27 Aprile 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 28/12/2011
RUSSIA
Vescovo di Mosca: senza fede la Russia è insignificante per il mondo
di Marta Allevato
Mons. Pezzi parla del senso del Natale nella comunità russa, in un momento di grandi cambiamenti sociali, fa il punto sul dialogo ecumenico con la Chiesa ortodossa e invia i suoi auguri ai fratelli ortodossi.

Mosca (AsiaNews) – In un momento di grandi cambiamenti sociali, “la fede cristiana vissuta deve tornare a rappresentare l’elemento protagonista della società russa, se questa vuole essere di nuovo un punto di riferimento anche per il mondo intero”. A spiegarlo è l’arcivescovo della Madre di Dio a Mosca, mons. Paolo Pezzi, che in un’intervista ad AsiaNews commenta il senso del Natale per la comunità cattolica russa oggi e individua nel “comune dono del martirio” il segno e il richiamo a intensificare un cammino di comunione con la Chiesa ortodossa.

Eccellenza, che valore ha quest’anno il Natale?

Anzitutto il Natale è l’occasione per ricordare che Dio si è fatto uomo e lo ha ha fatto in un preciso momento di tempo che ha dato significato al Tempo e a tutta la Storia. Il Natale è sempre una nuova opportunità di fermarsi a contemplare questo mistero e ringraziare Dio che non solo ha creato l’uomo, ma è divenuto ed è rimasto nel tempo una compagnia stabile all’uomo attraverso la Chiesa.

E che significato può avere questo, oggi, per la comunità russa?

Riprenderei una cosa che ha detto di recente il Papa e che è applicabilissima alla nostra situazione, quella russa: la necessità che la domanda su Dio torni a essere attuale, che questa riguardi soprattutto la Chiesa, e che questa domanda possa tornare a informare come criterio la vita sociale, politica ed economica dei Paesi in cui viviamo.

Ma questo è ancora possibile in Russia, un Paese uscito da 70 anni di ateismo di Stato?

Penso che la fede cristiana vissuta deve tornare ad essere l’elemento protagonista di questa società se questa società vuole tornare ad essere un punto di riferimento anche per il mondo intero. In questo senso il pellegrinaggio alla cintura della Vergine a Mosca è stato il segno di una grande devozione e anche il segno che certi avvenimenti sono in grado di muovere il popolo. Quello che occorre, a mio parere, è che assieme a questo ci sia una presa di coscienza del valore di fede che ha anche un pellegrinaggio.

Quali sono stati i momenti più significativi della vita della comunità cattolica russa in questo 2011?

Di certo quelli legati ad alcune ricorrenze, in particolare il centenario della consacrazione della cattedrale di Mosca, e poi alcuni altri anniversari analoghi in altre città. Questo è stato occasione innanzitutto di una maggiore presa di coscienza della storia della Chiesa cattolica in questo Paese e hanno favorito una maggior presa di coscienza tra i fedeli di portare nell’oggi il nostro contributo a questa società. Anche la giornata mondiale dei giovani col Papa in Spagna ha avuto un grande significato: l’incontro con Benedetto XVI ha suscitato un’onda realmente grande tra i giovani in Russia al punto che in diverse migliaia sono andati fisicamente a Madrid. L’appuntamento è stato accompagnato da una serie di incontri di testimonianza che abbiamo avuto coi giovani, molto significativi nella direzione di una presa di coscienza del valore della propria umanità di fronte al mistero di Dio presente e della propria vita come vocazione, come possibilità di spenderla per il bene del mondo, per la costruzione di un mondo nuovo.

A fine 2011 possiamo fare il punto del dialogo ecumenico con la Chiesa ortodossa e tracciarne le prospettive di sviluppo per il prossimo anno?

