11/10/2018, 09.00
TURCHIA - A. SAUDITA - QATAR
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Vicenda Khashoggi: i media sauditi accusano il Qatar e la fidanzata turca

Per allentare la pressione internazionale su Riyadh, quotidiani e tv locali indicano in Doha il capro espiatorio. Il Qatar avrebbe manovrato per incrinare i rapporti fra Riyadh e Ankara. Sospetti e ombre anche sulla compagna, che sarebbe “totalmente sconosciuta” ai familiari del giornalista. 

Istanbul (AsiaNews/Agenzie) - La scomparsa del giornalista e intellettuale saudita Jamal Khashoggi, voce critica del governo di Riyadh e del principe ereditario Mohammad bin Salman (Mbs), è avvolta sempre più nel mistero. La Turchia accusa Riyadh di aver voluto annientare una voce critica del regime, con una esecuzione mirata avvenuta all’interno del consolato a Istanbul; il corpo sarebbe stato smembrato in un secondo momento, i resti occultatii. La comunità internazionale, in testa gli Stati Uniti, chiedono chiarimenti. Da qui la scelta della stampa saudita di contrattaccare, accusando il Qatar di coinvolgimento. 

All’indomani della sparizione del giornalista, i principali quotidiani del regno si sono limitati a raccontare la vicenda senza fornire particolari indicazioni sui (presunti) responsabili. Negli ultimi due giorni si è registrata una netta inversione di tendenza, con la pubblicazione di una serie di articoli sui principali quotidiani in cui si accusa il Qatar, col quale è in atto da tempo una guerra diplomatica, economica e commerciale. 

Quotidiani e televisioni del regno [l’Arabia Saudita è 169ma su 180 nazioni al mondo per libertà di stampa secondo Reporter senza frontiere] puntano il dito contro Doha, responsabile della misteriosa sparizione del giornalista e intellettuale. Il Qatar diventa così il capro espiatorio ideale per evitare un confronto con la Turchia (alleato e partner di Doha) e la comunità internazionale, soprattutto gli Stati Uniti che insistono per avere informazioni dall’alleato saudita.

Khashoggi si era rivolto al consolato saudita a Istanbul per ottenere dei documenti necessari per convolare a nuove nozze con la compagna Hatice Cengiz, donna di nazionalità turca che ha denunciato per prima la sparizione. L’uomo aveva chiesto alla compagna di rivolgersi alle autorità turche [in particolare di contattare un consigliere di Recep Tayyip Erdogan] nel caso in cui non fosse tornato.

Colleghi e amici hanno lanciato la campagna #JamalKhashoggiDisappeared, in arabo e inglese, che ha raccolto migliaia di adesioni. 

L’intellettuale e giornalista saudita era andato in esilio lo scorso anno negli Stati Uniti, nel timore di un possibile arresto da parte delle autorità del regno per aver criticato alcune decisioni del principe ereditario e uomo forte del Paese Mbs. Fra queste l’intervento militare di Riyadh in Yemen e la campagna di repressione interna, che ha colpito fra gli altri l’economista Essam Al-Zamel. 

Ieri il quotidiano al-Riyadh ha accusato il canale satellitare del Qatar al-Jazeera di diffondere false informazioni sulla vicenda. Al-Arabya, rilanciando le parole di un esperto di comunicazione dell’università re Saud di Riyadh. accusa Doha di voler incrinare le relazioni fra Turchia e Arabia Saudita. La catena satellitare saudita non risparmia nemmeno la fidanzata turca di Khashoggi, affermando che sarebbe “totalmente sconosciuta” ai familiari del giornalista e avrebbe ricoperto “un ruolo centrale” nella sua sparizione. 

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