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» 07/10/2004 12:38
cina
A Shenzhen 3 mila operai protestano contro lo sfruttamento
Salari bassi, straordinari non pagati, multe per pause troppo lunghe al bagno.

Hong Kong (AsiaNews/SCMP) – Da ieri circa 3 mila operai protestano a Shenzhen fuori di una fabbrica di componenti elettronici per criticare le dure condizioni di lavoro e le paghe bassissime.

Gli operai, che lavorano nella ditta Computime, una joint-venture fra Hong Kong e Cina Popolare, ieri hanno bloccato la porta di entrata e la strada. A traffico bloccato, è intervenuta la pllizia con oltre 100 agenti e vi sono stati tafferugli fra operai e poliziotti.

Gli operai protestano perché il loro salario è più basso del minimo stabilito dal governo e perché sono obbligati a lavorare per lunghe ore senza o quasi alcun compenso.

"Il nostro salario base è solo di 230 yuan [circa 28 dollari USA ]  al mese" ha dichiarato un manifestante. "Dobbiamo lavorare 14 ore al giorno, per 7 giorni alla settimana. La paga per lo straordinario è di 2 yuan all'ora. Non possiamo nemmeno vivere con un salario simile!".

Nel Guangdong, il minimo stabilito dal governo è di 574 yuan mensili. Shenzhen è una delle città più ricche della Cina e il costo della vita è relativamente più alto che nel resto del Paese. "Una porzione di cibo ci costa 12 yuan. I soldi che prendiamo ci bastano a malapena a comprarci da mangiare", ha detto un altro lavoratore.

Gli operai affermano di essere costretti a lavorare per lunghe ore senza una pausa: "Ogni volta che vai al bagno – dice uno di loro – devi chiedere al caposquadra, poi firmare sulla lista. Se passi più di 5 minuit nel bagno, ti mettono la multa". A causa dei lunghi periodi di lavoro, molti impiegati della ditta si sono ammalati, ma hanno continuato a lavorare, senza potersi curare perché la ditta si rifiuta di pagare le spese sanitarie. "Mi sono rotto una gamba in un incidente sul lavoro – confessa un operaio mostrando la sua ferita – ma ho dovuto continuare a lavorare altrimenti avrei perduto il posto".

Molti di questi operai sono migranti provenienti da povere regioni dell'interno. Essi giungono a Shenzhen nella speranza di guadagnare soldi da inviare alle loro famiglie, che vivono sulla soglia della povertà.

Computime ha 4 mila persone assunte ed è una joint venture fra un imprednitore di Hong Kong, Auyeung Pok-hong, e una ditta cinese. Gli operai affermano che il loro padrone di Hong Kong li tratta bene, ma i loro salari sono stati "rubati" dagli amministratori della Cina Popolare.

"Il sig. Auyeung – dicono – dà 600 dollari di Hong Kong [circa 600 yuan] al mese per ogni operaio, ma di fatto noi ne riceviamo solo 230".

Un portavoce di Computime nega che la ditta paghi un salario minore della quota minima fissata dal governo. E nega che gli operai lavorino senza il permesso di prendere delle pause. Egli ha detto che sono in atto colloqui fra l'amministrazione di Computime e i rappresentanti degli operai. Anche il governo locale di Shenzhen ha inviato rappresentanti per cercare di risolvere l'incidente.

La situazione degli operai della Computime è molto simile a quella di altri lavoratori migranti in Cina.


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