Con gli ortodossi almeno, almeno a livello locale in Russia, non abbiamo formulato un’agenda di particolari appuntamenti per il prossimo anno. A mio parere è stata molto significativa, anche dal punto di vista dei rapporti tra le Chiese, una serie di conferenze, l’ultima svoltasi a Mosca organizzata dal Patriarcato, sulla persecuzione dei cristiani nel mondo. Questo ultimo convegno mi è parso importante anche operativamente per alcuni elementi emersi, come la necessità e la possibilità di fare un monitoraggio della situazione coordinato tra le Chiese, cioè considerando la persecuzione dei cristiani l’opportunità di rendere sensibili con azioni comuni quei governi e quegli Stati che possono fare qualcosa almeno per ridurre se non eliminare la persecuzione. Questo permette di essere coscienti in modo comune che essere testimoni di Cristo può portare al dono della propria vita con l’effusione del sangue. E si tratta di una consapevolezza che riguarda tutti i cristiani e non solo una comunità o Chiesa. E in questo c’è anche il segno e il richiamo a intensificare un cammino di comunione.

A breve, il 7 gennaio, anche la Chiesa russo-ortodossa festeggerà il Natale. Che augurio vuole inviare?

Quello che io posso fare ai fratelli cristiani ortodossi è lo stesso augurio che faccio e farò a me stesso e alla nostra chiesa locale: di poter vivere con sempre maggiore intensità questo avvenimento che è la cosa più bella che sia accaduta nella storia cioè che Dio si è fatto uomo.



invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
07/10/2010 RUSSIA
Il Patriarcato di Mosca ringrazia i cattolici per il sostegno agli ortodossi all'estero
23/04/2013 SIRIA
Papa: "Prego per la liberazione di mons. Ibrahim e mons. Boulos al-Yaziji"
11/05/2011 RUSSIA – VATICANO
Nuovo nunzio incontrerà a breve i vertici del Patriarcato di Mosca
di Nina Achmatova
12/11/2010 RUSSIA
Mosca favorisce la Chiesa ortodossa nella restituzione delle proprietà nazionalizzate
di Nina Achmatova
14/03/2011 RUSSIA
Patriarcato di Mosca: la “triade” dei valori ortodossi del XXI secolo
di Nina Achmatova

In evidenza
VATICANO
Papa: Il ricordo e la preghiera per una “nuova tragedia” dei migranti, “fratelli nostri” che “cercavano la felicità”Al Regina Caeli, papa Francesco fa pregare per le centinaia di vittime del barcone affondato al largo della Libia. Un appello alla comunità internazionale perché “agisca con decisione e prontezza”. “Ogni battezzato è chiamato a testimoniare, con le parole e con la vita, che Gesù è risorto, che è vivo e presente in mezzo a noi”. Il messaggio cristiano “non è una teoria, un’ideologia o un complesso sistema di precetti e divieti, oppure un moralismo, ma un messaggio di salvezza, un evento concreto, anzi una Persona: è Cristo risorto, vivente e unico Salvatore di tutti”. Il papa sarà a Torino il 21 giugno per onorare la Sindone, la cui ostensione comincia oggi.
ARABIA SAUDITA - YEMEN
Con la guerra in Yemen, l’Arabia Saudita maschera le tensioni interne
di Afshin ShahiIl conflitto in Yemen serve all’Arabia Saudita per coprire i suoi problemi interni, primo tra tutti la disuguaglianza tra le classi e il settarismo religioso. La famiglia reale ostenta lo sfarzo più assoluto mentre il 20% della popolazione vive in povertà. Molti giovani sauditi scontenti alimentano l’esercito dei “foreign fighters” dello Stato islamico (IS). Il 15% della popolazione è di religione sciita e subisce pesanti restrizioni dallo Stato sunnita. La lucida analisi di Afshin Shahi, Direttore del Centro di studi di politica islamica e Professore di Relazioni Internazionali e di Politica del Medio Oriente all’università di Bradford.
VATICANO
Papa: Sulle persecuzioni dei cristiani, la comunità internazionale “non assista muta e inerte”, non “rivolga il suo sguardo da un’altra parte”Al Regina Caeli (la preghiera mariana nel tempo di Pasqua), per la sesta volta in una settimana, papa Francesco ricorda il martirio dei cristiani e denuncia l’indifferenza della comunità internazionale verso questa “preoccupante deriva dei diritti umani più elementari”. I martiri di oggi “sono tanti e possiamo dire che siano più numerosi che nei primi secoli”. “La fede nella risurrezione di Gesù - ha continuato - e la speranza che Egli ci ha portato è il dono più bello che il cristiano può e deve offrire ai fratelli. A tutti e a ciascuno, dunque, non stanchiamoci di ripetere: Cristo è risorto!”

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate