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    » 13/01/2012, 00.00

    CINA

    Yu Jie, cristiano attivista e scrittore fugge negli Usa

    Paul Hong

    È l’autore di un libro contro Wen Jiabao, accusato di essere un ipocrita, la “faccia bella del regime”, che non mantiene alcuna promessa. Dal Nobel a Liu Xiaobo (amico di Yu Jie), vi sono state torture, controlli e divieti alla libertà di scrivere e di religione. Yu è responsabile di una comunità protestante sotterranea di Pechino.
    Hong Kong (AsiaNews) – Lo scrittore cristiano dissidente Yu Jie è fuggito negli Stati Uniti insieme a sua moglie e al suo bambino di tre anni. Yu teme per la sua sicurezza e quella della sua famiglia, in seguito alle sue decise critiche verso la leadership del Partito comunista e alle minacce ricevute dalle autorità.

    Yu, 38 anni, è autore di un importante libro dal titolo “Il miglior attore cinese: Wen Jiabao”, in cui egli critica il premier accusandolo di ipocrisia, di offrire un’immagine da “bravo nonno”, ma di badare solo al suo potere, senza rischiare, cercando di sfuggire ogni conflitto politico. Il libro è stato proibito in Cina, ma è stato pubblicato con ottime vendite ad Hong Kong.

    Nella sua prima intervista a Radio Free Asia ieri,  Yu afferma che la vita nel suo Paese era diventata molto pesante per lui, soprattutto dopo il Premio Nobel allo scrittore Liu Xiaobo, con il quale Yu condivideva gli sforzi e le idee. Yu è infatti uno dei coautori di Carta 08, il documento che chiede al Partito comunista di instaurare in Cina un vero rispetto per i diritti umani (anche religiosi) e una struttura politica multipartitica.

    Yu racconta che alla vigilia del Premio Nobel a Liu Xiaobo, la polizia lo ha sequestrato e picchiato fino a farlo svenire. Da allora “la mia situazione è deteriorata in modo rapido”. Oltre ad essere stato soggetto a torture, “per la maggior parte dell’anno – racconta – sono stato privato della mia libertà e messo sotto sorveglianza”.

    Yu è anche responsabile di una comunità cristiana protestante sotterranea a Pechino, privata della libertà di culto. “Mi era negata – aggiunge - anche la libertà di pubblicare all’estero. Sento che come scrittore e come cristiano, non avevo più alcuna libertà di esprimermi e di praticare la mia fede. Così ho scelto di venire negli Stati Uniti, dove posso vivere con libertà”.

    Yu è giunto negli Usa il 12 gennaio scorso, ospite di una comunità cristiana nel Virginia. Egli ha promesso di continuare a scrivere e di lavorare per i suoi amici “schiacciati” in Cina.
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