29/03/2007, 00.00
COREA DEL SUD
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Vescovi: “Aborto e manipolazione, strumenti di un progresso economico che porta alla morte”

di Joseph Yun Li-sun
Tutti i vescovi coreani hanno sottoscritto e pubblicato un messaggio in cui attaccano il governo di Seoul, che promuove l’aborto e la ricerca sulle staminali embrionali in nome del progresso economico. Per i pastori aborto e manipolazione distruggono la dignità dell’uomo e la sua sacralità, e sono all’origine del calo delle nascite e della perversione nella società.
Seoul (AsiaNews) – L’aborto e la manipolazione degli embrioni in nome della scienza sono “strumenti provocati dalla ricerca spasmodica del progresso economico”, ma in realtà “lungi dal far progredire la nostra società, essi ne hanno provocato la distruzione dei valori”.
 
E’ l’accusa lanciata oggi dai vescovi coreani che, in un testo firmato dall’intera Conferenza episcopale, chiedono al governo di “mettere di nuovo al primo posto i valori fondamentali e la protezione della dignità umana”, perché in nome dello sviluppo economico “questi sono stati trascurati, provocando il più basso tasso di natalità al mondo e, soprattutto, la distruzione dei valori umani, rimpiazzati dalla cultura della morte”.
 
L’appello dei pastori – che hanno testimoniato in prima persona i danni provocati dalla ricerca embrionale e dalla cultura dell’aborto – arriva proprio mentre tutto il mondo occidentale dibatte sul valore della famiglia e sui limiti da imporre alla ricerca scientifica. La stessa società coreana si era interrogata su questi argomenti dopo che le ricerche sulle cellule embrionali del “pioniere della clonazione” di Seoul, Hwang Woo-suk, si erano dimostrate false.
 
Sotto accusa il governo di Seoul, colpevole di aver approvato la nuova Legge sulla bioetica (che permette la ricerca sulle cellule staminali embrionali) e porta avanti da oltre 30 anni politiche contrarie alle famiglie, fra cui spicca la promozione dell’aborto.
 
Alla luce di questi attacchi, i presuli sottolineano che “un vero progresso è possibile solo quando è basato sulla verità e su valori etici e morali” e sottolineano come “in una società dove la dignità della vita umana e l’unione della famiglia sono tenuti in poco conto, non si può sperare di realizzare un autentico progresso ed un vero sviluppo”.
 
Riportiamo di seguito il testo integrale del messaggio (traduzione a cura di AsiaNews).
 
Torniamo alla cultura della vita
 
La vita e la dignità dell’uomo deve essere rispettata sempre, senza distinzioni di sesso, razza, colore, nazionalità o età. Non dobbiamo dimenticare che questo deve essere applicato anche agli embrioni umani ed ai bambini ancora nel grembo materno, che senza possibilità di smentita sono esseri umani.
 
La Conferenza episcopale coreana insiste da tempo e con costanza sulla dignità umana, e più volte ha espresso le proprie preoccupazioni per la politica di controllo delle nascite contenuta nella Legge sulla salute della madre e del bambino, un testo che legalizza l’aborto e gli esperimenti sulle cellule staminali embrionali. Proprio questa materia è divenuta da poco causa di grave preoccupazione, a livello nazionale ed internazionale.
 
Sfortunatamente, i deputati coreani continuano a promuovere leggi e politiche che violano la dignità della persona, e lo fanno con il pretesto dell’efficienza economica. Come risultato di questa scelta, ora la Corea affronta la triste realtà delle culle vuote: il Paese, infatti, ha il più basso tasso di natalità al mondo, accompagnato da un elevato tasso di aborti e suicidi.
 
Nel ripetere la nostra posizione sull’accresciuta cultura “anti-vita” del nostro Paese, noi vescovi vogliamo qui rendere chiara la nostra posizione su quelle politiche che, a nostro giudizio, violano la dignità dell’uomo.
 
In primo luogo, l’embrione umano possiede una sua propria vita. Tutti quegli esperimenti e ricerche che vengono effettuate sugli embrioni devono essere denunciati come atti contrari alla sacralità della vita. Il governo deve rigettare la nuova legge sulla bioetica, anche se emendata, che legalizza le ricerche sugli embrioni clonati. Come alternativa, noi da tempo sosteniamo la donazione di cellule staminali ematopetiche, adulte, che possono rimpiazzare nella ricerca quelle embrionali.
 
Invitiamo con forza a studiare queste cellule, una metodologia eticamente corretta e clinicamente definita come molto valida. E’ molto pericoloso continuare su questa china, che porta con sé diversi problemi di etica. Purtroppo, prendiamo atto del fatto che questa insistenza deriva da un modo di pensare sempre più diffuso, secondo cui la vita vale meno dell’economia. Queste ricerche devono essere immediatamente interrotte.
 
Secondo punto: la Chiesa cattolica stabilisce con chiarezza che la fecondazione in vitro e la procreazione artificiale sono metodi non etici. Una nuova vita non può essere creata dall’uomo in maniera artificiale: è sempre e solo un dono di Dio, il frutto di un amore e di un’unione coniugale. Condividiamo le sofferenze delle coppie sterili, ma questo fatto non può che essere sottolineato.
 
Creare la vita in maniera artificiale porterà a selezionare pochi embrioni sani. Questo, a sua volta, significherà distruggere gli altri o, peggio ancora, ad espiantare quegli embrioni che siano utili alla ricerca. Quindi, siamo contrari alla politica del governo che prevede un finanziamento per quelle coppie che intendano usare questi metodi. Questa non è la strada giusta per combattere le culle vuote.
 
Terzo punto: come vescovi, chiediamo una revisione urgente della Legge sulla salute della madre e del bambino, che per oltre 30 anni è stata usata per facilitare e promuovere l’aborto. Proprio questa legge, che ha usato le interruzioni di gravidanza per contenere la popolazione, è la causa principale del nostro infimo tasso di natalità; essa, inoltre, ha diffuso una cultura della morte che ha distrutto la coscienza della popolazione. Quando un governo investe una enorme fetta del suo budget per incoraggiare la fecondazione assistita, ed allo stesso tempo promuove l’aborto, sembra contraddittorio. Inoltre, evita le sue responsabilità.
 
La nostra società ha visto un rapido sviluppo della sua economia, così come di altri settori. D’altra parte, tutto questo ha creato un effetto pericoloso: al posto dei valori spirituali ed etici, la nostra società ha preferito innalzare valori materiali ed economici.
 
Un vero progresso è possibile solo quando è basato sulla verità e su valori che abbiano una buona scala di importanza. In una società dove la dignità della vita umana e l’unione della famiglia sono tenuti in poco conto, non si può sperare di realizzare un autentico progresso ed un vero sviluppo.
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