10/03/2018, 09.17
INDONESIA - ISLAM

Yogyakarta, università islamica vieta l’uso del velo integrale

Il rettore: “La radicalizzazione, esemplificata dai burqa, mina l'apprendimento”. Insorgono i movimenti islamisti. È allarme per le infiltrazioni del pensiero radicale nelle organizzazioni studentesche e nelle attività di campus e scuole islamiche. Il governo Widodo cerca di arginare l’influenza degli islamisti.

Yogyakarta (AsiaNews) – Un'università islamica di Stato è oggetto delle critiche da parte di gruppi ed attivisti musulmani, dopo aver vietato alle studentesse di indossare il velo integrale, citando i timori per la diffusione dell'ideologia radicale nel campus. Alla Sunan Kalijaga State Islamic University (Uin) di Yogyakarta, nell’isola di Java, vi sono 41 studentesse che indossano il velo integrale, o niqab. Chiamate a prender parte ad alcune sessioni di consulenza per la promozione di un abbigliamento islamico “più moderato”, tre giorni fa le ragazze sono state invitate a togliersi il velo, se volevano conseguire la laurea.

Il rettore dell'università, Yudian Wahyudi, dichiara che la radicalizzazione, esemplificata dai burqa, mina l'apprendimento. “Le studentesse che indossano il niqab ed i gruppi radicali disturbano il processo di insegnamento”, afferma Yudian. “Stiamo promuovendo l'islam moderato”, dichiara, aggiungendo che il provvedimento rappresenta una “azione preventiva per salvare gli studenti”. Il rettore spiega che alle studentesse sarà comunque permesso di continuare ad indossare il velo che non copre l’intero volto.

L’Islamic Defenders Front (Idf), un gruppo conservatore che conduce frequenti campagne contro le attività che ritiene “non islamiche”, afferma che il provvedimento “non ha senso” ed è in conflitto con gli sforzi del Paese per preservare la diversità. Un attivista per i diritti delle donne ha criticato ciò che ha descritto come una limitazione della libertà delle donne di indossare ciò che vogliono. “Usare il velo integrale è una scelta e non possiamo interferire con le scelte e la libertà delle ragazze”, sostiene l'attivista Lathiefah Widuri Retyaningtyas.

I membri dell’Ukhuwah Islamiyah Forum (Fui), insieme a quelli dello Yogyakarta Mosque Activists Forum e di diverse altre organizzazioni islamiche, hanno chiesto un incontro con la direzione del campus. Sono stati accolti da Waryono, il vicerettore dell'università. Durante la riunione, gli attivisti hanno chiesto invano di porre fine alle restrizioni.

L'Indonesia ospita la più grande popolazione musulmana del mondo, la cui maggioranza pratica una forma moderata di islam. Di recente, il Paese ha tuttavia registrato una crescente divulgazione delle interpretazioni più conservatrici, che molti vedono come una minaccia alla sua reputazione di lunga data per la tolleranza religiosa e la diversità, sancite dalla Costituzione. Le autorità hanno più volte lanciato l’allarme per le infiltrazioni del pensiero islamico radicale nelle organizzazioni studentesche e nelle attività di campus e scuole islamiche, mentre il governo del presidente Joko Widodo cerca di contenere l'influenza degli islamisti. Un recente sondaggio ha mostrato che quasi un quinto degli studenti delle scuole superiori e delle università indonesiane sostiene l’istituzione di un califfato, rispetto all'attuale governo laico.

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