02/04/2015, 00.00
GIAPPONE
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Vescovo di Niigata: Pasqua, per rendere meno timida la Chiesa del Sol Levante

di Tarcisio Isao Kikuchi
Mons. Tarcisio Isao Kikuchi, invia ad AsiaNews una riflessione sulla Resurrezione di Cristo: “Come i discepoli, anche i cattolici giapponesi devono trasformarsi in dinamici seguaci del Signore. La società nipponica deve capire che la vera vittoria viene da Dio, non dal denaro o dal nazionalismo”.

Niigata (AsiaNews) – La Chiesa giapponese “deve avere il coraggio di andare fuori, abbandonare le proprie zone sicure e fissare lo sguardo sul mistero pasquale. Così, come i discepoli, ci trasformeremo da timidi a dinamici messaggeri del Vangelo”. Lo scrive il vescovo di Niigata, mons. Tarcisio Isao Kikuchi, in una riflessione sulla Pasqua inviata ad AsiaNews.

Nella cattedrale diocesana, mons. Kikuchi ha celebrato lo scorso 22 febbraio il rito di ammissione al catecumenato per cinque nuovi fedeli: “Per quanto il numero sia piccolo – riflette il presule – è comunque confortante per i nostri nuovi cattolici sentire la presenza fisica della comunità, riunita in chiesa per accoglierli. La cattedrale è parte della diocesi, che a sua volta è parte della Chiesa universale, Corpo di Cristo”. Di seguito il testo del messaggio.

Con la Sua gloriosa resurrezione, il nostro Signore Gesù Cristo ha mostrato ai suoi discepoli il potere di Dio, in grado di distruggere il più forte fra i nemici degli esseri umani, e quindi ha insegnato loro che non vi è nulla da temere in questo mondo. Attraverso questa esperienza di vittoria della vita sulla morte, i timidi discepoli cambiano e diventano messaggeri dinamici del messaggio evangelico.

Papa Francesco ci ha chiesto di essere una “Chiesa in uscita”, e noi siamo chiamati ad obbedire alla sua chiamata. Dobbiamo uscire dalle nostre zone, conosciute e confortevoli, per raggiungere le “periferie” che hanno bisogno della luce del Vangelo.

Questo è particolarmente importante alla luce dell’attuale situazione del Giappone. Il nostro è un Paese che tende ad essere conservatore e introverso, tende a giudicare gli altri invece che a riconciliarsi con loro e tende a preferire i valori della società invece che quelli del Vangelo. In questa situazione, i cattolici giapponesi devono ricordare cosa accadde ai discepoli di Cristo che hanno fatto l’esperienza della resurrezione del Signore.

Anche noi, come quei discepoli, dobbiamo cambiare e divenire messaggeri dinamici del messaggio del Vangelo. Dobbiamo trasmettere i valori che contiene nella nostra società, senza paura. Dobbiamo essere abbastanza coraggiosi per rispondere alla sfida di “andare oltre”, essere una “Chiesa in uscita” e avere coraggio nella fede per abbandonare la nostra “zona protetta”.

Purtroppo, in Giappone la Pasqua non è molto conosciuta – almeno se la si paragona al Natale. Nel periodo natalizio è più facile per noi cattolici trasmettere il nostro messaggio al pubblico giapponese. Ma questo non deve fermarci: voglio trasmettere alla società che la vera vittoria per gli esseri umani non viene dal guadagno economico o dall’orgoglio nazionale, ma viene soltanto da Dio. Il Creatore di tutti noi. 

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