Skin ADV
07 Febbraio 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est
  •    - Cina
  •    - Corea del Nord
  •    - Corea del Sud
  •    - Giappone
  •    - Hong Kong
  •    - Macao
  •    - Taiwan

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 17/01/2005, 00.00

    CINA

    Zhao Ziyang, un profeta per la Cina di oggi

    Bernardo Cervellera

    La sua proposta di affiancare riforme economiche e politiche rimane ancora attuale. Zhao è ricordato anche per aver aperto le chiese cattoliche e dato libertà alle religioni.

    Ora che Zhao Ziyang è morto, il governo di Pechino ha un gran lavoro per farne scomparire la memoria. Fino a questa mattina, i siti internet cinesi, i forum e le chat  erano pieni zeppi di notizie e di commenti. In pochi minuti tutte le pagine di internet che parlavano di lui sono state oscurate. Rimane solo lo scarno comunicato stampa di Xinhua. Quando Zhao Ziyang era vivo, il governo di Pechino ha cercato tutti i modi per soffocarlo: proibito dare interviste, polizia in continua vigilanza alla sua casa, visite controllate. Solo qualche volta ha potuto lasciare la sua casa dove lo avevano relegato per andare a trovare suoi vecchi amici del Guangdong, dove era stato segretario in passato e dove aveva cominciato quelle riforme che hanno reso le zone economiche speciali il nerbo della ripresa cinese.

    Il punto è proprio questo: che la Cina di oggi, con la crescita economica più grande del mondo, deve i primi passi di liberalismo proprio a Zhao. Fu lui ad introdurre nel Sichuan le riforme contadine, disgregando le sterili comuni e affidando alle famiglie l'uso della terra. In due-tre anni la produzione agricola aumentò del 400%. E fu lui che pose le basi per il "socialismo con caratteristiche cinesi", aprendo al liberalismo, superando la struttura centralizzata dell'economia maoista. Gli annali del partito esaltano Deng Xiaoping come "l'architetto delle modernizzazioni", ma i primi passi, di rottura col passato, sono da attribuire a Zhao e al suo predecessore Hu Yaobang.

    Oltre alle riforme economiche Zhao Ziyang, aveva proposto anche riforme politiche di tipo liberale: separare lo stato dal partito; permettere una democrazia di base; fermare la corruzione separando i 3 poteri (legislativo, giudiziario, esecutivo) e sottraendoli alla dittatura del Partito comunista cinese (Pcc).

    Il periodo di Zhao Ziyang come segretario generale del Pcc è stato uno dei più liberali anche dal punto di vista intellettuale: un vivace pluralismo nel teatro, nel cinema, nella pittura e nella scultura. Perfino la religione ha sperimentato una rinascita senza precedenti: le chiese cattoliche riaperte, i cristiani raccolti in massa nelle chiese, i templi buddisti e le feste tradizionali in forte ripresa nelle campagne.

    È vero però che la Cina di oggi è frutto di Deng. Per amore alla cosiddetta "stabilità", Deng scelse di bloccare le riforme politiche e agli studenti e operai che chiedevano democrazia e fine della corruzione ha risposto con la legge marziale e con il massacro di Tiananmen. Da allora la "stabilità" (del potere del Pcc) ha sempre il sopravvento su ogni diritto umano e l'unica democrazia permessa è il "centralismo democratico" che afferma la supremazia del partito in ogni campo.
    La Cina di oggi è il brutto risultato di queste riforme incompiute: ricchi e imprenditori acclamati dal partito; operai e contadini trattati come schiavi; corruzione endemica che raggiunge il 14% del prodotto interno lordo, religioni controllate in ogni attività, vescovi imprigionati. Quanto più il governo si ostina ad attuare una stabilità senza diritti umani, tanto più contadini e operai manifestano in Guangdong, Shanxi, Mongolia e Shandong.  In tutto questo Zhao è stato un profeta: le riforme economiche e politiche devono andare di pari passo, altrimenti si rischia la rottura. Secondo molti analisti cinesi il paese è sull'orlo del collasso e l'inquietudine sociale rischia di preparare un altro scontro 100 volte più violento del massacro di Tiananmen. A meno che la morte di Zhao, invece di essere cancellata dalla memoria, non divenga l'occasione di un esame di coscienza per riannodare lo sviluppo politico a quello economico.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    17/01/2005 cina
    É morto l'ex segretario del partito Zhao Ziyang

    Fautore delle riforme economiche e politiche negli anni '80, fu rimosso perché contrario all'intervento militare in piazza Tiananmen. Da allora ha vissuto agli arresti domiciliari.



    17/01/2005 CINA
    Dissidente di Tiananmen: il coraggio di Zhao Ziyang, la paura del partito
    Il governo cerca di estirpare la memoria, ma la Cina di oggi ha ancora bisogno delle sue proposte democratiche.

    18/10/2004 cina
    Campagna internazionale per liberare Zhao Ziyang


    18/01/2005 cina - hong kong
    Morte di Zhao: poco risalto sui media

    Il governo difende il massacro di Tiananmen. Negato al parlamento di Hong Kong un minuto di silenzio per la morte dell'ex leader.



    28/01/2005 cina
    Ai funerali di Zhao attese centinaia di persone

    La polizia proibisce agli amici dell'ex leader di uscire di casa. Alcuni che volevano onorare il defunto sono stati picchiati.





    In evidenza

    CINA-VATICANO
    Intervista al Papa sulla Cina: entusiasmo e scetticismo fra i cattolici cinesi. Alcuni sacerdoti sotto il torchio della polizia

    Maria Chen

    Giornali e radio di Stato hanno dato notizia dell’intervista di papa Francesco ad Asia Times. Vi è chi sogna che il pontefice possa visitare la Cina al più presto. Sacerdoti sotterranei sotto interrogatorio. Apprezzamenti per “il ramo d’ulivo” teso dal pontefice e per aver sottolineato il valore della cultura cinese. Ma si è scettici verso la risposta della leadership di Pechino. Il dialogo fra Cina e Vaticano non porta a risultati perché vi sono interessi diversi: politici e religiosi. Non avere fretta di stabilire relazioni diplomatiche per non sacrificare la libertà della Chiesa e il sacrificio dei suoi martiri. La Chiesa cinese è in crescita.


    VATICANO-CINA
    Papa Francesco ridice il suo amore alla Cina e a Xi Jinping



    Il pontefice elogia la “saggezza” e la “grandezza” della Cina e fa gli auguri a Xi Jinping per il Nuovo Anno cinese della Scimmia. Non bisogna “temere” la Cina, ma entrare in dialogo con essa per mantenere la pace nel mondo. Avere “misericordia” per il recente passato del Paese e “andare avanti” per cambiare la realtà. Nell’intervista, per scelta del giornalista, non si parla dei dialoghi fra Vaticano e Cina o di temi religiosi.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    Terra Santa Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®