Un oleodotto per superare lo stretto di Malacca

Manila (AsiaNews) – Un nuovo oleodotto costruito in Thailandia eviterà l'attraversamento del lungo stretto di Malacca da parte delle petroliere provenienti dal Medio Oriente. La condotta consentirà un risparmio di circa sette giorni alla consegna delle forniture in Cina, Giappone, Corea del Sud e Filippine e permetterà un risparmio nei costi di trasporto di circa 40 centesimi di dollaro al barile. Dal punto di vista strategico, l'oleodotto ridurrà il rischio che azioni terroristiche interrompano il flusso degli approvvigionamenti energetici ai paesi dell'Asia orientale. L'annuncio è stato dato oggi a Manila nel corso di un'intervista concessa dai dirigenti della PTT, la maggiore società petrolifera thailandese, ai margini della riunione dei ministri dell'energia dell'Asean. La PTT conta di costruire l'oleodotto in società con la Sinopec, la società statale cinese che raffina la maggior parte del petrolio in Cina. L'oleodotto attraverserà la penisola e collegherà il terminale sulla costa occidentale a nord dell'isola di Phuket con i pontili d'imbarco sulla costa orientale. Oltre alle installazioni portuali completeranno il progetto anche una ferrovia e vari depositi costieri di stoccaggio. Il costo dell'intera opera è previsto in circa 500 milioni di dollari e se ne prevede l'avvio della progettazione esecutiva entro l'anno. Negli scorsi mesi alcuni centri studi di Pechino avevano esternato le proprie preoccupazioni per la sicurezza strategica degli approvvigionamenti energetici via mare della Cina. Basterebbe infatti che due sole petroliere affondino per bloccare tutto il traffico marittimo che è costretto a passare nello stretto: un obbiettivo non impossibile per un'organizzazione terroristica ben strutturata. Com'è immediatamente comprensibile osservando una cartina geografica, il traffico marittimo in tal caso sarebbe costretto ad una lunga deviazione. Per questo, nei mesi scorsi gli Stati Uniti si erano offerti di pattugliare con la propria flotta lo stretto corridoio che separa l'Indonesia dalla Malaysia, due paesi a maggioranza islamica in cui attentati e tensioni sono in forte aumento. La Malaysia aveva però respinto l'offerta americana di tutela dello stretto. (MdO)