Il 5 luglio riprendono i negoziati fra Santa Sede e Israele

La Custodia di Terrasanta ringrazia il mondo ebraico ed americano


Roma (AsiaNews)  - I rappresentanti del governo israeliano e della Santa Sede si incontreranno il  prossimo 5 luglio per continuare i negoziati  che  attuano l'accordo fondamentale fra Vaticano e Israele . Lo ha confermato ad AsiaNews l'on. Oded Ben Hur, ambasciatore israeliano presso la Santa Sede.  Voci di una imminente ripresa dei negoziati erano girate nelle scorse settimane, ma non vi era mai stata una comunicazione ufficiale. Quella dell'on. Ben Hur è la prima. Le due delegazioni non si incontravano da quasi un anno. L'ambasciatore Ben Hur ha anche detto ad AsiaNews che il governo israeliano "spera che tutte le procedure di attuazione dell'accordo possano essere concluse entro la fine dell'anno 2004".

Raggiunto per telefono a Gerusalemme, il portavoce della Custodia di Terrasanta p. David Jaeger ha espresso la propria soddisfazione per la decisione del governo israeliano di ritornare al tavolo dei negoziati. "Spero che questa volta sia fruttuoso", ha detto ad AsiaNews. E ha aggiunto: "Voglio ringraziare tutti coloro che, nel mondo ebraico e cattolico, hanno lavorato instancabilmente durante tutti gli ultimi mesi per convincere il governo Sharon a stare ai patti in questo senso. In particolare, vorrei citare il grande ruolo dell'episcopato degli Stati Uniti, dello stesso governo degli Stati Uniti e di alcuni membri della legislatura Usa di entrambi i partiti".

L'Accordo fondamentale tra la Santa Sede e lo Stato di Israele è stato firmato 10 anni fa. Grazie ad esso, la Santa Sede accettava la domanda israeliana di poter allacciare rapporti diplomatici. Ma tali rapporti  erano solo il primo passo di una serie di concordati che avrebbero assicurato la libertà e i diritti della Chiesa in territorio israeliano. Lo stato  di Israele non ha mai trasformato l'Accordo fondamentale in leggi;  l'unico altro accordo raggiunto finora, sul riconoscimento civile delle persone giuridiche ecclesiastiche (nel 1997), non è stato tradotto in legge dello Stato. Il 28 agosto 2003, Israele ha ritirato del tutto la propria delegazione dai negoziati con la Santa Sede, mentre erano in corso i lavori per raggiungere l' accordo sulla salvaguardia delle proprietà ecclesiastiche e sulle esenzioni fiscali. Lo stato d'Israele non ha mai dato spiegazioni per questo gesto.

 

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