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» 06/07/2004 16:36
ASIA
Onu: l'Asia sta diventando la patria dell'Aids
di Monica Romano
Una mappa della malattia nel grande continente asiatico. L'Aids cresce:  complici ignoranza, povertà, promiscuità e silenzio dei governi.

Roma (AsiaNews) – Il Programma congiunto delle Nazioni Unite sull'Hiv/Aids ha pubblicato oggi un rapporto sullo stato dell'epidemia nel mondo. La pubblicazione precede di qualche giorno una conferenza internazionale sull'Hiv/Aids che si terrà l'11 luglio prossimo a Bangkok, in Asia. E infatti questo è il dato più rilevante: in Asia, il virus sta diventando un fenomeno di proporzioni sempre più di vaste, paragonabile in alcuni casi ai paesi africani. Recentemente, Praful Patel – vice-presidente della Banca mondiale (WB) per l'Asia meridionale – ha lanciato l'allarme che "l'epidemia si sta spostando dall'Africa all'Asia", dove molti governi non hanno ancora preso sul serio i rischi della malattia e misure efficaci per contrastarne un'ulteriore diffusione.

Secondo i dati del Rapporto 2004 di Unaids, su 37,8 milioni di persone che convivono con l'Hiv, 7,4 milioni si trovano in Asia. Nel 2003, sono morti a causa del virus circa 500mila asiatici - su 2,9 milioni di persone in tutto il mondo - e poco più del doppio – 1,1milioni su 4,8milioni a livello globale – avrebbero contratto la malattia. In Asia, le principali cause di trasmissione dell'Hiv/Aids sono l'uso di siringhe infette da parte dei tossicodipendenti, i rapporti omosessuali e promiscui, la prostituzione. Si regista un aumento dei contagi tra le donne, il 23% dei malati di Hiv/Aids.

Presentiamo di seguito un quadro della situazione nel continente, utilizzando le informazioni del Rapporto 2004 a cura di Unaids e di altre agenzie dell'Onu.

Asia orientale e sud-orientale

I contagi sono in crescita in Cina, dove secondo Unaids la malattia si diffonde con un aumento annuo del 30%, la più alta al mondo. La situazione è critica in Myanmar, Thailandia e soprattutto in Cambogia, dove si registra un tasso di contagi pari al 3%, il più alto dell'Asia.

Cina

Secondo stime ufficiali, in Cina vi sono 840 mila sieropositivi, ma secondo esperti internazionali le cifre sono più alte. Unaids ha denunciato che  se non ci sarà un intervento efficace, entro il 2010 in Cina coloro che hanno contratto l'Hiv/Aids potrebbero arrivare a 10 milioni e gli "orfani dell'Aids" a 260 mila.

La percentuale di contagi è bassissima – solo lo 0,1% - ma la malattia si è diffusa in tutte le 31 province, regioni autonome e municipalità e in alcune i dati sono molto preoccupanti. Nel Xinjiang, la percentuale oscilla tra il 35% e l'80%; nel Guangdong è pari al 20%; nelle province orientali di Anhui, Henan e Shangdong – dove molti contadini si sono contagiati vendendo il proprio sangue – il livello delle infezioni è tra il 10-20% fino addirittura al 60% in alcune comunità.

AsiaNews ha denunciato più volte la situazione dell'Aids in Cina, dove il governo ha taciuto per anni la diffusione della malattia e ha gravi responsabilità nelle condizioni di povertà, arretratezza, scarse condizioni igieniche delle strutture sanitarie. Nella provincia dell'Henan, un milione di persone hanno contratto la malattia dopo aver venduto per pochi soldi il loro sangue in un centro sanitario senza le dovute precauzioni igieniche. In alcuni villaggi dell'area, il tasso dei contagi è così alto che quasi in ogni famiglia c'è un malato di Aids. A ciò si aggiunge la scarsa informazione tra la popolazione e la mancanza di strutture e personale adeguati. Secondo lo stesso Ministero della sanità cinese, "solo il 10% dei sieropositivi sa di aver contratto il virus Questo significa che il 90% dei malati non sa di avere l'Aids e di poter contagiare altre persone". In base alle statistiche del governo, in Cina vi sono meno di 150 dottori in grado di diagnosticare e curare i pazienti di Aids e questo fa si che circa il 25% dei malati smetta le cure, che spesso hanno forti effetti collaterali e necessitano di continui controlli.

