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» 15/12/2004 12:25
cina
Hu Jintao, giro di vite contro intellettuali e media
Appello all'esercito per sostenere il Partito Comunista e frenare le proteste.

Pechino (AsiaNews) – La nuova leadership di Pechino è determinata a rafforzare la sua autorità controllando dissidenza, partito, esercito e informazione, senza preoccuparsi troppo della sua immagine internazionale. È quanto si rileva dagli ultimi avvenimenti nel paese.

Lunedì scorso 3 intellettuali, Liu Xiaobo, Yu Jie, Zhang Zuhua sono stati trascinati via da casa loro per un lungo interrogatorio e rilasciati il giorno dopo. I tre sono tutti membri dell' Independent Chinese Pen Centre (Icpc), un'organizzazione fondata nel 2001 a sostegno di intellettuali dissidenti. Il loro presidente, Liu Binyan, è in esilio negli Stati Uniti. Liu Binyan è autore di un libro, "A higher kind of loyalty" (Un livello più alto di lealtà), in cui per primo afferma che l'obbedienza al partito non può essere incondizionata e che le critiche sono necessarie. Liu scriveva subito dopo il massacro di Tiananmen; il suo libro è stato pubblicato nel '90 a New York.

L'Icpc è cresciuto in Cina con estrema rapidità; a tutt'oggi Liu Xiaobo è il presidente, mentre Yu è il segretario. Il gruppo è anche legato alla PEN, un'organizzazione internazionale per la difesa di scrittori, poeti e giornalisti. Questo legame con l'estero rende l'Icpc molto pericoloso agli occhi della leadership, ma finora il governo non li aveva toccati per timore di ripercussioni all'estero.

Intervistato dal South China Morning Post, Zhao Dagong, un membro dell'Ipcp ha detto che Hu Jintao, l'attuale presidente e segretario del Partito comunista cinese, si mostra sempre meno timoroso della sua immagine all'estero ed è ormai lanciato in una campagna di restringimento delle libertà e dei diritti umani.

Per Zhao, l'obbiettivo di Hu Jintao è quello di continuare ad ogni costo il governo del partito unico. Per questo Hu frena i desideri di democrazia di Hong Kong e affronta a muso duro il problema del rapporto con Taiwan.

Il fatto fondamentale è che in Cina, mentre avvengono enormi cambiamenti sociali ed economici, sta crescendo sempre più lo scontento e l'insoddisfazione. Contadini, operai, migranti, disoccupati inviano petizioni e lamentele, organizzano manifestazioni e proteste, si scontrano anche in modo violento contro capi locali corrotti e forze di polizia.

Invece di affrontare i problemi, la leadership ha deciso di far tacere le critiche e di potenziare la propaganda ideologica. In un incontro del Politburo il 1° dicembre scorso, Hu ha sottolineato che il partito deve "riferirsi al passato per affrontare il futuro", rafforzando la linea ideologica contro influenze corrosive che vengono dall'esterno. Anche il Dipartimento di propaganda ha diramato direttive per "controllare i media" e "guidare l'opinione pubblica". Per questo giornali, televisioni, e siti internet devono dare "un'immagine positiva del partito" e controllare le "notizie negative" che possono portare a "disordini sociali e alla fuga degli investimenti stranieri". A causa di questo, il direttore del China Youth Daily, Li Xueqian è stato rimosso. Al suo posto è entrato Li Erliang, legato al Quotidiano del Popolo. Il China Youth Daily è sempre stato molto aggressivo nella denuncia di casi di corruzione; il Quotidiano del Popolo segue invece la rigida linea ideologica del partito. Anche altri giornali hanno subito cambiamenti di personale.

Per mantenere la leadership, al Partito è necessario l'esercito. In un documento riportato alcuni giorni fa dall'agenzia Nuova Cina, Hu Jintao, che è presidente della Commissione militare centrale, ha ribadito che il partito deve "controllare con fermezza" l'esercito, dal punto di vista ideologico e politico. I militari – egli ha detto - sono essenziali al "consolidamento del potere del partito comunista" e per garantire "una pace a lungo termine nella società".


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