10/07/2007, 00.00
FILIPPINE
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Zamboanga, messa per la liberazione di p. Bossi

Nel corso di una funzione celebrata ad un mese esatto dal rapimento del missionario, i suoi confratelli nelle Filippine chiedono che venga toccato il cuore dei rapitori e che p. Bossi torni al luogo dove Dio lo ha inviato a servire il suo gregge.
Zamboanga (AsiaNews) – Un’implorazione al Signore “affinché liberi p. Giancarlo Bossi dalla sua ingiusta condizione di rapito e lo restituisca al più presto alla libertà che Cristo ha donato a tutti i suoi figli” ha aperto la messa celebrata oggi a Zamboanga dai confratelli di p. Bossi, ad un mese esatto dal rapimento del missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere
 
Il rito si è svolto nella chiesa di S. Antonio Claret a Zamboanga ed ha radunato la comunità locale, che non ha mai interrotto la veglia di preghiera quotidiana lanciata sin dal primo giorno del sequestro. L’iniziativa di oggi è stata lanciata dal superiore generale del Pime, p. Gian Battista Zanchi, che in una lettera a tutti i suoi confratelli sparsi in 5 continenti ha chiesto di dedicare questo giorno ad una preghiera “intensa e speciale” per la liberazione di p. Bossi.
 
I fedeli delle Filippine hanno chiesto al Signore “di mantenere il sacerdote al sicuro, facendogli sempre sentire la consolazione della Tua amorosa presenza” e soprattutto “di farlo tornare al più presto nella sua comunità, che sente la mancanza del proprio pastore, testimone con il suo umile servizio dell’amore divino”.
 
In conclusione, il celebrante ha ringraziato Dio “per questo momento di solidarietà, pieno di grazia” ed ha chiesto che venga al più presto il momento in cui “venga toccato il cuore dei rapitori, che quindi lascino libero p. Giancarlo di tornare al luogo dove il Signore lo ha chiamato a servire il suo gregge”.
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