04/11/2009, 00.00
MYANMAR – STATI UNITI
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Yangon, Aung San Suu Kyi incontra diplomatici Usa

Il faccia a faccia è iniziato verso le 11.30 all’Innya Lake hotel, a Yangon. In mattinata Campbell e Marciel hanno incontrato il Primo Ministro birmano; nessun contatto, invece, con Than Shwe, leader della giunta militare al potere. Ex diplomatico birmano: “Il generalissimo non è disposto a compromessi”.
Yangon (AsiaNews/Agenzie) – Questa mattina – verso le 11.30 ora locale – Aung San Suu Kyi ha incontrato Kurt Campbell e Scot Marciel, i due alti funzionari statunitensi in visita diplomatica in Myanmar. Fonti locali, riferite dal quotidiano birmano Mizzina News, spiegano che la leader dell’opposizione ha lasciato la villa sulle rive del lago dove è detenuta per dirigersi all’Innya Lake hotel, di Yangon. La “Signora”, che ha trascorso 14 degli ultimi 20 anni agli arresti, indossava un vestito tradizionale birmano di colore rosa, appariva in buona salute, ha salutato i fotografi presenti ma non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione.
 
Kurt Campbell, vice-segretario di Stato Usa con delega all’Asia dell’est e al Pacifico, e il suo vice Scot Marciel, ambasciatore Usa all’Asean (Associazione che riunisce 10 Paesi del Sud-est asiatico), hanno lasciato nella prima mattinata Naydyidaw, la capitale del Myanmar, dove ieri hanno incontrato alti gerarchi della dittatura militare.
 
Oggi i due diplomatici hanno intrattenuto un breve colloquio con Thein Sein, prima di partire alla volta di Yangon. Come anticipato ieri non vi è stato il faccia a faccia con il generalissimo Than Shwe, che di rado accetta di ricevere diplomatici stranieri e, soprattutto, è l’uomo che detta legge nel Paese. Secondo Thakin Chan Htun, ex diplomatico birmano, il mancato incontro conferma che “il generalissimo non è disposto a compromessi”.
 
I diplomatici Usa hanno riferito della nuova politica di parziale apertura dell’amministrazione Obama verso la dittatura militare, dopo anni di isolamento e sanzioni economiche e commerciali. Una eventuale rimozione delle sanzioni – che non sarebbe osteggiata dalla stessa Aung San Suu Kyi – resta però legata a un miglioramento dei diritti umani in Myanmar e alla liberazione dei detenuti politici.
 
Nel tardo pomeriggio Campbell e Marciel incontreranno anche i leader della Lega nazionale per la democrazia (Nld), il principale partito di opposizione, e rappresentanti delle minoranze etniche che compongono il Paese.
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