato i funerali di stato.

    Il presidente Lahoud ha convocato per la settimana prossima una riunione dei tutti gli esponenti politici e religiosi, una sorta di conferenza nazionale per esaminare da vicino gli ultimi sviluppi della situazione dopo la morte del ex primo ministro Rafic Hariri. (JH)
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