23 Novembre 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 25/08/2008
INDIA
Vescovo dell’Orissa: Nazionalismo indù, “un cancro” dell’India
di Nirmala Carvalho
Mons. Raphael Cheenath, arcivescovo di Cuttack-Bubaneshwar parla della situazione della sua Chiesa, dopo i nuovi attacchi contro chiese, auto e persone in Orissa. C’è un legame fra l’ideologia nazionalista indù e il nazismo. Ma il cristianesimo ha ormai “profonde radici” e la Chiesa è “luce” per molti tribali e fuori casta.

Bubaneshwar (AsiaNews) – Il nazionalismo indù, che sta fomentando attacchi contro i cristiani, è un vero e proprio “cancro” che mette in crisi la convivenza fra comunità, che è alla base della società indiana. Le radici di questo nazionalismo – soprattutto attraverso la Rss (Rashtriya Swayamsevak Sangh, Organizzazione dei volontari nazionalisti) si possono trovare nel nazismo hitleriano. Mentre i suoi sacerdoti sono in fuga per salvarsi dalle folle di fanatici che stanno dando la caccia ai cristiani, l’arcivescovo di Bubaneshwar afferma: la Croce ha ormai radici molto profonde in Orissa…La Chiesa sarà luce per molte generazioni a venire”.

Mons. Raphael Cheenath, verbita, arcivescovo di Cuttack-Bubaneshwar (Orissa) racconta ad AsiaNews la situazione dei suoi fedeli, dopo gli attacchi di questi ultimi due giorni da parte di radicali indù a chiese, centri sociali e pastorali, parrocchie e conventi:

“P. Thomas, il direttore del nostro centro pastorale è nascosto nella foresta e guarda piangente e triste il centro pastorale che sta bruciando. Poco prima dell’attacco mi ha telefonato e gli ho detto: Prega e stai attento”, ma poi ha visto tutta la folla che arrivava e hanno dovuto fuggire nella foresta per salvarsi la vita. Il centro pastorale ci era costato oltre 15 milioni di rupie”.

La nuova ondata di distruzioni è avvenuta dopo l’uccisione del leader radicale indù Swami Laxanananda, avvenuta il 23 agosto, di cui sono stati accusati i cristiani. “Noi cristiani – continua il vescovo – rifiutiamo la violenza e condanniamo ogni atto di violenza e terrorismo. E siamo anche contrari a coloro che vogliono farsi giustizia da sé. Appena saputa la notizia dell’assassinio di Swami Laxamananda Saraswati e di altri 5 suoi seguaci, ho diffuso una mia dichiarazione in cui condannavo con forza il vile attacco e le uccisioni. Ho chiesto a tutti di rimanere pacifici e in armonia. Noi vogliamo relazioni di amicizia con tutte le comunità”.

Notizie di nuove violenze continuano a giungere da tutta la diocesi: una cappella bruciata a Sundergarh, un veicolo delle suore distrutto  a G. Udayagir,…

“Siamo totalmente abbandonati. Questa mattina le autorità hanno mandato qui 3 poliziotti per vigilare il convento delle suore e la casa del vescovo. Non hanno neanche un bastone: come potranno proteggerci dalla furia della folla?”.

Per mons. Cheenath l’origine di queste violenze contro i cristiani (e musulmani) sta nell’ideologia costruita attorno all’Rss (che ispira anche molti gruppi fanatici, legati politicamente al Bjp (Bharatiya Janata Party, il partito all’opposizione in India). “Golwalkar, un membro fondatore dell’Rss in un suo libro traccia un’idea di nazione presa in prestito dal nazismo di Hitler. La sua ammirazione per Hitler è nota. Egli rifiutava l’idea che l’India è un Paese laico, e proponeva al suo posto la Hindu Rashtra (“sistema indù”) che influenza una parte della popolazione indiana”.

Nell’Hindu Rashtra non vi è spazio per le altre confessioni religiose.

“Noi qui in Orissa – continua mons. Cheenath – siamo colpiti a causa della Croce”. In Orissa oltre il 94% della popolazione è indù. Il cristianesimo è praticato dal 2,4% degli abitanti. Ma si registrano molte conversioni fra i tribali, spesso abusati dalla popolazione delle città.

“Qui – aggiunge il vescovo – la maggioranza vorrebbe eliminare la croce,… ma essa ha ormai radici molto profonde in Orissa e il cancro del nazionalismo non prevarrà. La Chiesa sarà luce per molte generazioni a venire”.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
18/09/2008 INDIA
Arcivescovo di Delhi: Violenze sui cristiani segnano la crisi della democrazia indiana
di Nirmala Carvalho
25/08/2008 INDIA
Orissa: violenze e distruzioni contro i cristiani, accusati di aver ucciso leader radicale indù
29/10/2008 INDIA
La Chiesa indiana ricorda p. Bernard Digal, martire della fede in Orissa
di Nirmala Carvalho
28/10/2008 INDIA
È morto p. Bernard Digal, l’India piange un nuovo martire dell'Orissa
di Nirmala Carvalho
13/09/2008 INDIA
Orissa, il dramma dei rifugiati: conversioni forzate all'induismo o nuove violenze
di Nirmala Carvalho

In evidenza
IRAQ - ITALIA
Lettera dell'arcivescovo di Mosul: Grazie per gli aiuti, che sostengono le sofferenze dei rifugiati
di Amel NonaLe offerte di tutti i donatori della campagna "Adotta un cristiano di Mosul" sono usate per acquistare cibo, vestiti pesanti, coperte per i profughi e affittare case o roulotte per affrontare l'inverno e il freddo che sono giunti molto presto. Due donne hanno difeso la loro fede cristiana davanti ai miliziani islamisti che volevano convertirle, minacciandole di uccidere. Rifugiato fra i rifugiati, mons. Nona scopre un modo nuovo di essere pastore.
IRAQ - ITALIA
"Adotta un cristiano di Mosul": raccolti e inviati quasi 700mila euro. La campagna continua
di Bernardo CervelleraInviata la seconda tranche di aiuti, raccolti nel mese di settembre. In Medio oriente e in Iraq si gioca il destino dei rapporti fra oriente e occidente. L'appello di papa Francesco e del Sinodo. I governi tiepidi. Gli aiuti giunti da tutto il mondo: una nuova comunità internazionale che sconfigge la "globalizzazione dell'indifferenza".
IRAQ-VATICANO
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del vescovo per i primi aiuti
di Amel NonaMons. Amel Nona, vescovo caldeo di Mosul, anch'egli rifugiato, ringrazia tutti i donatori della campagna lanciata da AsiaNews. La situazione è sempre più difficile per il numero enorme di profughi e per l'arrivo dell'inverno e della neve, che rendono impossibile alloggiare nelle tende o all'aperto. La crisi, un'occasione che rende attiva la fede dei cristiani.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate