La mano dell'esercito dietro gli scontri tra cristiani e musulmani nelle Molucche

Vittime uccise con proiettili e fucili in uso fra i militari indonesiani


Ambon (AsiaNews) – I misteriosi cecchini che con grande precisione uccidono in tutta l'isola, in contemporanea alla nuova esplosione di scontri tra cristiani e musulmani, sparano con fucili usati da esercito e polizia. Lo ha riportato il Centro di crisi della diocesi di Amboina, citando il Jakarta Post, principale quotidiano indonesiano.

L'organizzazione non governativa "Peace Building Institute" fa notare che i cecchini usano fucili Styer SSG-69, come quelli delle unità di tiratori dell'esercito (TNI) e della polizia indonesiana. Secondo Ichsan Malik, direttore dell'istituto e scienziato politico dell'Università dell'Indonesia, questo tipo di fucili è in grado di colpire con estrema precisione a 1 km di distanza ed è molto comune tra esercito e polizia. Malik ritiene che i cecchini siano tiratori specializzati, poiché riescono a sparare al cuore o tra gli occhi, con estrema precisione.

L'attivista Abubakar Riry ha detto che queste armi sono simili a quelle usate nel 2000 dalle unità anti-cecchini costituite dall'ex comandante dell'esercito di Pattimura, gen. Max Tamaela: "Non è ancora chiaro ciò che è accaduto a queste unità dopo che Tamaela è stato sostituito da un nuovo comandante", ha detto.

Come già ventilato da diversi analisti, si rafforza l'ipotesi che dietro il conflitto religioso vi sia la mano del TNI. L'influenza dell'esercito sembra giocare anche nel campo cristiano. La scorsa settimana, il gen. Bambang Sutrisno, comandante della polizia provinciale, è stato accusato di essere un sostenitore della Repubblica delle Molucche del Sud (RMS). Sutrisno è stato sostituito dal gen. Adita Barman anche per aver affrontato in maniera troppo blanda gli scontri scoppiati lo scorso 25 aprile, originati da una manifestazione a favore della RMS. Diversi leader del Fronte per la sovranità delle Molucche (FKM), che cercano l'indipendenza, sono stati arrestati e trasferiti a Jakarta per un interrogatorio. Fra questi vi sono un impiegato del governo e un pastore protestante. Intanto nelle Molucche settentrionali la popolazione ha consegnato alla polizia un centinaio di pistole e fucili, 1327 pallottole e 9 granate. Secondo il comandante militare locale, col. Edy Widagdo, molte armi sono ancora nelle mani dei civili. (MR)

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