5 Agosto 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 25/08/2008
INDIA
Vescovo dell’Orissa: Nazionalismo indù, “un cancro” dell’India
di Nirmala Carvalho
Mons. Raphael Cheenath, arcivescovo di Cuttack-Bubaneshwar parla della situazione della sua Chiesa, dopo i nuovi attacchi contro chiese, auto e persone in Orissa. C’è un legame fra l’ideologia nazionalista indù e il nazismo. Ma il cristianesimo ha ormai “profonde radici” e la Chiesa è “luce” per molti tribali e fuori casta.

Bubaneshwar (AsiaNews) – Il nazionalismo indù, che sta fomentando attacchi contro i cristiani, è un vero e proprio “cancro” che mette in crisi la convivenza fra comunità, che è alla base della società indiana. Le radici di questo nazionalismo – soprattutto attraverso la Rss (Rashtriya Swayamsevak Sangh, Organizzazione dei volontari nazionalisti) si possono trovare nel nazismo hitleriano. Mentre i suoi sacerdoti sono in fuga per salvarsi dalle folle di fanatici che stanno dando la caccia ai cristiani, l’arcivescovo di Bubaneshwar afferma: la Croce ha ormai radici molto profonde in Orissa…La Chiesa sarà luce per molte generazioni a venire”.

Mons. Raphael Cheenath, verbita, arcivescovo di Cuttack-Bubaneshwar (Orissa) racconta ad AsiaNews la situazione dei suoi fedeli, dopo gli attacchi di questi ultimi due giorni da parte di radicali indù a chiese, centri sociali e pastorali, parrocchie e conventi:

“P. Thomas, il direttore del nostro centro pastorale è nascosto nella foresta e guarda piangente e triste il centro pastorale che sta bruciando. Poco prima dell’attacco mi ha telefonato e gli ho detto: Prega e stai attento”, ma poi ha visto tutta la folla che arrivava e hanno dovuto fuggire nella foresta per salvarsi la vita. Il centro pastorale ci era costato oltre 15 milioni di rupie”.

La nuova ondata di distruzioni è avvenuta dopo l’uccisione del leader radicale indù Swami Laxanananda, avvenuta il 23 agosto, di cui sono stati accusati i cristiani. “Noi cristiani – continua il vescovo – rifiutiamo la violenza e condanniamo ogni atto di violenza e terrorismo. E siamo anche contrari a coloro che vogliono farsi giustizia da sé. Appena saputa la notizia dell’assassinio di Swami Laxamananda Saraswati e di altri 5 suoi seguaci, ho diffuso una mia dichiarazione in cui condannavo con forza il vile attacco e le uccisioni. Ho chiesto a tutti di rimanere pacifici e in armonia. Noi vogliamo relazioni di amicizia con tutte le comunità”.

Notizie di nuove violenze continuano a giungere da tutta la diocesi: una cappella bruciata a Sundergarh, un veicolo delle suore distrutto  a G. Udayagir,…

“Siamo totalmente abbandonati. Questa mattina le autorità hanno mandato qui 3 poliziotti per vigilare il convento delle suore e la casa del vescovo. Non hanno neanche un bastone: come potranno proteggerci dalla furia della folla?”.

Per mons. Cheenath l’origine di queste violenze contro i cristiani (e musulmani) sta nell’ideologia costruita attorno all’Rss (che ispira anche molti gruppi fanatici, legati politicamente al Bjp (Bharatiya Janata Party, il partito all’opposizione in India). “Golwalkar, un membro fondatore dell’Rss in un suo libro traccia un’idea di nazione presa in prestito dal nazismo di Hitler. La sua ammirazione per Hitler è nota. Egli rifiutava l’idea che l’India è un Paese laico, e proponeva al suo posto la Hindu Rashtra (“sistema indù”) che influenza una parte della popolazione indiana”.

Nell’Hindu Rashtra non vi è spazio per le altre confessioni religiose.

“Noi qui in Orissa – continua mons. Cheenath – siamo colpiti a causa della Croce”. In Orissa oltre il 94% della popolazione è indù. Il cristianesimo è praticato dal 2,4% degli abitanti. Ma si registrano molte conversioni fra i tribali, spesso abusati dalla popolazione delle città.

“Qui – aggiunge il vescovo – la maggioranza vorrebbe eliminare la croce,… ma essa ha ormai radici molto profonde in Orissa e il cancro del nazionalismo non prevarrà. La Chiesa sarà luce per molte generazioni a venire”.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
18/09/2008 INDIA
Arcivescovo di Delhi: Violenze sui cristiani segnano la crisi della democrazia indiana
di Nirmala Carvalho
25/08/2008 INDIA
Orissa: violenze e distruzioni contro i cristiani, accusati di aver ucciso leader radicale indù
29/10/2008 INDIA
La Chiesa indiana ricorda p. Bernard Digal, martire della fede in Orissa
di Nirmala Carvalho
28/10/2008 INDIA
È morto p. Bernard Digal, l’India piange un nuovo martire dell'Orissa
di Nirmala Carvalho
13/09/2008 INDIA
Orissa, il dramma dei rifugiati: conversioni forzate all'induismo o nuove violenze
di Nirmala Carvalho

In evidenza
CINA
Wenzhou, anche la Chiesa non ufficiale contro le demolizioni. La diocesi in digiuno
di Joseph YuanDopo la marcia del 90enne vescovo ufficiale mons. Vincent Zhu Weifang, il coadiutore mons. Peter Shao Zhumin e tutto il clero non ufficiale pubblicano una lettera aperta in cui chiedono di fermare la campagna di demolizione delle croci. Un appello ai cattolici “della Cina e del mondo intero” affinché si uniscano alla protesta, a sostegno della Chiesa cinese. Persino un vescovo illecito manifesta solidarietà con il clero del Zhejiang, contro gli atti del governo.
CINA
Wenzhou: Vescovo 90enne e 26 preti manifestano contro la demolizione delle croci
di Joseph YuanNon è la prima volta che l'anziano vescovo e i suoi sacerdoti si esprimono contro la campagna di demolizione di croci e chiese, che ha colpito oltre 400 edifici. La polizia ha cercato di disperderli e il gruppo ha presentato una petizione. La coroncina della Divina Misericordia a sostegno della Chiesa cinese. Entro il 31 agosto verranno abbattute le croci delle chiese nella zona di Lishui.
ISRAELE-IRAN
Dopo l’accordo sul nucleare, Israele dovrebbe diventare il miglior alleato dell’Iran
di Uri AvneryE’ la tesi del grande statista e pacifista Uri Avnery, leader del gruppo Gush Shalom, sostenitore della pace fra israeliani e palestinesi. Secondo Avnery, l’Iran desidera solo essere una potenza regionale e del mondo islamico, capace di commerciare con tutti, grazie alla sua raffinata e millenaria esperienza. Di fronte, rivolti al passato, vi sono le monarchie e gli emirati del Golfo. L’Iran può essere un ottimo alleato contro Daesh. Gli abbagli di Netanyahu e dei politici e media israeliani. (Traduzione dall’inglese di AsiaNews).

Dossier


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate