20/03/2018, 12.08
CINA

Xi Jinping all’Anp: Solo il socialismo con caratteristiche cinesi salverà il Paese

Wang Zhicheng

In chiusura dell’Assemblea nazionale del popolo, il discorso del presidente, pieno di retorica, parla di “grande lotta, grandi progetti, grandi cause, grandi sogni” come strada per realizzare progresso e stabilità, sviluppo e attenzione alla persona. Unica condizione: sottomettersi e ubbidire alla leadership del Partito. Li Keqiang chiede agli Usa di non agire in modo “emozionale” nel lanciare una possibile guerra commerciale. La promozione di Xia Baolong, responsabile della campagna di distruzione delle croci e delle chiese nel Zhejiang.

Pechino (AsiaNews) – Solo aderendo e sviluppando il socialismo con caratteristiche cinesi, la nazione potrà rinascere e salvare tutto lo sviluppo creato finora. È quanto ha ripetuto il presidente Xi Jinping nel suo discorso di chiusura all’Assemblea nazionale del popolo (Anp), svoltasi nella capitale.

Le parole di Xi, gonfie di retorica, citano “grande lotta, grandi progetti, grandi cause, grandi sogni” come strada per realizzare progresso e stabilità, sviluppo e attenzione alla persona. Questo grande affresco ha una sola condizione, a cui lui stesso si sottomette: “Seguire la guida del marxismo-leninismo, il pensiero di Mao Zedong, la teoria di Deng Xiaoping, la teoria delle Tre rappresentanze [di Jiang Zemin], lo sguardo scientifico allo sviluppo [di Hu Jintao], e il pensiero sul socialismo con caratteristiche cinesi per una Nuova era [di Xi stesso]”.

E ancora: la leadership del Partito comunista cinese si deve estendere in tutte le aree di interesse e in ogni parte del Paese. Secondo i dispacci di Xinhua, Xi “ha invitato tutti i partiti politici, le organizzazioni del popolo, i gruppi etnici e le persone di ogni settore a rimanere attaccati al Comitato centrale del Pcc, marciando verso il futuro con un cuor solo e un’anima sola”.

In un chiaro riferimento ai timori degli Stati Uniti, Xi ha ribadito che “la Cina non cercherà mai l’egemonia o si impegnerà nell’espandersi”. “Solo coloro che di solito attaccano gli altri, vedono tutti come una minaccia”.

Per Xi la Cina continuerà a marciare sulla via dello sviluppo pacifico e continuerà a perseguire una strategia di apertura e di mutuo beneficio. “La Cina – ha aggiunto - non imporrà la sua volontà sugli altri”, e lavorerà per un mondo “aperto, inclusivo, pulito, meraviglioso, che goda di una pace duratura, sicurezza universale, prosperità comune”.

“Facciamo sì che il mondo sia illuminato dalla luce splendente di una comunità che ha un futuro condiviso!”.

La conferenza stampa di Li Keqiang

Dopo il discorso di Xi, vi è stata la tradizionale conferenza stampa da parte del premier Li Keqiang, che è durata quasi due ore.

Con maggiore concretezza, Li ha chiesto agli Usa di non agire in modo “emozionale” sulle prospettive di una guerra commerciale. Proprio in questi giorni, si rincorrono le voci che la Casa Bianca stia preparando un pacchetto di dazi per 100 prodotti cinesi, del valore di 60 miliardi di dollari Usa. Questi dovrebbero punire Pechino non solo per la sovrapproduzione di alluminio ed acciaio, ma anche per aver usato segreti commerciali, che i cinesi hanno rubato alle compagnie Usa, o forzandoli a passarli in cambio di un accesso al mercato in Cina.

Su Taiwan, Li ha ribadito – lo ha fatto anche Xi nel suo discorso – che Pechino non tollererà l’indipendenza dell’isola, e ha spinto i territori di Hong Kong e Macao a lavorare in un’economia più integrata con la madrepatria, pur godendo di un “alto grado di autonomia”.

Egli ha poi assicurato della solidità dell’economia cinese e ha promesso di migliorare l’ambiente del commercio, facilitando e riducendo i tempi per l’apertura di commerci in Cina.

Li ha anche promesso ogni sforzo per garantire la pensione per 241 milioni di persone dai 60 anni in su (il 17,3% della popolazione) e la nascita quest’anno di almeno 11 milioni di nuovi posti di lavoro nelle città.

Nel discorso di Xi e nella conferenza stampa di Li è passato quasi sotto silenzio il sostanziale cambiamento avvenuto in questa Anp: la cancellazione del limite dei due mandati per il presidente e il vice-presidente, che lasciano aperto per Xi (e per Wang Qishan) un lungo periodo di leadership. Secondo esperti, più che un “colpo di Stato” da parte di Xi, la scelta è un tentativo di rendere stabile la leadership di tutto il Pcc. Anche la carica di vice-premier data a Hu Chunhua, già segretario del Partito nel Guangdong, e designato talvolta come il successore di Xi, mostra che vi è in atto un’opera di riconciliazione e di rafforzamento dell’unità del Partito.

Alcuni cattolici cinesi fanno notare che Xia Baolong, già segretario del Pcc nel Zhejiang, è stato nominato segretario generale della Conferenza politica consultiva del popolo cinese. Xia, considerato un amico di Xi Jinping, è stato il responsabile della campagna di distruzione di chiese e croci nel Zhejiang nel 2014-2015. Secondo un cattolico cinese, è evidente che “la persecuzione dei cristiani” paga in termini di carriera, tenendo conto che Xia ha già 65 anni e dovrebbe andare in pensione.

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