Il papa ricorda Madre Teresa, “autentica discepola di Cristo”
Benedetto XVI ha spronato i missionari, le missionarie della carità e tutta la Chiesa a seguire il suo esempio. Un augurio anche al convegno voluto da Bartolomeo I sull’ecologia nell’Artico. Gregorio di Nissa, l'essere cristiano e l'amore a Dio e ai poveri. La catechesi di oggi dedicata all’insegnamento di Gregorio di Nissa per il quale la perfezione dell’uomo sta nell’imitare Dio nell’amore.

Città del Vaticano (AsiaNews) – All’udienza del papa non poteva mancare oggi, 10° anniversario della sua morte e festa liturgica della beata, un ricordo del pontefice per Madre Teresa. Salutando un folto gruppo di  missionari e missionarie della Carità, presenti in piazza san Pietro con i loro collaboratori, Benedetto XVI ha detto loro: “Cari amici la vita e la testimonianza di questa autentica discepola di Cristo, di cui proprio oggi celebriamo la memoria liturgica, sono un invito a voi e a tutta la Chiesa a servire sempre Dio nei poveri e bisognosi. Continuate a seguire il suo esempio e siate dappertutto strumenti della divina Misericordia”.

Con una voce rauca – “un po’ danneggiata”, ha detto all’inizio, chiedendo scusa ai fedeli, che hanno risposto con un applauso – il papa ha anche ricordato un convegno sulla cura dell’ambiente nell’Artico, promosso da Bartolomeo I, Patriarca ecumenico ortodosso di Costantinopoli, che egli stesso aprirà domani in Groenlandia.

Parlando in inglese, ha detto: Desidero salutare tutti i partecipanti, i vari leader religiosi e gli scienziati e assicuro loro il mio sostegno per i loro sforzi. La cura delle risorse dell’acqua e l’attenzione ai cambiamenti climatici sono una questione di grande importanza per ‘intera famiglia umana. Incoraggiato dalla crescente attenzione ai bisogni e le necessità di preservare l’ambiente, invito tutti voi a unirvi a me nella preghiera e nell’impegno per un maggior rispetto per le meraviglie della creazione di Dio”.

Nella catechesi, dove il papa sta presentando alcune figure dei Padri della Chiesa,  Benedetto XVI si è soffermato oggi su alcuni insegnamenti di Gregorio di Nissa e sulla sua concezione “molto elevata” dell’uomo, il cui fine – secondo Gregorio – è di “rendersi simile a Dio” e ciò avviene attraverso l’amore. “Quando l’uomo ama – ha spiegato il pontefice – egli coopera con Dio a modellare in sé la divina immagine”.

Questo amore è indirizzato a Dio, ma anche ai poveri. “Gregorio – ha detto il papa - ricorda che Cristo è presente anche nei poveri e per questo essi non devono essere mai oltraggiati” E citando un brano del Padre della Chiesa ha aggiunto: “Non disprezzare costoro che giacciono stesi… Considera chi sono e scoprirai qual è la loro dignità: essi ci rappresentano la persona del Salvatore”.

Benedetto XVI ha anche sottolineato il valore della parola “cristiano” per Gregorio di Nissa: “Cristiano è uno che porta il nome di Cristo e quindi dovrebbe assimilarsi a Cristo. Nel nome cristiano portiamo una grande responsabilità”. “Il cristiano – ha aggiunto -  deve esaminare sempre nel suo intimo i propri pensieri, le proprie parole, le proprie azioni, per vedere s esse sono rivolte a Cristo  o se si allontanano da lui”.

“Per progredire verso la perfezione – ha poi aggiunto il papa - e portare in sé l’amore di Dio, l’uomo deve rivolgersi con fiducia a Dio, ispirandosi alla preghiera del Signore”.

 

 

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