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» 25/05/2012
PAKISTAN – STATI UNITI
Washington taglia gli aiuti al Pakistan, per la condanna del “dottore di bin Laden”
Dal pacchetto di aiuti verranno tolti 33 milioni di dollari, uno per ogni anno di carcere comminato a Shakil Afridi. Egli è stato incriminato per “tradimento”; secondo l’accusa ha promosso un programma di vaccinazione per raccogliere informazioni destinate all’intelligence Usa. Clinton: pena “infondata e ingiustificata”.

Islamabad (AsiaNews/Agenzie) - Una commissione del Senato statunitense ha deciso di tagliare (30 a 0 l'esito del voto) gli aiuti al Pakistan, per un importo "simbolico" di 33 milioni di dollari. La decisione è giunta ieri, in seguito all'approvazione di un emendamento alla legge sugli aiuti esteri del governo Usa, il cui bilancio complessivo ammonta a 52 miliardi di dollari. Il taglio è proporzionale agli anni di carcere inflitti a un medico pakistano, per l'accusa di "tradimento"; egli avrebbe infatti "collaborato" all'individuazione del nascondiglio di Osama bin Laden, il leader del al Qaeda, poi ucciso in un raid delle forze speciali Usa ad Abbottabad - poco distante dalla capitale Islamabad - nel maggio 2011. Lo scorso 23 maggio Shakil Afridi è stato condannato da un tribunale tribale del distretto di Khyber - nell'ovest del Paese, lungo il confine con l'Afghanistan - a 33 anni di carcere e al pagamento di una multa di 3.500 dollari

I senatori Usa hanno deciso di togliere un milione di dollari di aiuti per ogni anno di galera inflitto al dottore che, al momento, è rinchiuso in una prigione a Peshawar e non ha potuto essere presente durante il dibattimento in aula, per portare la propria versione dei fatti.

Il segretario di Stato americano Hillary Clinton parla di condanna "infondata e ingiustificata"; Afridi è stato condannato per tradimento, perché avrebbe promosso un programma di vaccinazione di epatite B "fasullo", con il solo scopo di raccogliere campioni di Dna destinati ai servizi di intelligence statunitensi impegnati nella raccolta di informazioni sul fondatore di al Qaeda. "Gli Stati Uniti ritengono che - ha aggiunto il capo della diplomazia Usa - non vi sia alcuna ragione plausibile per rinchiudere Afridi. Dispiace vedere che sia stato condannato e la severità della sentenza".

Analisti ed esperti di politica internazionale ritengono che l'establishment pakistano ha deciso la condanna non solo come "gesto di sfida" verso Washington, ma anche per inviare un "messaggio" a tutti quei pakistani che "collaborano" con i diplomatici Usa in missione nel Paese, per farli desistere dal comportarsi come Afridi e "commettere il suo stesso sbaglio".

Il medico pakistano è stato arrestato pochi giorni dopo il raid compiuto dalle forze speciali Usa nel maggio dello scorso anno, che ha portato all'uccisione di bin Laden. Islamabad ha sempre giudicato l'azione ordinata dal governo statunitense una "violazione della sovranità territoriale". Nei giorni scorsi, inoltre, i due Paesi non sono riuscita a raggiungere un accordo - durante il summit Nato a Chicago - sulla riapertura della via di rifornimento alle truppe americane impegnate in Afghanistan, via Pakistan, chiusa nel 2011 dopo che un bombardamento dell'aviazione Usa ha causato 24 vittime fra i soldati pakistani.  


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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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