Vietnam

È uno dei Paesi colpiti più di recente, con un tasso di contagi al di sotto dell'1%, ma che in alcune province può arrivare fino al 20% tra i tossicodipendenti. L'uso di siringhe infette è la causa dei 2/3 delle infezioni.

Thailandia

Il Paese ha attuato un programma per contrastare il virus, ma la prevenzione è ancora insufficiente. La malattia si diffonde soprattutto tra le coppie sposate – quando uno dei due partner ha contratto il virus attraverso rapporti promiscui e contagia l'altro – e tra le fasce della popolazione più emarginate (tossicodipendenti e migranti).

Indonesia

La malattia è diffusa in 6 delle 31 province del Paese e si trasmette in gran parte con l'uso di siringhe infette. Tra il 1999 e il 2003, la percentuale di sieropositivi tra i tossicodipendenti è salita dal 16% al 48%; nel 2002 e 2003, dal 66% al 93%. All'inizio del 2003, il 25% dei detenuti del carcere Cipinang di Jakarta era sieropositivo. Sebbene nel Paese vi siano più di 200mila prostitute, tra loro sono piuttosto rari i casi di contagio, anche se in lieve aumento.

Asia meridionale

Secondo l'esperto della WB Praful Patel, nella regione l'Aids potrebbe degenerare a livelli paragonabili a quelli dell'Africa. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp), un'importante fattore nella diffusione della malattia è la vulnerabilità delle donne, escluse dall'accesso ai servizi sanitari e in gran parte ignare del problema Aids e di come si contrae la malattia.

India

Con 4,6milioni di infetti, è il Paese con il maggior numero di contagi dopo il Sudafrica. Nella maggior parte dei casi, il virus è trasmesso per via sessuale (Stati meridionali di Andhra Pradesh, Karnataka, Maharashtra e Tamil Nadu); meno frequente è il contagio attraverso siringhe infette, che si verifica in prevalenza negli Stati nord-orientali di Manipur e Nagaland, al confine vicino al Triangolo d'oro (Myanmar-Thailandia-Laos). Tra la popolazione c'è scarsa informazione sull'Aids. Un sondaggio condotto nel 2001 ha rivelato che solo il 75% degli intervistati aveva sentito parlare dell'Aids, meno del 33% di malattie a trasmissione sessuale, solo il 21% era informato del legame tra Aids e malattie a trasmissione sessuale.

Pakistan

La percentuale di sieropositivi è dello 0,1%, dovuta in prevalenza all'uso di siringhe infette. Nel Paese i tossicodipendenti che fanno uso di eroina sono circa 3milioni e la prima esplosione del virus letale risale al 2003. Pochi conoscono l'Aids e sanno che si può trasmettere attraverso siringhe infette.

Bangladesh

La percentuale di contagiati è solo dello 0,1%, ma sono diffusi i comportamenti a rischio, soprattutto da parte degli uomini, che ricorrono in modo diffuso alla prostituzione. Il ricorso alla droga è in aumento nelle regioni sud-orientali del Paese. Sondaggi evidenziano che solo il 65% dei giovani – circa il 20% delle donne sposate e il 33% degli uomini sposati – ha sentito parlare dell'Aids.

Nepal

Il 68% dei tossicodipendenti e il 18% delle prostitute ha contratto l'Hiv/Aids.

Asia centrale

Kazakistan, Kirghizistan e Uzbekistan hanno registrato un aumento di contagi, soprattutto tra i tossicodipendenti. Recentemente, questi Paesi e anche il Tajikistan, hanno firmato un accordo con alcune organizzazioni internazionali per avviare un programma congiunto anti-Aids nella regione, dove si registrano circa 90mila casi di contagio ed è un punto chiave di passaggio di droga da occidente a oriente. Il Turkmenistan continua a negare il problema dell'Aids.

Medio Oriente

Nei Paesi asiatici di quest'area i dati non sono disponibili.

 

 

 


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