27 Aprile 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 17/01/2005
CINA
Zhao Ziyang, un profeta per la Cina di oggi
di Bernardo Cervellera

La sua proposta di affiancare riforme economiche e politiche rimane ancora attuale. Zhao è ricordato anche per aver aperto le chiese cattoliche e dato libertà alle religioni.



Ora che Zhao Ziyang è morto, il governo di Pechino ha un gran lavoro per farne scomparire la memoria. Fino a questa mattina, i siti internet cinesi, i forum e le chat  erano pieni zeppi di notizie e di commenti. In pochi minuti tutte le pagine di internet che parlavano di lui sono state oscurate. Rimane solo lo scarno comunicato stampa di Xinhua. Quando Zhao Ziyang era vivo, il governo di Pechino ha cercato tutti i modi per soffocarlo: proibito dare interviste, polizia in continua vigilanza alla sua casa, visite controllate. Solo qualche volta ha potuto lasciare la sua casa dove lo avevano relegato per andare a trovare suoi vecchi amici del Guangdong, dove era stato segretario in passato e dove aveva cominciato quelle riforme che hanno reso le zone economiche speciali il nerbo della ripresa cinese.

Il punto è proprio questo: che la Cina di oggi, con la crescita economica più grande del mondo, deve i primi passi di liberalismo proprio a Zhao. Fu lui ad introdurre nel Sichuan le riforme contadine, disgregando le sterili comuni e affidando alle famiglie l'uso della terra. In due-tre anni la produzione agricola aumentò del 400%. E fu lui che pose le basi per il "socialismo con caratteristiche cinesi", aprendo al liberalismo, superando la struttura centralizzata dell'economia maoista. Gli annali del partito esaltano Deng Xiaoping come "l'architetto delle modernizzazioni", ma i primi passi, di rottura col passato, sono da attribuire a Zhao e al suo predecessore Hu Yaobang.

Oltre alle riforme economiche Zhao Ziyang, aveva proposto anche riforme politiche di tipo liberale: separare lo stato dal partito; permettere una democrazia di base; fermare la corruzione separando i 3 poteri (legislativo, giudiziario, esecutivo) e sottraendoli alla dittatura del Partito comunista cinese (Pcc).

Il periodo di Zhao Ziyang come segretario generale del Pcc è stato uno dei più liberali anche dal punto di vista intellettuale: un vivace pluralismo nel teatro, nel cinema, nella pittura e nella scultura. Perfino la religione ha sperimentato una rinascita senza precedenti: le chiese cattoliche riaperte, i cristiani raccolti in massa nelle chiese, i templi buddisti e le feste tradizionali in forte ripresa nelle campagne.

È vero però che la Cina di oggi è frutto di Deng. Per amore alla cosiddetta "stabilità", Deng scelse di bloccare le riforme politiche e agli studenti e operai che chiedevano democrazia e fine della corruzione ha risposto con la legge marziale e con il massacro di Tiananmen. Da allora la "stabilità" (del potere del Pcc) ha sempre il sopravvento su ogni diritto umano e l'unica democrazia permessa è il "centralismo democratico" che afferma la supremazia del partito in ogni campo.
La Cina di oggi è il brutto risultato di queste riforme incompiute: ricchi e imprenditori acclamati dal partito; operai e contadini trattati come schiavi; corruzione endemica che raggiunge il 14% del prodotto interno lordo, religioni controllate in ogni attività, vescovi imprigionati. Quanto più il governo si ostina ad attuare una stabilità senza diritti umani, tanto più contadini e operai manifestano in Guangdong, Shanxi, Mongolia e Shandong.  In tutto questo Zhao è stato un profeta: le riforme economiche e politiche devono andare di pari passo, altrimenti si rischia la rottura. Secondo molti analisti cinesi il paese è sull'orlo del collasso e l'inquietudine sociale rischia di preparare un altro scontro 100 volte più violento del massacro di Tiananmen. A meno che la morte di Zhao, invece di essere cancellata dalla memoria, non divenga l'occasione di un esame di coscienza per riannodare lo sviluppo politico a quello economico.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
17/01/2005 cina
É morto l'ex segretario del partito Zhao Ziyang
17/01/2005 CINA
Dissidente di Tiananmen: il coraggio di Zhao Ziyang, la paura del partito
di Cai Chongguo
18/10/2004 cina
Campagna internazionale per liberare Zhao Ziyang
18/01/2005 cina - hong kong
Morte di Zhao: poco risalto sui media
28/01/2005 cina
Ai funerali di Zhao attese centinaia di persone

In evidenza
VATICANO
Papa: Il ricordo e la preghiera per una “nuova tragedia” dei migranti, “fratelli nostri” che “cercavano la felicità”Al Regina Caeli, papa Francesco fa pregare per le centinaia di vittime del barcone affondato al largo della Libia. Un appello alla comunità internazionale perché “agisca con decisione e prontezza”. “Ogni battezzato è chiamato a testimoniare, con le parole e con la vita, che Gesù è risorto, che è vivo e presente in mezzo a noi”. Il messaggio cristiano “non è una teoria, un’ideologia o un complesso sistema di precetti e divieti, oppure un moralismo, ma un messaggio di salvezza, un evento concreto, anzi una Persona: è Cristo risorto, vivente e unico Salvatore di tutti”. Il papa sarà a Torino il 21 giugno per onorare la Sindone, la cui ostensione comincia oggi.
ARABIA SAUDITA - YEMEN
Con la guerra in Yemen, l’Arabia Saudita maschera le tensioni interne
di Afshin ShahiIl conflitto in Yemen serve all’Arabia Saudita per coprire i suoi problemi interni, primo tra tutti la disuguaglianza tra le classi e il settarismo religioso. La famiglia reale ostenta lo sfarzo più assoluto mentre il 20% della popolazione vive in povertà. Molti giovani sauditi scontenti alimentano l’esercito dei “foreign fighters” dello Stato islamico (IS). Il 15% della popolazione è di religione sciita e subisce pesanti restrizioni dallo Stato sunnita. La lucida analisi di Afshin Shahi, Direttore del Centro di studi di politica islamica e Professore di Relazioni Internazionali e di Politica del Medio Oriente all’università di Bradford.
VATICANO
Papa: Sulle persecuzioni dei cristiani, la comunità internazionale “non assista muta e inerte”, non “rivolga il suo sguardo da un’altra parte”Al Regina Caeli (la preghiera mariana nel tempo di Pasqua), per la sesta volta in una settimana, papa Francesco ricorda il martirio dei cristiani e denuncia l’indifferenza della comunità internazionale verso questa “preoccupante deriva dei diritti umani più elementari”. I martiri di oggi “sono tanti e possiamo dire che siano più numerosi che nei primi secoli”. “La fede nella risurrezione di Gesù - ha continuato - e la speranza che Egli ci ha portato è il dono più bello che il cristiano può e deve offrire ai fratelli. A tutti e a ciascuno, dunque, non stanchiamoci di ripetere: Cristo è risorto!”

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate