21/09/2020, 14.03
PAKISTAN
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Waqar Masih, cristiano e testimone scomodo: la polizia ha ucciso suo padre e un altro giovane cristiano

di Shafique Khokhar

Il giovane 25enne è stato arrestato per possesso e smercio di droga. In realtà la polizia lo vuole eliminare perché è testimone di due omicidi commessi da un gruppo di poliziotti. Gli autori degli assassini hanno cercato anche di corromperlo offrendogli una grande somma. L’organizzazione Human Rights Focus Pakistan lo sta difendendo.

Toba Tek Singh (AsiaNews) - Waqar Masih, 25 anni (foto 1), è un cristiano piuttosto povero, in prigione con l’accusa di aver smerciato droga. Ma queste sono false accuse. In realtà egli è stato incastrato dalla polizia perché chiede giustizia per suo padre, Younas Masih, 48 anni (foto 2), ucciso da alcuni poliziotti alcuni mesi fa, e perché Waqar è testimone dell’assassinio, sempre da parte di poliziotti, del giovane cristiano Khurram Masih.

Il 22 giugno scorso, l’ufficiale di polizia Arif Jutt, insieme ad alcuni suoi colleghi, sono entrati nella casa di Younas Masih in un villaggio di Gojra, distretto di Toba Tek Singh e lo hanno torturato insieme alla moglie Tahira Bibi e ai suoi figli Arslan Masih e Karaf Masih. I poliziotti cercavano l’altro figlio, Waqar, che non era in casa in quel momento. A causa delle torture, Younas Masih ha subito molte ferite. Prima di abbandonare la casa, la polizia ha arrestato i due giovani, Arslan e Karaf. Ma nella loro prima notte di prigione, essi hanno avuto la notizia della morte del loro padre. La polizia allora ha rilasciato subito i due giovani.

Un gruppo legato a Human Rights Focus Pakistan (Hrfp), ha intanto raccolto prove visitando le vittime a casa, intervistando le famiglie e i vicini, compresi Muhammad Awais e Muhammad Usama (testimoni oculari dell’attacco della polizia su Younas Masih e la sua famiglia).

Arslan Masih ha raccontato a Hrfp che suo fratello Waqar Masih è un giovane molto servizievole per tutti i cristiani locali. Egli è testimone oculare dell’assassinio del giovane Khurram Masih, il cui caso è gestito dalla stazione di polizia di Gojra e implica anche alcuni poliziotti di Gojra. La polizia ha cercato di fare pressione su Waqar per non farlo testimoniare. Uno degli accusati nella morte di Khurram è proprio l’ufficiale di polizia Arif Jutt che davanti al rifiuto di Waqar, ha attaccato la sua famiglia e ha causato la morte di Younas Masih per tortura.

All’inizio, la polizia ha rifiutato di accettare una denuncia sulla morte di Younas Masih, contro Arif Jutt e i suoi colleghi. Solo dopo che Waqar ha portato il cadavere del padre in una strada vicina, la polizia ha accettato la denuncia. Intanto, Arif Jutt e tutti I poliziotti implicati, sono fuggiti e si sono nascosti, con l’aiuto del loro dipartimento.

Il 15 luglio scorso, la polizia ha domandato al notabile del villaggio, Aurang Zaib Jutt, di convincere Waqar a trovare un’intesa con Arif Jutt. Aurang Zaib ha fatto notare a Waqar che essendo lui parte di una minoranza (cristiana) più debole nel villaggio, deve cercare di non sfidare i musulmani. Così, in cambio del ritiro della sua testimonianza, Waqar si è visto offerta una grossa somma di denaro. Ma egli non ha accettato perché “me lo proibisce la mia fede”, ha detto.

Arif Jutt ha pensato allora di vendicarsi, incastrando Waqar Masih con false accuse, per dare un esempio agli altri cristiani sul modo in cui devono comportarsi davanti ai musulmani e alla polizia del dipartimento.

Il 16 agosto scorso, Waqar Masih è stato fermato mentre sedeva sulla motoretta del suo amico, Muhammad Usama (anch’egli testimone oculare dell’attacco a Younas Masih). Le forze antidroga (Anti-Narcotics Force, ANF) lo hanno arrestato con l’accusa di possesso e spaccio di 4800 chili di mariujana, e perché in possesso anche di due pistole illegali.

Waqar ora è in prigione e l’Hrfp sta seguendo la sua vicenda, aiutando anche la sua famiglia che è sotto minaccia.

Naveed Walter, presidente dell’Hrfp, afferma che la vicenda e le accuse contro Waqar Masih sono un altro caso in cui si rivela il vero volto della polizia e il modo in cui essa influenza i processi. I parenti di Waqar si lamentano che vi sia una tale mancanza di giustizia: “Sembra che davanti ai cristiani – dicono – tutte le forze dell’istituzione si coalizzino contro, anche la polizia, i religiosi locali e le autorità politiche”.

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