11/08/2015, 00.00
INDONESIA
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West Java, estremisti islamici bloccano la costruzione della parrocchia di S. Chiara

di Mathias Hariyadi
Gli oppositori affermano che i fedeli non hanno il permesso di costruzione. In realtà il permesso è stato ottenuto, dopo 17 anni. La chiesa dovrebbe servire 9mila fedeli. Il sindaco di Bekasi si piega alle pretese dei dimostranti. Nel Paese cresce l’intolleranza religiosa e si manifesta una certa “impotenza” del governo nel frenare gli estremisti islamici. Una lunga serie di chiese bloccate o demolite.

Jakarta (AsiaNews) – Gruppi di estremisti islamici sono riusciti ad ottenere il blocco della costruzione della chiesa parrocchiale di S. Chiara nel distretto di Bekasi (West Java), dopo una massiccia manifestazione durata tutta la giornata di ieri. I dimostranti affermano che la comunità cattolica non ha il permesso di costruzione. Quando il sindaco di Bekasi, Rahmat Effendi, ha mostrato il permesso, essi lo hanno accusato di averlo forgiato dietro pagamento di bustarelle. L’accusa è stata rifiutata dall’amministrazione di Bekasi, ma per il momento, Effendi ha consigliato ai cristiani di fermare la costruzione della chiesa. Per “minimizzare le tensioni” i cattolici celebreranno le messe domenicali in un edificio di proprietà dell’esercito.

Dal 2006, il permesso per costruire chiese (IMB, Izin Mendirikan Bangunan)  è divenuto molto complicato. Secondo un decreto congiunto del ministero per gli affari religiosi e quello degli interni, per essere approvato, ogni progetto di chiesa deve avere la firma di almeno 90 fedeli e deve essere sostenuto da almeno 60 firmatari residenti nell’area, approvati dal capo villaggio.

La parrocchia di S. Chiara – che aspettava il permesso da 17 anni - ha ottenuto tutte queste firme e l’IMB è stato concesso lo scorso 28 luglio, ma da allora, gruppi di estremisti islamici – a quanto pare non residenti locali – esigono che il piano di costruzione della chiesa sia smantellato. Ali Murtado, uno dei dimostranti afferma che nessuna chiesa deve essere costruita a North Bekasi, una città costituita solo da “pii musulmani”.

“Noi – aggiunge – esigiamo che il sindaco (che ha emesso l’IMB) lo revochi” dato che gli impiegati del comune lo hanno prodotto dietro pagamento di bustarelle.

Emmanuel Dapa Loka, uno dei parrocchiani e scrittore, dichiara ad AsiaNews: “Sono stato coinvolto di persona nel processo dell’ottenimento dell’IMB. Il comitato per la costruzione della chiesa ha compiuto con diligenza tutte le procedure legali. Tutti i documenti, comprese le firme dei vicini, sono stati compilati con professionalità; le loro lettere di sostegno  sono state stilate sotto la guida del ministero locale per gli affari religiosi e hanno ricevuto il sigillo ufficiale”.

“Il comitato di verifica  interreligioso – continua – e i rappresentanti del ministero degli affari religiosi di Bekasi sono venuti a visitare il luogo dove sorgerà la chiesa” che servirà almeno 9mila fedeli. Per tutto ciò, Emmanuel conclude che le accuse dei dimostranti sono false. Simili lamentele sono un cliché usato da gruppi estremisti per fermare lo sviluppo delle comunità cristiane.

Da Suharto a Widodo

Dopo la caduta del presidente Suharto nel 1998, Indonesia è sempre più caratterizzata dall’intolleranza religiosa. L’era di Suharto (1966-1998) presentava certo una gestione autoritaria del potere e un controllo totale sulla vita sociale, ma l’Indonesia di oggi sembra quasi “senza potere” nell’affrontare e ridurre l’influenza di gruppi musulmani estremisti che in modo sempre più frequente eseguono azioni contro gruppi minoritari, soprattutto cattolici e protestanti.

Il permesso (IMB) per costruire una cappella, una chiesa, per restaurarla o ricostruirla è divenuto una questione cruciale contro cui i fanatici si scagliano e protestano.

Lo scorso luglio una chiesa protestante che è stata restaurata, ha ricevuto l’ordine di demolizione dal governo di South Jakarta dopo un’ondata di proteste di gruppi estremisti, i quali affermavano che la chiesa non aveva ricevuto alcun permesso di costruzione.

Il governatore di Jakarta, Basuki Tjahaja Purnama, detto Ahok, ha fatto di tutto per garantire ai fedeli l’IMB, facendo notare che la chiesa esiste fin dal 1972 e che nessuno si è mai sentito offeso o disturbato, fino a che non sono arrivati gruppi esterni al villaggio che hanno organizzato proteste.

Come già detto, anche la parrocchia di S. Chiara ha ottenuto il suo IMB, eppure vi sono proteste. Qualcosa di molto peggio è successo alla chiesa di S. Bernadette a Ciledug (distretto di Tangerang), che aveva ottenuto il permesso, ma la costruzione ha dovuto essere interrotta perché i dimostranti hanno bloccato le entrate del cantiere della chiesa.

Lo scorso anno, un’altra chiesa di Cibubur ha subito le proteste di estremisti musulmani e la costruzione è stata rimandata.

Il caso più allarmante è quello della GKI Yasmin Church di Bogor (West Java). Fino ad oggi i cristiani protestanti non hanno accesso a poter utilizzare il sito di loro proprietà per costruire la chiesa. Per diversi fine-settimana I fedeli hanno celebrato il servizio liturgico davanti al palazzo presidenziale, ma il gesto non ha per ora influenzato il presidente Joko Widodo per fargli mettere in atto l’impegno a proteggere le minoranze religiose.

Era ancora peggio ai tempi del presidente Yodhoyono: egli ha sempre raccolto complimenti dall’estero per I suoi progetti in difesa dell’armonia religiosa, ma in realtà, la tolleranza religiosa nel Paese è andata sempre più calando.

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