07/05/2020, 08.39
INDIA
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Visakhapatnam, almeno 9 morti e centinaia di feriti per una fuga di gas

di Nirmala Carvalho

Una fuga di gas stirene è avvenuta questa notte dai depositi della compagnia LG Polymers, una multinazionale. La ditta aveva appena riaperto dopo quasi due mesi di lockdown. Mons. Prakash Mallavarapu: “Il gas si è diffuso nel raggio di 3 km è ha colpito persone, animali, uccelli, alberi. Si dice che sia un gas che può essere mortale, e che colpisce il sistema nervoso”. “Una tragedia simile a quella di Bhopal”.

Visakhapatnam (AsiaNews) – Almeno nove persone sono morte e centinaia sono feriti per una fuga di gas avvenuta a Visakhapatnam (Andhra Pradesh, India sud-est). Secondo diverse testimonianze, la fuga di gas è avvenuta nelle prime ore del mattino (verso le 3) mentre la gente stava dormendo. I primi dati di un’inchiesta ufficiale rivelano che si tratta di gas stirene che era conservato in due depositi da 5mila tonnellate l’uno nella ditta LG Polymers, una compagnia multinazionale. La fuga è avvenuta alla riapertura dell’azienda, rimasta chiusa dal 24 marzo, data in cui è stata imposta la quarantena nel Paese. È probabile che l’impianto sia stato riaperto senza seguire le procedure specifiche. Lasciato incustodito per quasi due mesi, il gas – che ha bisogno di essere fortemente refrigerato – è fuoriuscito alla prima operazione.

L’arcivescovo di Visakhapatnam, mons. Prakash Mallavarapu, racconta ad AsiaNews: “Il gas si è diffuso nel raggio di 3 km è ha colpito persone, animali, uccelli, alberi. Si dice che sia un gas che può essere mortale, e che colpisce il sistema nervoso”.

Nella notte, la gente che ha scoperto la fuga di gas ha cercato di fuggire, mentre decine di persone cadevano per terra perdendo conoscenza. La polizia ha dichiarato che decine di abitanti sono stati trovati svenuti lungo la strada e intrappolati nelle loro case. Tutti hanno sperimentato forti bruciori agli occhi. Diverse centinaia sono ora ricoverate nell’ospedale della città. Le autorità stanno evacuando gli abitanti dall’area inquinata.

Il vescovo spiega: “Vicino alla fabbrica, a Butchirajupalem, vi è la chiesa di St. Thomas. Grazie a Dio il parroco e le suore del convento affianco stanno bene. Durante la notte I sacerdoti hanno accolto alcune famiglie nel compound della parrocchia, cercando di dare loro qualche cura e sollievo”.

Per Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians, l’incidente è una “enorme tragedia”. “Si tratta – ha detto ad AsiaNews – di una negligenza criminale da parte della compagnia, che ha lasciato senza custodia un prodotto chimico così instabile. Si è dato il permesso di aprire questo impianto nel bel mezzo di una città fortemente popolata, con misure di sicurezza molto discutibili. Questa è una tragedia simile a quella di Bhopal”.

La città di Bhopal (Madhya Pradesh) è ricordata perché nel 1984 una fuga di gas (isocianato di metile) ha ucciso migliaia di persone. Dopo più di 35 anni, la popolazione subisce ancora le conseguenze e molti nuovi nati presentano disabilità come effetto di quella fuoriuscita.

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