02/01/2005, 00.00
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Vescovo delle Andamane: "Tutto è distrutto, ma mi inchino davanti a Dio"

Mons. Dias: "Qui ci sono 15 mila morti". Ma il governo indiano parla di 712 vittime e 3700 dispersi.

Port Blair (AsiaNews) – "Dalle informazioni che ho ricevuto nelle nostre isole ci sono stati 10 mila morti, ma il loro numero potrebbe arrivare fino a 15 mila". Lo scrive mons. Aleixo Dias, vescovo di Port Blair, capitale nelle isole Andamane, in un messaggio pervenuto ad AsiaNews. La diocesi di Port Blair è una delle zone più colpite dallo tsunami che si è abbattuto sul sudest asiatico. Il maggior numero di morti si sarebbe verificato nelle isole Nicobare, situate a sud di Port Blair.

Finora il governo indiano, che ha interdetto alle ong internazionali e ai giornalisti l'accesso all'arcipelago delle Andamane, parla di 712 morti accertati e 3745 dispersi, a fronte di una popolazione complessiva di 350 mila persone. Le isole Andamane (500 in totale, molte delle quali non abitate) si trovano a poche decine di chilometri dall'epicentro del terremoto che il 26 dicembre ha squassato l'oceano Indiano al largo di Sumatra.

Nella sua lettera mons. Dias afferma che la zona più colpita della sua diocesi è Car Nicobar, un'isola abitata da tribali nicobari, la maggior parte dei quali di fede anglicana. "Lo tsunami" scrive il vescovo "ha spazzato via la loro cattedrale e la residenza del vescovo il quale, da quanto mi hanno detto, si trova da qualche parte nella giungla".

Mons. Dias "ringrazia Dio" che tutto il personale ecclesiastico della diocesi di Port Blair – sacerdoti, suore e catechisti – si sia salvato dal disastro. "Ma le nostre chiese, i conventi, le scuole sono andati completamente distrutti". Il vescovo si chiede il senso di tutto questo: "Grazie all'aiuto di Dio negli ultimi 20 anni, da quando sono diventato il primo vescovo di questa nuova diocesi, sono state costruire nuove parrocchie, conventi, case di accoglienze e scuole: ora, vedendo tutte queste opere distrutte, mi chiedo quale messaggio il Signore stia dando a me e a noi". E risponde: "Mi inchino davanti a Dio e dico: "Sia fatta la tua volontà".

"Stiamo cercando di fare del nostro meglio nei lavori di soccorso" scrive mons. Dias. "Migliaia di persone sono state evacuate dalle isole Nicobare con aerei e navi e sono arrivate a Port Blair". Il vescovo e i suoi collaboratori prestano il loro aiuto per alleviare le sofferenze delle persone che cercano un rifugio dopo aver perso le persone care e i propri beni: "È un colpo al cuore sentire le loro storie tristi. Molti di loro si sono salvati nuotando, stando sugli alberi, passando giorni e notti nella giungla". Il vescovo invita a "ricordarvi di noi nelle vostre preghiere".

La diocesi di Port Blair conta 38860 cattolici, 12 parrocchie, 38 sacerdoti, 24 religiosi e 88 religiose. (LF)

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