27/11/2017, 08.01
MYANMAR-VATICANO
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Yangon, i cattolici in strada per accogliere il papa (Video)

di Paolo Fossati

Ad attendere il pontefice migliaia di birmani, ma anche thailandesi, vietnamiti, cambogiani, filippini e australiani. Imponenti le misure di sicurezza adottate dalle forze armate.

Dall'inviato

Yangon (AsiaNews) - Nei momenti dell’arrivo di papa Francesco all’aeroporto internazionale, le strade di Yangon sono piene di pellegrini, che attendono trepidanti l’arrivo di papa Francesco in città.

Il traffico è più caotico del solito e sulle arterie principali si procede a passo d’uomo. Sebbene per oggi non sia previsto alcun incontro pubblico del pontefice, i fedeli giunti da ogni parte del Myanmar intendono dare il proprio caloroso benvenuto al papa. Circa un terzo dei cattolici birmani sono accorsi a Yangon, seguiti da numerosi thailandesi, vietnamiti, cambogiani, filippini e australiani.

Sei sono i luoghi della città dove i pellegrini possono radunarsi per salutare il passaggio di papa Francesco. Gruppi di fedeli, tutti con indosso la maglietta celebrativa del viaggio apostolico, si sono disposti lungo tutta Pyay road (foto) già tre ore prima che l’aereo del papa atterrasse, incuranti del caldo e del sole battente. Vi è un clima di festa, e i cattolici sventolano le bandiere del Myanmar e del Vaticano, mentre i vestiti tradizionali sfoggiati da molti di loro raccontano le tante etnie che compongono il popolo birmano.

Nel frattempo, sono imponenti le misure di sicurezza adottate dalle forze armate birmane. Unità della polizia sono schierate già da ieri sera lungo tutto il percorso che il corteo papale percorrerà, dall’aeroporto fino alla residenza arcivescovile, e nei pressi degli edifici della Chiesa. Nei luoghi frequentati dai giornalisti internazionali è evidente la presenza della special police, con diversi funzionari in borghese presenti ieri mattina anche alla conferenza stampa di presentazione della visita di papa Francesco, nel media center allestito nello Shangri-La Hotel. Nei giorni scorsi è circolata la voce di possibili azioni dimostrative dei musulmani del Rakhine intenzionati a sfruttare il risalto del viaggio apostolico per dar voce alla propria causa. Tuttavia, in molti reputano si tratti dell’allarmismo che le autorità sono solite diffondere per giustificare una maggiore presenza di polizia ed esercito sul territorio. Si annunciano controlli serrati in occasione della messa del Kyaikkasan Ground, che non risparmieranno neppure i volontari coordinati dalla Conferenza episcopale (Cbcm). Fonti di AsiaNews riferiscono che le autorità intendono limitarne il numero, alimentando un clima di moderata tensione.

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