06/10/2008, 00.00
VIETNAM
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Vescovi vietnamiti: col governo “aperto il cammino del dialogo”

di Joseph Nguyen
In un messaggio la Conferenza episcopale riferisce dell’incontro con il primo ministro: è possibile parlarsi, ma la strada da percorrere è lunga e disseminata di difficoltà e ostacoli. La vicenda della parrocchia di Mạc Thượng: picchiatori in azione per una settimana di seguito, dopo una richiesta di restituzione del terreno della chiesa.
Hanoi (AsiaNews) – “Il cammino del dialogo è stato aperto”: è il giudizio che i vescovi del Vietnam esprimono sull’incontro con il primo ministro Nguyen Tan Dung, avvenuto il primo ottobre, in una lettera a firma del presidente della Conferenza episcopale, mons. Pierre Nguyên Van Nhon. Il messaggio, che porta la data del 3 ottobre, è indirizzato ai fedeli e parla di “clima di ascolto attento e di scambio franco e diretto” nell’incontro con il premier, nel corso del quale si è parlato della politica governativa verso le religioni ed in particolare i cattolici e delle vicende riguardanti la ex delegazione apostolica, la parrocchia di Thai Ha e l’arcivescovo di Hanoi, mons. mons. Joseph Ngo Quang Kiet.
 
L’incontro, si legge nel messaggio, ha permesso di riaprire il dialogo, “dopo un periodo nel quale si pensava di essere in un vicolo cieco”. I vescovi non si nascondono che “il cammino del dialogo alla ricerca della verità, della giustizia e del duraturo interesse del Paese è ancora lungo. Esso sarà seminato di difficoltà, di ostacoli. Esigerà saggezza e perseveranza”. Per questo essi chiedono ai cattolici “di unirvi a noi nella preghiera sia personale che comune all’interno delle comunità parrocchiali e religiose, in spirito di comunione, di amore e di concordia”.
 
“Quando tutti avranno preso la verità, la giustizia ed il bene comune come luce per schiarire la strada e come criterio di scelta – conclude il messaggio dei vescovi - potremo allora superare le difficoltà e gli ostacoli incontrati nel corso della costruzione della nostra patria e dello sviluppo del nostro amato Paese”.
 
Tono e contenuti del messaggio sono ben diversi da quelli diffuse dai media statali. “La televisione, commenta ad AsiaNews suor Marie Nguyen – non ha riferito ciò che i vescovi hanno detto: ha tentato di presentare l’incontro come una classe nella quale il primo ministro ha dato lezione ai vescovi ed ha detto loro come comportarsi”. Più drastico il giudizio di padre Pascal Nguyen Ngoc Tinh, un francescano di Ho Chi Minh City, per il quale “l’incontro è stato una perdita di tempo. E’ assurdo – spiega – ascoltare che ai rappresentanti della Conferenza episcopale è stato dato il compito di ‘educare l’arcivescovo di Hanoi’”. Egli si riferisce a quanto riferito dai media statali, che il primo ministro “ha chiesto al Consiglio episcopale vietnamita di dare maggiore collaborazione all’arcivescovo Kiet, soprattutto nel rispetto della legge, per il comune interesse”.
 
Sembra aver avuto successo, intanto, in un’altra parrocchia, quella di Mạc Thượng - a Thiên Lý, distretto di Lý Nhân - la politica di intimidazione e violenza con la quale le autorità sembrano voler risolvere le questioni territoriali.
 
Mạc Thượng è una piccola parrocchia, con solo 300 fedeli, Per una settimana, racconta il parroco, padre Tạ Hữu Phương, “tutti i giorni, alla stessa ora, le 19.30” arrivavano i picchiatori e restavano fino alle 10 di sera. “Erano più di cento e cominciavano e scandire slogan e bestemmiare. Lanciavano pietre contro la chiesa e la mia casa. Hanno abbattuto il recinto, hanno rotto le mie finestre e le hanno gettate in un laghetto ed hanno danneggiato le porte. Erano molto violenti”.
 
I parrocchiani si sono rivolti alla polizia della provincia di Ha Nam, che ha detto ai devastatori di andarsene. Ma non ha arrestato nessuno, ed il giorno dopo tutto è ricominciato come prima.
 
Per spiegare la vicenda, va tenuto presente che la parrocchia aveva presentato al Comitato del popolo (municipio) una petizione per avere indietro il terreno della chiesa: 26mila metri quadrati, la maggior parte dei quali le autorità avevano preso dopo la morte del precedente parroco, padre De, 60 anni prima, e le avevano date a privati per i loro affari.
 
Il giorno dopo il primo attacco, il Comitato ha convocato il parroco per discutere la petizione. E gli assalti sono continuati. Adesso, “la parrocchia non può nemmeno pensare di avanzare nuove petizioni nel prossimo futuro”. E gli attacchi sono cessati.
 
Ha collaborato J.B. An Dang
 
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