14/04/2021, 10.34
VATICANO
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​Papa: quando il Maligno vuole combattere la Chiesa le impedisce di pregare

“Lo vediamo in certi gruppi che si mettono d’accordo per portare avanti cambiamenti nella vita della Chiesa, tutti i media che informano…Ma la preghiera non si vede”. Udienza generale dedicata a “La Chiesa maestra di preghiera”. I monasteri “cellule vitali, non solo per il tessuto ecclesiale ma per la società stessa”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Senza la preghiera la vita di fede non procede e anche la Chiesa se non prega non va avanti, perché “tutto nasce nella preghiera, e tutto cresce grazie alla preghiera”. E “quando il Nemico, il Maligno, vuole combattere la Chiesa, lo fa prima di tutto cercando di prosciugare le sue fonti, impedendole di pregare. Per esempio lo vediamo in certi gruppi che si mettono d’accordo per portare avanti cambiamenti nella vita della Chiesa, tutti i media che informano…Ma la preghiera non si vede”. E’ il monito lanciato oggi da papa Francesco in una riflessione a braccio nel discorso per l’udienza generale, dedicato a “La Chiesa maestra di preghiera”.

“La vita di una parrocchia e di ogni comunità cristiana – ha detto - è scandita dai tempi della liturgia e della preghiera comunitaria”, che fa crescere “quel dono che nell’infanzia abbiamo ricevuto” dai genitori o dai nonni. “Ci accorgiamo che è un patrimonio grande e ricchissimo, e che l’esperienza della preghiera merita di essere approfondita sempre di più (cfr ibid., 2688). L’abito della fede non è inamidato, si sviluppa con noi, anche attraverso momenti di crisi e risurrezioni. Anzi non si può crescere senza momenti di crisi”. “Dopo certi passaggi della vita, ci accorgiamo che senza la fede non avremmo potuto farcela e che la preghiera è stata la nostra forza. Non solo la preghiera personale, ma anche quella dei fratelli e delle sorelle, e della comunità che ci ha accompagnato e sostenuto. Anche per questo nella Chiesa fioriscono in continuazione comunità e gruppi dediti alla preghiera. Qualche cristiano sente perfino la chiamata a fare della preghiera l’azione principale delle sue giornate. Nella Chiesa ci sono monasteri, conventi, eremi, dove vivono persone consacrate a Dio e che spesso diventano centri di irradiazione spirituale. Sono piccole oasi in cui si condivide una preghiera intensa e si costruisce giorno per giorno la comunione fraterna. Sono cellule vitali, non solo per il tessuto ecclesiale ma per la società stessa. Pensiamo al ruolo che ha avuto il monachesimo per la nascita e la crescita della civiltà europea, e anche in altre culture”.

“Pregare e lavorare in comunità manda avanti il mondo. Tutto nella Chiesa nasce nella preghiera, e tutto cresce grazie alla preghiera. Quando il Nemico, il Maligno, vuole combattere la Chiesa, lo fa prima di tutto cercando di prosciugare le sue fonti, impedendole di pregare”. “Per esempio – ha proseguito a braccio – lo vediamo in certi gruppi che si mettono d’accordo per portare avanti cambiamenti nella vita della Chiesa, tutti i media che informano…Ma la preghiera non si vede. Non si prega. ‘Dobbiamo cambiare questo, dobbiamo prendere questa decisione un po’ forte’. Solo con le discussioni, solo come i media? Dov’è la preghiera’”. “La preghiera è quella che ispira i cambiamenti nella Chiesa”. “Senza preghiera non sono cambiamenti di Chiesa, sono cambiamenti di gruppo”. “Se cessa la preghiera, per un po’ sembra che tutto possa andare avanti come sempre, per inerzia, ma dopo poco tempo la Chiesa si accorge di essere diventata come un involucro vuoto, di aver smarrito l’asse portante, di non possedere più la sorgente del calore e dell’amore”

Lo mostrano i santi. “Le donne e gli uomini santi non hanno una vita più facile degli altri, anzi, hanno anch’essi i loro problemi da affrontare e, in più, sono spesso oggetto di opposizioni. Ma la loro forza è la preghiera, che attingono sempre dal ‘pozzo’ inesauribile della madre Chiesa. Con la preghiera alimentano la fiamma della loro fede, come si faceva con l’olio delle lampade. E così vanno avanti camminando nella fede e nella speranza. I santi, che spesso agli occhi del mondo contano poco, in realtà sono quelli che lo sostengono, non con le armi del denaro e del potere, dei media, ma con le armi della preghiera”.

Francesco ha poi ricordato che nel Vangelo di Luca, Gesù pone una domanda drammatica che sempre ci fa riflettere: «Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» (Lc 18,8) o, si è chiesto, “troverà soltanto degli imprenditori della fede, tutti organizzati bene, e che fanno beneficenze, tante cose, o troverà la fede?”. “Questa domanda sta alla fine di una parabola che mostra la necessità di pregare con perseveranza, senza stancarsi. Dunque, possiamo concludere che la lampada della fede sarà sempre accesa sulla terra finché ci sarà l’olio della preghiera. E’ questo che porta avanti la Chiesa, la nostra povera vita”.

“Questo è un compito essenziale della Chiesa: pregare ed educare a pregare. Trasmettere di generazione in generazione la lampada della fede con l’olio della preghiera. Senza la luce di questa lampada, non potremmo vedere la strada per evangelizzare; non potremmo vedere i volti dei fratelli da avvicinare e da servire; non potremmo illuminare la stanza dove incontrarci in comunità… Senza la fede, tutto crolla; e senza la preghiera, la fede si spegne. Non c’è altra via. Per questo la Chiesa, che è casa e scuola di comunione, è casa e scuola di preghiera”.

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